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giovedì 14 febbraio 2008

Lettere.

Il silenzio del politici sull'emergenza-diritti
mentre le donne sono trattate da criminali

di Claudia Basciu

Oltre alla finta emergenza dei rifiuti nel napoletano, il nostro Paese rischia di attraversare una reale emergenza dei diritti civili. Infatti, se, come accaduto nei giorni scorsi a Napoli, sette poliziotti attendono una donna che ha appena abortito, all'uscita della sala operatoria per interrogarla sull'aborto, allora, in Italia abbiamo un problema molto serio.

Se una donna che abortisce quello che sarebbe stato il suo primo figlio, gravemente malato, e lo fa in una struttura ospedaliera pubblica, nel rispetto della legge, con l'angoscia nel cuore e, ancora intontita dall'anestesia, viene trattata da sette poliziotti come fosse una delinquente, il problema è molto più grave di quanto si pensi e significa che in Italia la libertà delle donne, delle persone, è in serio pericolo.

Lo è perché non abbiamo ancora sentito condanne o dichiarazioni da parte dei nostri politici, dei futuri candidati all'amministrazione del Paese. Non abbiamo sentito Veltroni, non abbiamo sentito Berlusconi, non abbiamo sentito Bertinotti, non abbiamo sentito Casini, non abbiamo sentito le donne, a parte il ministro Turco, che ha chiesto di non iniziare la caccia alle streghe, ma non basta.

Abbiamo sentito il diabolico e opportunista Ferrara, giornalista predicatore, invocare la moratoria mondiale contro l'aborto, seguito dall'ex, e forse futuro, capo del governo, ma NON si è sentita una voce in difesa della libertà di scelta, una parola di comprensione e rispetto nei confronti delle donne che affrontano un trauma come quello dell'aborto.

E allora credo sia necessario farla sentire quella voce, perchè il nostro silenzio viene considerato come accettazione di una politica oppressiva, fustigatrice, moralista, quando scendiamo in piazza.

Non ho vissuto il femminismo, non sono una femminista, però credo che ancora oggi lo slogan, che non è solo uno slogan, utilizzato nelle tante battaglie portate avanti in passato da donne coraggiose, sia sempre valido e, anzi, vada integrato: “l'utero è mio e me lo gestisco io, non Ruini”.


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