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mercoledì 20 febbraio 2008

Dopo l'armistizio fra i potentati economici
serve la stabilità della Grande Coalizione

di Guido Bocchetta

A poche settimane dalle elezioni politiche, la Grande Coalizione Veltroni-Berlusconi è nei fatti, più che nelle dichiarazioni apparentemente competitive dei due avversari.

Cosa è successo? Che i due principali potentati economici dell'Italia si sono accordati. L'asse finanziario con riferimento Montezemolo ha accolto l'asse finanziario Fininvest nella capaci braccia del patto di sindacato di Mediobanca proprio nel mese di dicembre 2007, dopo anni di sforzi del Cavaliere per accreditarsi presso il santuario del potere economico italiano. D'ora in poi i due marceranno divisi in politica, per colpire uniti negli affari di finanza.

Sollevato questo ostacolo, si sono liberate a sinistra le energie di Veltroni per far saltare il Governo Prodi e permettere nuove elezioni a dispetto dei santi. Il Cavaliere, gratificato dalla nuova situazione, ha consultato Fini, che si allineato subito, sapendo che il futuro prevede la sua persona a capo del Governo e Berlusconi al Quirinale. Così da entrambe le parti si sono eliminati Casini a destra e i Rifondaroloi a sinistra.

Se, putacaso, Veltroni vincesse - ma tutti danno questa eventualità come remota - in ogni caso il Cavaliere conserverebbe i suoi interessi nelle televisioni, come Veltroni ha accuratamente previsto nel punto dodicesimo del suo programma. Programmi che poi risultano fotocopia uno dell'altro, tranne qualche spruzzo di ICI a destra e di precariato a sinistra.

Perciò la Grande Coalizione è nei fatti. La prossima legislatura vedrà la certificazione del falso duopolio di avversari attuale, con il massacro istituzionale delle forze politiche di opposizione, sia a destra che a sinistra. Per questo ora il bon ton dei due contendenti è massimo ed ognuno invita gli elettori a votare per uno dei due grandi partiti, evitando i “piccoli”.

Il sistema finanziario-industriale globalizzato ha necessità per un investimento di medio-lungo periodo, di un sistema politico stabile, che può essere assicurato solo da due coalizioni portanti dai programmi omogenei. Di fronte a queste esigenze, le elucubrazioni di Casini e dei centristi, di Storace e dei Rifondaroli, non trovano più posto. L'Italietta delle molte voci Mastelliane o Dilibertiane resterà nella memoria di chi vorrà, ma non esisterà più. Il futuro dirà se questo sarà o no un bene per gli italiani.


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