giovedì 21 febbraio 2008
Operazione-ramazza, senza offesa per nessuno. E pazienza se De Mita si offende perché a 80 anni e dopo 50 in Parlamento vorrebbe restare ancora: pollice verso. Il finto buonista Walter Veltroni è diventato cattivista e va avanti come un treno. Rinnovamento quasi nel Pd. Anche in quello sardo: senza che i notabili possano resistere, resistere, resistere. Ha dato il via, obtorto collo, Salvatore Ladu, cinque legislature alle spalle. Ha dignitosamente annunciato il ritiro: «Ho contribuito a scrivere lo statuto del partito, devi rispettarlo come e più degli altri». Una dimissione obbligata presentata come ritirata spontanea: va bene lo stesso. Altrettanto ha fatto il senatore Gianni Nieddu. Tacciono Emanuele Sanna e Paolo Fadda: o sperano ancora o seguiranno l'esempio di Ladu e Nieddu: rischiano una figuraccia se con 25-30 anni di incarichi elettivi sul groppone volessero provarci ancora.
Non c'è trippa per gatti e il vertice nazionale del Pd l'ha ribadito a Roma, nell'incontro cui hanno partecipato Antonello Cabras e Renato Soru. Rinnovamento e criteri stringenti. Un terzo di donne (oltre Bianca Berlinguer, che annuncerà nei prossimi giorni la sua decisione, forse Caterina Pes ex di Progetto Sardegna, Amalia Schirru non è sicura), un terzo subordinato al placet da Roma, quel che resta da dividere tra tanti pretendenti. I più accreditati: Siro Marrocu, capogruppo del Pd in Consiglio, Francesco Sanna, uno dei migliori consiglieri da sempre irresistibilmente attratto da Roma, dove ha lunghissima consuetudine ai livelli alti.
Se si aggiungono gli uscenti e rientranti Antonello Soro (di diritto) e Antonello Cabras (per deroga), i posti a tavola sono davvero pochi. Specie se si dovrà far posto a un esponente dell'Italia dei valori (conferma di Federico Palomba?) e, nel collegio di Sassari al prestigioso Guido Melis. Non è escluso che a sorpresa spunti qualche nome nuovo, di un giovane rappresentativo che Veltroni vuole per caratterizzare i candidati di ogni collegio.
Qualcosa di più si saprà oggi in via Emilia, sede dell'ex Ds e ora del Pd. Stamane Antonello Cabras presenterà la “Giornata democratica” che aprirà ufficialmente la campagna elettorale in Sardegna. L'iniziativa, che prevede «un processo di grande mobilitazione e partecipazione», verrà illustrata alle 11 nella sala conferenze del Partito Democratico. Ma il dibattito più importante, non solo sulle candidature, si avrà domani a Tramata.
La chiamata alle urne sta intrigando tutti i partiti. Nel Popolo delle libertà i giochi sono delineati, anche se non fatti. In gravi difficoltà i “cespugli” alla ricerca d'autore, come l'Udeur, che forse correrà da solo accreditato di un ridicolo quoziente di voti: una sorta di soddisfacente nemesi che colpisce Clemente Mastella dopo la sua bravata contro Prodi. Sabato gli udeurrini sardi decideranno a Nuoro, in una tremolante assemblea regionale, la strategia politica ed elettorale.
L'incontro è stato convocato dal segretario regionale Sergio Marracini: «Stiamo impostando una strategia locale», spiega, confermando le trattative con l'Udc sardo, ma smentendo l'indiscrezione, apparsa su un quotidiano nazionale, riguardante un suo incontro, ieri a Roma, con il leader scudocrociato Pier Ferdinando Casini. «Ero qui a Cagliari, in Consiglio regionale, non potevo essere fisicamente presente nella capitale»: ma qualcuno si meraviglierebbe se Sergio settebellezze si accasasse nel suo quinto partito, con disinvoltura, peraltro?. L'Udeur sardo non sembra orientato a conclfuiree nel Pdl con Berlusconi e Fini (non lo hanno neanche chiesto) ma a mantenere invece un'autonomia di centro. Sono in corso contatti anche esponenti locali del Movimento per le autonomie di Raffaele Lombardo.
Scelte cruciali anche nel Psd'az, che sempre sabato riunirà a Bitti il consiglio nazionale, sotto la presidenza di Giacomo Sanna. All'ordine del giorno della riunione figurano il tesseramento 2007 e una relazione del segretario Efisio Trincas sulle elezioni politiche. Non è ufficiale ma sembra probabile, salvo rigetto del centrodestra, che qualche sardista finisca in lista col Pdl o, se non è zuppa è pan bagnato, con il Mpa (Movimento per le autonomie) di Raffaele Lombardo, che sarà alleato di Berlusconi se otterrà la candidatura a governatore della Sicilia al posto del suo gemello Totò Cuffaro. Di riffe o di raffe, dopo la sortita leghista di Sanna e Acciaro, sembra tornare l'ora dei “fasciomori”: sardisti a destra senza se e senza ma, per una poltrona improbabile.
Intanto cominciano i tour dei candidati. Domenica saranno in Sardegna il segretario nazionale de “La Destra”, Francesco Storace, accompagnato dal portavoce regionale Michele Di Cristo. In mattinata, all'hotel Mediterraneo di Cagliari, Storace parteciperà a un incontro organizzato dal portavoce provinciale Giandomenico Sabiu, cui sarà presente anche Daniela Santanchè, candidata a premier del partito. Il tour proseguirà nel pomeriggio a Olbia.
(gm)
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