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domenica 17 febbraio 2008

Il fascino della novità oppure l'esperienza?
Fra i due candidati a confronto
forse per stavolta il democratico può attendere

di Massimo Gramellini (da lastampa.it)

Alcuni lettori vogliono sapere da che parte si schiererà l'autore di questo francobollo alle prossime elezioni. Riconosco di avere le idee ancora confuse. Mi sento in sintonia con molte convinzioni espresse dal candidato più giovane, quello del partito democratico. Trovo fastidiosi certi suoi vezzi e ancor più l'atteggiamento acritico e talvolta adorante di troppi giornalisti, personaggi dello spettacolo e intellettuali.

Però nessun dubbio che sia lui la novità: ha voglia, ha energia e ha un modo di fare garbato ma deciso che affascina giovani e anziani, persino fra gli elettori moderati. Ha saputo evocare un sogno e ci danza sopra come un surfista. Adesso che ha preso l'onda, non sarà facile buttarlo giù.

In confronto il suo rivale di centrodestra suscita scarse emozioni. Ha passato la boa dei 70 anni e la sua immagine, che per una parte del Paese rimane epica, trasmette meno energia. Però il suo pragmatismo intriso di buon senso è quel che ci vuole per tenere saldo il timone nella tempesta. E poi non è un baciapile. Anzi, ha dimostrato di saper rinunciare a qualche voto pur di non sdraiarsi sulle posizioni degli atei devoti alla Ferrara.

Qualcuno si stupirà nel sentirmi tessere il suo elogio, ma le elezioni non sono un sondaggio ideologico. Sono uno strumento per scegliere il leader più adatto. Il candidato del partito democratico può aspettare: arriverà il suo turno. Ora però non è tempo di esperimenti, ma di certezze. E il settantenne ha accumulato abbastanza sbagli per saper riconoscere quelli da non commettere più.

Sì, penso proprio che a novembre farò il tifo per John McCain.

(red)


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