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venerdì 15 febbraio 2008

Un voto unanime per l'accordo sul lavoro
Medde-signornò, Cgil scarica la Cisl
In campo i padrini dei Consorzi industriali

La calma dopo la tempesta. Nel giorno del dibattito sulla sentenza della Corte Costituzionale che boccia in parte le tasse sul lusso, il Consiglio regionale supera uno degli ostacoli grossi nel lungo cammino della finanziaria 2008: il maxiemendamento di sintesi sul lavoro e sulla formazione professionale passa senza voti contrari (45 sì e 18 astenuti) e riscrive in pratica l'articolo 6 del disegno di legge originario. La quiete potrebbe essere solo apparente, buona per rifiatare: l'articolo successivo, con la discussione generale iniziata nella serata di ieri, prevede il confronto sui consorzi industriali. Con i socialisti pronti a dare battaglia per stralciare la riforma parziale dalla manovra: uno dei punti su cui il gruppo di Peppino Balia ha posto l'ultimatum sul voto finale alla legge.

La concomitanza con la decisione della Consulta fa scivolare in secondo piano le tensioni che si erano create intorno alle politiche del lavoro: con la Sinistra arcobaleno pronta, una settimana fa, a lasciare la maggioranza se non fossero state accolte le richieste proposte insieme ai sindacati. Il tira e molla, lunghissimo, era andato avanti sino a due giorni fa: concluso con l'incontro tra i segretari di Cgil, Cisl e Uil e i capigruppo di maggioranza per la presentazione del testo di sintesi preparato con la Giunta.

A presentare in aula il maxiemendamento è l'assessora Romina Congera al termine della discussione generale. Per l'esponente della Giunta in quota Rifondazione è il primo vero esame davanti all'assemblea legislativa. Parte con un appello al voto unitario per un «articolo che sana e risolve le situazioni oggettivamente difficili di tante famiglie e di tanti lavoratori della Sardegna con una buona condivisione delle organizzazioni sindacali».

Praticamente smentita in tempo reale da una nota della Cisl in cui il segretario Mario Medde sottolinea come «l'emendamento presentato dalla Giunta non recepisce le proposte più significative di Cgil, Cisl e Uil». Ma è la Cgil a svincolarsi in fretta da una mossa che sa molto di campagna elettorale: Giampaolo Diana risponde che il giudizio sul testo è sostanzialmente positivo, e che «le uniche lacune riguardano gli ammortizzatori sociali integrati e i lavoratori della formazione professionale della legge 47».

Di sicuro, continua Congera in aula, «non si tratta della soluzione complessiva al problema lavoro in Sardegna, ma ci troviamo di fronte ad un buon passo in avanti e il Consiglio regionale non può non tenerne conto». La convinzione nasce dal fatto «ci sono finalmente le risorse per stabilizzare i 1.047 lavoratori socialmente utili sardi, precari da più di un decennio. C'è la volontà di dare organicità ai centri servizi per il lavoro e ai centri per l'inserimento dei soggetti svantaggiati, con l'avvio di un percorso di stabilizzazione per 414 lavoratori del settore».

Ancora, su uno dei passaggi più caldi del testo: «I circa 350 lavoratori della formazione professionale iscritti all'albo della legge regionale 42 del 1989 avranno la serenità tento desiderata con l'istituzione di una apposita lista presso l'assessorato regionale del Lavoro. Per i lavoratori della cosiddetta legge 47 l'articolo 6 della Finanziaria prevede la clausola sociale: una premialità per gli enti che usufruiranno di questo personale. Con il fondo per l'anticipazione degli ammortizzatori sociali i lavoratori coinvolti in situazioni di crisi anche eclatanti, come quella della Legler, potranno respirare una boccata d'aria in attesa dell'erogazione statale. Ci sono i 302 milioni di euro per l'elaborazione di nuove politiche di sviluppo e l'organizzazione di una conferenza regionale sull'occupazione da tenere entro marzo».

Abbastanza per oltrepassare lo scoglio senza neanche un voto contrario: «Esprimo grande soddisfazione per l'approvazione dell'emendamento da parte di tutto il Consiglio regionale», sottolinea l'assessora, «con questo articolo si pongono le basi per la risoluzione di una serie di problematiche che si trascinano da lungo tempo». Esame superato nonostante le posizioni dei socialisti dello Sdi, che in più di una occasione hanno votato insieme alla minoranza su diversi emendamenti aggiuntivi.

Potrebbe essere l'anticipazione di quanto accadrà oggi in via Roma, quando entrerà nel vivo la discussione dell'articolo 7 sulle “Disposizioni a favore del sistema produttivo isolano”. Formato da 42 commi con oltre 120 emendamenti presentati, disciplina aspetti molto delicati. Su tutti la riforma dei consorzi industriali, che arriva in aula solo grazie a un accordo tecnico tra gli esponenti della maggioranza: con strascichi pericolosissimi tutti da calcolare per la tenuta della coalizione. Un percorso già annunciato dal socialista Pierangelo Masia: «Pensiamo che le grandi riforme dei settori importanti non possano essere effettuate con singoli articoli. Comprendiamo i forti ritardi ma possiamo discutere la legge di settore, che è pronta, invece di percorrere le scorciatoie della finanziaria». Potrebbe essere un uragano, altro che tempesta.

(ma. mu.)


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