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mercoledì 20 febbraio 2008

Amsicora, nuova fumata nera e rinvio
il sindaco contro le super-cubature
da ridurre d'accordo o il Comune dirà no

di Cinzia Isola

Fumata nera sul futuro dell'Amsicora. Dopo due ore di dibattito, il Consiglio comunale rinvia ogni decisione alla prossima settimana. Venerdì la commissione urbanistica si riunirà per redigere un documento che martedì prossimo verrà sottoposto al vaglio del Consiglio. Ieri sera in discussione c'era la delibera di Giunta che chiedeva un parere sul progetto della Ksa. Un progetto presentato tanti anni fa ma che si è arenato in via Roma, tra bocciature, revisioni e ricorsi al Tar.

Questi i passaggi salienti della vicenda negli ultimi anni, nella ricostruzione di Ninni Depau: «La domanda è del 25 febbraio 2004, la delibera negativa del Consiglio è datata 28 settembre 2005. Da qui un ricorso al Tar e l'ordinanza del 18 gennaio 2006 che sospende la delibera del Consiglio in quanto carente sotto il profilo della mancata espressione sulla fattibilità dell'intervento e della formulazione degli indirizzi. Si arriva così alla nuova delibera del 4 aprile 2006 e infine a quella del 5 luglio 2007, che oggi vediamo in Consiglio».

Le lungaggini hanno caratterizzato tutta l'operazione di restyling del vecchio stadio. «È vero che stiamo discutendo da troppo tempo, ma il tempo non fa il diritto», ha sentenziato il sindaco Floris. Che a fine serata ha detto qualcosa di più: «Non sono contro gli imprenditori e non sono contrario a questa iniziativa. Ma contro le sue dimensioni». Insomma, stavolta le volumetrie non sono intoccabili. «Io credo che sia auspicabile un accordo con l'imprenditore per trovare la soluzione migliore. In quest'area si può fare tot cubature, se all'impresa interessa lo porti avanti, se no, no. Al Comune, con questa volumetria, non interessa. E può essere che con minore volumetria non interessi ai proponenti». E ha aggiunto: «Mi dispiacerebbe se si dovesse perdere questa occasione».

Ricordando però, la necessità di rispettare le regole. Quelle che non sono rispettate in materia di volumetrie: «nell'analisi della documentazione ci siamo resi conto di alcune irregolarità», ha spiegato Massimiliano Tavolacci, presidente della commissione urbanistica. «L'esubero delle volumetrie era tale da imporci una riflessione. Gli indirizzi non sono stati rispettati nella loro essenza elementare, cioè nella quantità». Più nostalgico l'intervento del giovane azzurro Stefano Schirru: «Non stiamo parlando solo di un'area su cui costruire impianti e alberghi, ma di una zona in cui opera la più antica società sportiva, l'Amsicora, che da 110 anni da agli atleti sardi prospettive e successi». E giù un piccolo elenco di campioni di casa nostra: Angelo Zucca, Mastromarino, Riccardo Agabio, per citarne alcuni.

«Oggi la proprietaria della struttura ha acceso un mutuo sportivo per 15 anni per i lavori di manutenzione. Una società che conta 200 allievi, tra i quali 50 agonisti». Atleti che, secondo Schirru sarebbero privati delle strutture per poter proseguire gli allenamenti. Ma la confusione regna sul progetto e sul da farsi. Per spiegare i suoi ripensamenti, Claudio Cugusi cita Oscar Wilde: «Solo gli stupidi non cambiano idea». Rimarcando però la necessità di non liquidare il tutto con “un voto qualunque”: «non si può, se ci sono dubbi, ignorarli».

E i dubbi, oltre la «formulazione bizzarra della delibera», restano sulle volumetrie, che tuttavia «riguardano gli uffici e non il Consiglio». Si tratterebbe di un esubero consistente, stimato in ottomila metri cubi. Un eccesso di volumetrie sul quale il sindaco Floris non sembra intenzionato a cedere.


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