giovedì 21 febbraio 2008
Cinque giovani sono stati denunciati dalla polizia per i disordini scoppiati la notte tra l'11 e il 12 gennaio scorso davanti alla casa del presidente della Regione Renato Soru, a Cagliari, durante la manifestazione di protesta per l'arrivo in Sardegna di rifiuti raccolti in Campania. I cinque - fra i 19 e i 33 anni - sono accusati di devastazione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Sono stati identificati dalla Digos e dalla Squadra mobile grazie alle immagini degli scontri riprese dalle forze dell'ordine e da alcune tv locali.
In particolare sono stati riconosciuti uno che aveva scagliato una transenna contro le forze dell'ordine e un altro che, a pantaloni abbassati, scandiva slogan e minacce contro la polizia. Altri due sono stati identificati come appartenenti a gruppi di ultras del Cagliari, mentre il quinto è stato rintracciato tramite il telefonino cellulare che aveva perso durante gli scontri.
È scattata una denuncia anche per Gavino Sale, leader del movimento Indipendentzia Repubrica de Sardigna: la polizia gli contesta i reati di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale in seguito ai disordini del 10 gennaio in occasione dell'arrivo nel porto industriale di Cagliari di una nave che trasportava rifiuti campani. Negli scontri, scoppiati a causa del tentativo di diversi manifestanti di bloccare l'attracco del traghetto e poi l'uscita dei camion dallo scalo, erano rimasti coinvolti anche anche parlamentari ed esponenti politici locali. Diversi manifestanti erano stati bloccati dalla polizia. Tra questi Gavino Sale che, però era riuscito a fuggire dopo aver sfondato con un calcio un finestrino di un mezzo della polizia dove attendeva l'identificazione.
«Paradossale che chi ha usato la violenza denunci un movimento non violento», ha commentato il commento del leader indipendentista. «Siamo contenti di aver fatto quello che abbiamo fatto perché abbiamo evitato una brutta figura ai sardi. Di questa vicenda, infatti, si è parlato in tutta Europa. Con la nostra azione abbiamo dimostrato che in Sardegna c'e' ancora gente che ha dignita' e soprattutto il coraggio di difendere la propria terra», ha concluso Sale.
(red)
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