l'altra voce.net


mercoledì 13 febbraio 2008

Quattromila firme per il vecchio mercato
Operatori riuniti in Consorzio
Il Comune tace: assessor-sì, decide il sindaco

di Cinzia Isola

Mentre il mercato ortofrutticolo prosegue la sua corsa agli affari e contestualmente al suo disfacimento, l'agenda politica del Consiglio comunale snobba la discussione politica sul futuro della struttura di viale Monastir. Interrogazioni e mozioni attendono di essere illustrate nell'aula di via Roma. Il neo assessore alle attività produttive, Paolo Carta, prende tempo. Sulla falsariga del predecessore Collu, ma soprattutto cercando di non scontentare l'indirizzo deciso dal sindaco Floris. Mentre rapida e sospetta è apparsa, invece, la decisione di triplicare il canone d'affitto ai concessionari. Che contro il box-salasso deliberato dalla Giunta sono ricorsi al Tar. E discutono sulla possibilità di riunirsi in un Consorzio.

Insomma, la via maestra “suggerita” con tariffe triplicate dal sindaco non ha spinto i commercianti nel mercato ortofrutticolo di Sestu. Super moderno e attrezzato, ma poco accessibile per prezzi e geografia. Se non altro, rispetto all'economia locale, fatta di piccole botteghe e mercatini rionali. Molti dei quali abusivi e allestiti da improvvisati ambulanti per sbarcare il lunario giorno per giorno. Le trasferte a Sestu, per alcuni, comprometterebbero il misero guadagno quotidiano. Fatto di pochi spiccioli “caricati” su frutta e verdura comprata all'ingrosso. E mentre in tanti parlano di smantellare una struttura opportunamente mai ristrutturata, il mercato conquista nuove fette di mercato: quelle liberate dagli operatori emigrati nel centro dell'imprenditore Sergio Zuncheddu. Quindi, per i reduci restare è quanto mai vantaggioso.

Non a caso i grossisti “disobbedienti” pensano di riorganizzarsi con un Consorzio. E sebbene le truppe resistenti siano composte solo da 37 operatori, pare che in poco più di un mese abbiano raccolto quattromila firme sotto una petizione per scongiurare la morte del mercato di viale Monastir. Un'eventualità che potrebbe concretizzarsi a giugno, data fissata dall'amministrazione per la chiusura definitiva. Nonostante la proposta del consigliere Paolo Casu, che alla causa ha dedicato documenti, mozioni e interrogazioni, anche in qualità di presidente della commissione attività produttive. Ignorata anche quella per la “Fiera dell'agroalimentare” che consentirebbe di tutelare l'aspetto economico e culturale legato al commercio dei prodotti ortofrutticoli. «Nonostante la disponibilità più volte manifestata da parte dei commercianti a farsi carico delle problematiche che una tale iniziativa determinerebbe sia da un punto di vista finanziario che gestionale», ricorda l'ex Riformatore.

Intanto ieri mattina l'assessore alle attività produttive, Paolo Carta, accompagnato dal dirigente Sergio Spiga, ha effettuato un sopralluogo in viale Monastir. Gli operatori sperano di trovare una conciliazione con l'amministrazione comunale, ma al momento le scelte di Carta, fresco di nomina, sembrano condizionate dalle linee guida della Giunta Floris. Che nel mercato non crede più da tempo. La struttura, fatiscente e priva di servizi, è stata abbandonata. Con la certezza prematura che tutti avrebbero scelto di indebitarsi a vita per trasferirsi a Sestu, nel mercato privato di un imprenditore votato al business del mattone. L'idea iniziale di un mix pubblico-privato si è trasformata in un affare tutto privato. Con box a peso d'oro, disponibili solo in vendita. E mentre il privato fa affari, il Comune rinuncia al suo mercato. Abbandonando la struttura e tartassando gli operatoti con il caro-box.


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari