giovedì 14 febbraio 2008
Lettere.
di Guido Bocchetta
Un mio amico leghista, che ha lavorato a lungo in una banca della Sardegna, anni fa mi spiegava che l'uomo sardo è per natura un politico dal fiuto innegabile. Capisce in anticipo dove si muoverà il vento, sicchè i risultati elettorali della Sardegna possono tranquillamente far testo per i risultati nazionali.
Il caso attuale di Soru, costretto ad umilianti contrattazioni per l'approvazione della Finanziaria, è emblematico. Data la statura della persona, penso che ne trarrà le inevitabili conseguenze. Il vento spira in favore di un ribaltamento della situazione politica nazionale, e gli eletti nel Consiglio regionale sardo prendono le distanze dal Governatore, alla ricerca di un impossibile salvataggio personale. Ma la zattera affonderà con tutti naufraghi.
Quello che vorrei, a prescindere da soprassalti di autodifesa sempre possibili, è che Soru si ricandidasse ad eventuali prossime elezioni con una sua lista personale, magari affiancabile come simbolo al PD, ma distinta da esso. Vedremo allora se i sardi preferiscono il loro Governatore così malvisto in Consiglio regionale, o i “rappresentanti del popolo” così abili nel tessere i giochi di palazzo.
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