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martedì 19 febbraio 2008

Le incerte alleanze dei fogli schierati
Volano via sotto le raffiche
del vento elettorale che scuote la destra

di Claudio Palazzotta (da Italia Oggi)

La crisi del governo Prodi, lo sparigliamento delle carte, la voglia da parte dei maggiori partiti di correre da soli alle elezioni del 13 e 14 aprile, stanno provocando una bella confusione nella stampa di centro-destra. Gli amici diventati nemici, o comunque concorrenti, i finanziamenti pubblici dati per certi e che ora non lo sono più: insomma, il caos.

Si può partire dai Circoli di Marcello Dell'Utri: l'ex braccio destro di Silvio Berlusconi ha appena abbandonato le cariche di consigliere del giornale gratuito E-polis e di presidente della nuova concessionaria Publiepolis. Non potrà, quindi, contare su una testata nazionale e di larga diffusione per promuovere (anche) i suoi Circoli. Potrà, tuttavia, dedicare più tempo alla sua creatura, il settimanale Il Domenicale, diretto da Angelo Crespi. A breve sarà nominato un nuovo amministratore delegato: Simone Crolla, presidente del Circolo del Buon Governo di Milano, prenderà il posto di Riccardo Garosci, che rimane come vicepresidente. Crolla dovrà occuparsi del rilancio del Domenicale (in cui, da qualche settimana, sono arrivate le firme di Alfredo Mantovano, Franco Frattini e Daniele Capezzone), potenziando le intese commerciali e tentando di migliorare i conti. Anche il 2007, infatti, si chiuderà con un rosso di bilancio, dopo i 383 mila euro di perdite 2006 su 724 mila euro di ricavi.

Il Domenicale diffonde circa 10-12 mila copie, di cui 4-5 mila in abbonamento. Il 2007 è andato piuttosto bene dal punto di vista delle vendite anche grazie all'abbinata con Il Giornale. Abbinata, tuttavia, che diventa sempre più complicata a causa del rapporto che il quotidiano ha anche con i Circoli della libertà di Michela Vittoria Brambilla. Quelli che Dell'Utri vede come il fumo negli occhi. Con il Giornale, infatti, viene veicolato il settimanale Giornale della libertà, diretto, appunto, dalla Brambilla.

Si era allora pensato a collaborazioni tra Il Domenicale e Liberal, il nuovo quotidiano partito a fine gennaio su iniziativa di Ferdinando Adornato. Un giornale che sta facendo fatica a ritagliarsi spazi, con una macchina non ancora perfettamente oliata. E che, il 1º febbraio, ha visto lo stesso Adornato uscire da Forza Italia per passare all'Udc di Pierferdinando Casini. Liberal, perciò, rimane nell'area di centro-destra, ma la testata diretta da Renzo Foa non può più essere considerata “amica” da Dell'Utri. Quindi?

C'erano stati sondaggi informali per una possibile unione tra Libero e Il Domenicale. È noto infatti che il quotidiano diretto da Vittorio Feltri intende partire con un inserto culturale domenicale. E, tra le ipotesi, vi era stata pure quella di rilevare Il Domenicale o di entrare nel suo capitale per operazioni congiunte. Ipotesi poi indebolitasi, e ora del tutto sfumata col ritorno a tempo pieno di Dell'Utri al Domenicale.

A Libero, che comunque lancerà a breve il suo dorso culturale, producendolo internamente, si sta, inoltre, vivendo una fase di transizione un po' delicata: a gennaio le copie diffuse sono cresciute del 10% sullo stesso mese del 2007. Ma c'è stato il cambio di concessionaria: il contratto con Publikompass non è stato rinnovato, si è passati alla Adv company nel cui capitale c'è Daniela Santanchè. E la raccolta pubblicitaria 2008, sostanzialmente, deve ancora partire. Con equilibri, nel campo del centro-destra, che per Libero si farebbero ancora più delicati se la Destra di Francesco Storace dovesse correre da sola, candidando la stessa Santanchè alla presidenza del consiglio.

E Dell'Utri? Scalpita, schiacciato da una parte dal polo Brambilla (Giornale della libertà e Tv della libertà), e voglioso di uscire da quella nicchia culturale, di eccellenza, ma pur sempre una nicchia, in cui da sei anni gravita con Il Domenicale. La sua avventura in E-polis è finita proprio perché ha compreso che il quotidiano gratuito controllato dall'editore-finanziere Alberto Rigotti non ha oggi i mezzi e la struttura per il grande salto. La ricapitalizzazione della società editrice (che Rigotti ha rilevato da Nicola Grauso in settembre) non è ancora stata fatta, la nuova concessionaria Publiepolis deve diventare operativa, e un quotidiano, distribuito a livello nazionale in 500 mila copie ogni giorno, brucia circa 2 milioni di euro al mese.

C'è anche il problema redazione: troppi capiredattori, una sede centrale a Cagliari, guidata da un direttore, Enzo Cirillo, chiamato da Rigotti ma che Dell'Utri non voleva. Lui avrebbe preferito volare più alto, con Antonio Polito (senatore del Pd), trasferire il centro pensante a Roma, affermarsi sul mercato con un prodotto autorevole e ben fatto.

Uscito da E-polis, Dell'Utri non ha però voglia dì restarsene fermo. Per questo potrebbe riavvicinare il suo amico e stampatore Vittorio Farina, coinvolto, come fornitore, nella E-polis targata Grauso e ora azionista della casa editrice che porterà in distribuzione, ai primi di marzo, il nuovo free press D-News, diretto da Gianni Cipriani.


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