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mercoledì 20 febbraio 2008

Il battesimo della maggioranza senza Sdi
più ristretta ma unita sulla sanità
Dirindin: Sardegna virtuosa, scacco alla destra

di Marco Murgia

Emendamento 993 all'articolo 8 della finanziaria regionale: è la proposta di modifica della Giunta per recuperare il gettito mancato dopo la bocciatura da parte della Corte costituzionale di parte delle cosiddette tasse sul lusso. È anche quello che disegna ufficialmente la nuova maggioranza in Consiglio: formata dagli esponenti del Partito democratico e da quelli della Sinistra arcobaleno, mette insieme 41 voti necessari per un'approvazione che sul piano politico è determinante. Segna anche la debacle dell'opposizione, capace di ragranellare appena 22 voti contrari ma con l'apporto dei tre consiglieri dell'Udeur. I socialisti dello Sdi, attesi dopo gli attacchi dei giorni scorsi, stanno nel guado: con il verde favorevole - quindi 42 sì, ma solo «per senso di responsabilità» - da parte di Maria Grazia Caligaris e l'astensione di Pierangelo Masia. Non pervenuto il segretario Peppino Balia: nessuna dichiarazione al momento del voto.

È solo un emendamento degli oltre 300 previsti nel capitolo dedicato alla sanità e alle politiche sociali - il voto sull'intero articolo dovrebbe arrivare oggi - ma dà la misura della tenuta di una maggioranza a tocchi che si compatta sui passaggi importanti. La proposta di viale Trento prevede il taglio di 42 milioni di euro dagli investimenti previsti per l'ammodernamento tecnologico delle strutture sanitarie pubbliche: una riduzione necessaria per compensare le minori entrate dopo la bocciatura della Consulta sulle plusvalenze derivanti dalle seconde case.

Argomento delicatissimo, considerato il grimaldello dell'opposizione per scardinare il muro del centrosinistra. La testimonianza è la chiamata alle armi del capogruppo dei Riformatori Pierpaolo Vargiu: con il microfono già acceso dice rivolto ai colleghi «attenzione, ragazzi, è il 993: dobbiamo svegliarci» prima di sottolineare nel suo intervento ufficiale che «la sanità non deve pagare un errore politico della maggioranza».

Quei fondi non sono persi, chiarisce l'assessore al Bilancio Eliseo Secci: «L'impegno della Giunta per l'ammodernamento tecnologico sarà soddisfatto con stanziamenti straordinari fuori dalla finanziaria: gli investimenti sono confermati e i fondi saranno recuperati dalle risorse comunitarie del Fas». La spiegazione non convince il centrodestra - su tutti La Spisa e Capelli, ma anche Ladu, Licandro e Contu - e l'Udeur, con Marracini che giudica l'emendamento «vergognoso». Però serve a far cambiare idea a Nazareno Pacifico: il consigliere del Partito democratico, presidente della commissione Sanità, aveva appena annunciato la sua astensione perché «non condivido in toto il ragionamento della Giunta: da troppo tempo le strutture sono in sofferenza». Salvo poi rettificare la dichiarazione di voto e accodarsi al resto della maggioranza.

In ogni caso non sarebbe stato il giallo del giorno: «L'emendamento non è piovuto dal cielo, ma è stato discusso e concordato dalla maggioranza», chiarisce il capogruppo del Pd Siro Marroccu, «e il collega Pacifico aveva chiesto al gruppo di potersi astenere per segnalare che l'impegno per l'ammodernamento tecnologico va mantenuto: sono sicuro che questa Giunta e questa maggioranza lo manterranno». Con buona pace dei consiglieri di opposizione che in numerosi interventi avevano fatto riferimento «all'imbarazzo del presidente della commissione Sanità».

In precedenza l'aula aveva approvato all'unanimità un emendamento, proposto da Raffaele Farigu (Nuovo Psi), che boccia il trasferimento dall'assessorato al Lavoro alla Sanità delle competenze in materia di erogazione di contributi per gli enti operanti nel settore della sicurezza sociale e delle associazioni dei non vedenti: 63 voti a favore e la possibilità di far decadere almeno un centinaio di emendamenti collegati a quel comma.

Il resto della giornata era stato dedicato alla discussione generale sui 37 commi dell'articolo, con 24 consiglieri iscritti a parlare: soprattutto dell'opposizione, dopo un accordo tra i consiglieri di maggioranza per limitare al massimo gli interventi. Chiara la strategia del centrodestra, riassunta dalle parole di Vargiu che aveva parlato di «numeri da disastro»: sotto accusa l'annunciato raggiungimento degli obiettivi del contenimento della spesa, «che invece nei primi tre anni di governo è cresciuta dell'11 per cento», e del pareggio di bilancio.

Netta anche la risposta dell'assessore Nerina Dirindin: «A chi dice che abbiamo speso troppo ricordo che da quando siamo al governo siamo riusciti a ottenere molte più entrate, che abbiamo utilizzato per pagare i debiti che ci erano stati lasciati». Non è un caso, ricorda la titolare della sanità, «che la Sardegna sia inserita dal ministero tra le regioni virtuose» dopo anni in cui era indicata come canaglia. Senza dimenticare lo sblocco dei 500 milioni di euro, «recuperati dopo l'impasse del centrodestra nelle passate legislature».


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