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sabato 16 febbraio 2008

E-polis senza tregua, tre giorni di sciopero
Giornalisti contro l'uso pubblicitario
dei quotidiani: tensioni e crisi strisciante

di Marco Murgia

Tre giorni di sciopero per i quindici quotidiani del gruppo E-polis. Il primo ieri, al termine di una assemblea straordinaria dei giornalisti nella redazione di Cagliari: i giornali non saranno oggi in edicola e nei punti di distribuzione nonostante sino alla decisione tutti avessero lavorato normalmente. Le altre due giornate a taccuini chiusi saranno stabilite nei prossimi giorni: una presa di posizione durissima dopo la diffusione, a Firenze, di materiale pubblicitario non autorizzato.

La spiegazione in una nota del comitato di redazione a cui l'assemblea dei redattori ha comunicato la decisione: per due giorni «nelle cassette delle lettere dei fiorentini è stata inserita una pubblicazione clandestina a sostegno del nell'imminente referendum per la realizzazione della tramvia». A Firenze è un argomento molto sentito: il progetto, contestatissimo tanto da richiedere la consultazione popolare, prevede il passaggio della metropolitana leggera a ridosso dei monumenti storici della città. Naturale che la tensione e l'attenzione degli abitanti sia alle stelle.

La pubblicazione arrivata in tutte le case è formata da «quattro pagine che riproducevano la testata Il Firenze. Identica anche la grafica, nessun riferimento a un eventuale committente o a un inserto pubblicitario. Tanto da indurre i destinatari a pensare che tale pubblicazione, diffusa separatamente dal nostro quotidiano e attraverso formule distributive non consone al nostro gruppo, potesse essere opera giornalistica. Così, naturalmente, non è».

Da qui la decisione di incrociare le braccia per tre giorni, spiega il sindacato delle redazioni E-polis, «a tutela dei giornalisti del gruppo, la cui professionalità è stata fortemente minata. Quanto è accaduto lede pesantemente la credibilità della redazione e di un'azienda editoriale, quale è E-polis, che in questi mesi ha compiuto notevoli sforzi per consentire la ripresa delle pubblicazioni. L'assemblea dei redattori ha deciso di astenersi dal lavoro per ribadire la nostra autonomia professionale, le regole deontologiche alle quali ci atteniamo, il pluralismo e il valore della nostra testata, non solo come logo, ma come libero patrimonio informativo che quotidianamente condividiamo con i lettori liberi».

L'episodio di Firenze è la classica goccia che fa traboccare il vaso: i malumori interni sono tutti legati alla situazione di incertezza che vivono i giornalisti del gruppo. Ritardi nei pagamenti, redazioni sotto organico, collaboratori che attendono da mesi gli stipendi arretrati e la recentissima uscita di scena di Marcello Dell'Utri. Dolorosa, per il gruppo che si era risollevato dalla crisi nera dopo l'acquisizione da parte del manager trentino Alberto Rigotti, soprattutto per gli incarichi che il senatore di Forza Italia ricopriva: nel consiglio di amministrazione ma soprattutto come presidente di Publiepolis, la società gemmata che curava la strategica raccolta pubblicitaria, fondamentale per le 15 testate free-press. Lascia una situazione finanziaria lontana dall'essere risanata dopo il crac estivo.


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