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domenica 17 febbraio 2008

Ufficiale, Sdi all'opposizione come l'Udeur:
scelta scontata come il no al Soru-bis
Cogodi ridicolizza Pili, Forza Italia contro Udc

Finalmente più chiarezza, con meno certezze, nel quadro politico regionale. Dopo l'Udeur mastellato alla ricerca d'autore e di improbabili alleanze, anche lo Sdi di Peppino Balia è ufficialmente fuori dalla maggioranza di Renato Soru: se mai c'è stato, e da oggi annuncia che è contro la ricandidatura del presidente. È la principale novità del sabato politico, accompagnata da un inizio di polemica tra Forza Italia e Udc, mentre la Sinistra Arcobaleno (pare che abbia gradito la ridefinizione di Sinistra Arcobalente) avvia la mobilitazione degli iscritti in vista degli stati generali dei partiti. E intanto Luigi Cogodi liquida le sortite di Mauro Pili dopo la sentenza contraria alle tasse sul lusso, spiegandogli che deve ancora capire cosa sia la class action che evoca contro Soru.

Formalmente, il punto di novità dovrebbe essere la decisione dei socialisti. Solo che era scontata, anzi già concretizzata da tempo, e sgombera il campo da alcuni equivoci. Lo Sdi era fuori dalla maggioranza, anzi contro più dello stesso centrodestra. Al momento, il suo maggior problema non è l'atteggiamento versus Soru, già acquisito, ma come regolarsi elettoralmente: nazionalmente e localmente, per il Parlamento e per le regionali del 2009. A spanne, lo stesso dolente problema che ha l'Udeur: Mastella ha fatto cadere Prodi, ora deve provare a trovare qualcuno che lo imbarchi nelle sue liste: non il Pd ma con grande difficoltà anche Berlusconi. Sul piano regionale, la maggioranza Pd, Sinistra Arcobaleno, Italia dei Valori è numericamente autosufficiente ma avrà problemi se non sarà compatta. Non lo è stata finora, dovrà essere più avanti, per autodifesa: il doppio voto incombe.

S'ode a destra lo squillo dei socialisti:
maggioranza e Soru addio, no alla Finanziaria

Fallite le spallate a scrutinio segreto e non, la Giunta non naviga nel mare della quiete ma è routine. Alla fine, meglio avere avversari dichiarati che finti alleati infidi. È il caso del partito socialista che rischia di girare a vuoto su se stesso, fuori dal centrosinistra classico. Comunque, lo Sdi «non si riconosce più nelle scelte della Giunta regionale in carica. Ribadisce che i consiglieri regionali del partito non sono più tenuti a vincoli di maggioranza, ma voteranno coerentemente solo i provvedimenti condivisi nell'esclusivo interesse dai sardi». Non lascia dubbi il documento approvato all'unanimità dalla segreteria regionale del partito, allargata agli otto segretari provinciali, riunita a Tramatza alla presenza dei quattro consiglieri regionali: Balia, Masia, Ibba e Caligaris. Sulla Finanziaria 2008 in discussione in Consiglio regionale la segreteria, inoltre, «invita il gruppo consiliare ad esprimere un voto non favorevole».

Il partito «coerentemente con la propria storia di partito di sinistra, riafferma la propria adesione a comporre aggregazioni con i partiti progressisti, riformisti e autonomisti»: un'apertura a formazioni di centrosinistra e al Psd'Az, ma con una condizione chiara, l'eventuale coalizione non dovrà essere guidata da Renato Soru. «Il partito socialista», conclude il documento, «dichiara sin d'ora l'indisponibilità alla riproposizione dell'attuale presidente nelle prossime elezioni regionali».

A sinistra risponde lo squillo degli Arcobalenti:
Cogodi ridicolizza Pili sulla class action

Mentre i socialisti vanno per la loro malcerta strada, Sinistra Democratica oggi riunisce al T-Hotel di Cagliari l'assemblea programmatica, per predisporre, con i contributi di militanti e simpatizzanti, un documento in vista degli stati generali della Sinistra previsti entro marzo per un percorso comune sotto la Sinistra Arcobaleno nelle elezioni politiche del 13 aprile. “Fuori dalla crisi di governo. Un programma per la sinistra in Sardegna e nel Paese” è il tema della conferenza che sarà presieduto da Paola Lanzi, capogruppo in Consiglio regionale. I lavori saranno introdotti alle 10 da Massimo Zedda, coordinatore regionale di Sinistra democratica. Seguiranno gli interventi del parlamentare Antonio Attili (“Le ragioni dell'unità delle sinistre”), di Rosario Musmeci e dell'ex deputato Pietro Maurandi (“Una nuova autonomia per la Sardegna”). In mattinata interverrà anche l'assessore regionale alla Cultura, Maria Antonietta Mongiu. Nel pomeriggio sono previsti quattro seminari di approfondimento: sull'autonomia e il rapporto della Regione con gli enti territoriali, lo Stato e l'Ue; sui valori della sinistra e il ruolo della Sinistra Arcobaleno in Sardegna; sugli scenari di crescita economica e competitività; e sulle trasformazioni del sistema territoriale in termini di sostenibilità sociale e ambientale. È prevista la partecipazione di rappresentanti di partiti, movimenti, sindacati e associazioni.

Da questo fronte tuona il sempreverde e ma semprerosso Luigi Cogodi, con una sferzata all'antica verso Mauro Pili: «Non sa cosa è la class action. Il nuovo istituto giuridico, recentemente introdotto in Italia, non ha nulla a che vedere con la vicenda della “tassa sul lusso”, perché tutela i consumatori e non riguarda affatto i rapporti con la pubblica amministrazione». Il deputato di Rifondazione, a proposito dell'eventuale azione legale di massa dei contribuenti che hanno pagato l'imposta sulle plusvalenze immobiliari giudicata illegittima dalla Corte Costituzionale, precisa: «La pronuncia della Corte ha posto, invece, problemi più seri all'esercizio del potere regionale. Quello che è messo in discussione non è la finalità della norma, ma la modalità di applicazione. Perciò la legge dovrà essere modificata in meglio, non accantonata», aggiunge Cogodi. «Dovrà essere garantita la condizione di parità dei cittadini abbienti (residenti e non residenti) e dovrà essere chiarita con lo Stato centrale la titolarità della nostra Regione autonoma al reperimento dei mezzi finanziari per garantire la difesa dei beni comuni, ambientali e culturali. La verità è che i più fieri oppositori odierni della ritenuta “tassa sul lusso”, sono gli stessi che hanno contrastato nel tempo e ancora contrastano i Piani di assetto del territorio, i Piani regolatori, la pianificazione paesaggistica, la salvaguardia dei beni comuni, ambientali e culturali».

Forza Italia tasta il polso della base,
polemiche con l'Udc dopo la sortita di Capelli

Puntava a sondare gli umori della base e a raccogliere indicazioni dal basso per il programma di governo la manifestazione elettorale “Oggi parla tu. La Sardegna decisa dai sardi”, che si è tenuta ieri alla Fiera di Cagliari per iniziativa dell'area politica che fa riferimento al parlamentare di Forza Italia Salvatore Cicu. Per tutta la mattinata, sul palco, si sono alternati gli interventi dei militanti. Ai presenti è stato chiesto di compilare un questionario che li invitava a segnalare i principali problemi che limitano lo sviluppo economico della Sardegna, i punti di forza per il rilancio dell'economia e dell'occupazione, i dati anagrafici nonché indicazioni sui quotidiani letti negli ultimi sette giorni. Cicu ha parlato di «una Sardegna dove i cittadini sono messi in ginocchio da una politica vuota, cieca, che tassa e vincola tutto. Noi vogliamo la meritocrazia, vogliamo che le disuguaglianze non esistano più e crediamo in una politica che sappia capire l'evoluzione dei tempi».

Dal palco, il coordinatore regionale di Forza Italia Piergiorgio Massidda ha ricordato l'impegno profuso per lo svolgimento nell'isola «di 200 congressi», dai quali ci si attende l'apporto di energie fresche per il partito e ha lanciato un appello ai presenti chiedendo la disponibilità per «i 1.700 rappresentanti di lista per non farci imbrogliare per l'ennesima volta». Fra gli altri erano presenti i parlamentari Giovanni Marras e Fedele Sanciu, i consiglieri regionali Mariano Contu, Onorio Petrini, Mimmo Licandro, il coordinatore provinciale di Forza Italia Ugo Cappellacci, l'ex sindaco di Olbia Settimo Nizzi, l'ex assessore provinciale di Cagliari Renzo Zirone, l'ex assessore regionale all'Industria Andrea Pirastu e l'ex sindaco di Lula Maddalena Calia.

La durissima replica di Forza Italia a Roberto Capelli è stata invece affidata a Carlo Sanjust. «Non si comprende il fine per cui il capogruppo dell'Udc in Consiglio regionale abbia rilasciato dichiarazioni demagogiche e che non producono nulla di positivo riguardo la possibilità, per lui fallita, di mandare a casa il presidente Soru. Forza Italia, presente in aula, non ha nulla da farsi rimproverare dal consigliere Capelli che dovrebbe, invece che lanciare accuse ignobili contro i colleghi, compiere a dovere il ruolo di capogruppo visto che, proprio dalla sua formazione politica si potevano contare diverse e preziose assenze al momento del voto sui consorzi industriali».

Capelli aveva accusato i colleghi dell'opposizione di aver perso l'occasione di far cadere la Giunta Soru durante le votazioni sull'articolo 7 del testo di legge finanziaria, in particolare sulla riforma dei consorzi industriali in esso contenuti. «Concordo, invece, con il collega Mario Diana», conclude la dichiarazione di Sanjust, «quando sostiene che, in tanti della maggioranza, contrari alle scelte del governatore riguardo i Consorzi industriali, non hanno avuto il coraggio di votargli contro».


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