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martedì 12 febbraio 2008

Ultima pietra per la variante di Sanluri
con Di Pietro e Soru. Pili: roba mia
Mannoni: voluta da Palomba, finita da noi

Ci sono voluti undici anni di attesa per trasformare in vera “autostrada” la variante della Carlo Felice da Cagliari fin oltre Sanluri (il tratto più trafficato in assoluto), cancellando gli incroci a raso e i tratti più a rischio: potrà essere percorsa a 110 chilometri orari e non più ai 90 (inosservabili) prescritti per gran parte del tracciato. L'ultima pietra dei lavori infiniti è stata simbolicamente posata ieri mattina: presenti il ministro delle infrastrutture Antonio di Pietro, il presidente della Regione Renato Soru, quello dell'Anas Pietro Ciucci, e il capo compartimento della Sardegna Giorgio Carboni.

Aperto al traffico il nuovo, sicuro e veloce tratto tra lo svincolo di Villasanta e il km 47, nel territorio del Comune di Sanluri. Una cerimonia asciutta, giusto per ricordare gli impegni che attendono ancora l'Anas per la sistemazione di tutta la 131. Purtroppo non sono mancate penose polemiche. Mauro Pili ha accusato Di Pietro e Soru di aver inaugurato un'opera con cui non c'entrano niente, riconducibile al governo Berlusconi, e che anzi hanno ostacolato. Le dichiarazioni concilianti del ministro verso il suo predecessore e l'amministrazione del centrodestra non hanno impedito all'ex presidente della Regione di rivendicare polemicamente il merito dell'opera, ricusando ogni ruolo ai successori.

Soru stavolta non ha neanche replicato. Lo ha fatto Carlo Mannoni, assessore ai lavori pubblici: Di Pietro è stato chiaro sul punto contestato. Ma non è vero che l'opera si debba a Pili-Berlusconi. Il progetto è stato approvato sotto la Giunta Palomba, nel 1998, appaltato nel 2003 ma senza alcun input premiale, che è arrivato negli ultimi tre anni: quanto sono durati i lavori.

Mannoni non è un politico e ha potuto rispondere sul piano fattuale nella duplice veste di assessore da tre anni ma anche di apprezzato direttore generale (rimosso perché non organico politicamente dalla Giunta di Mariolino Floris) dell'assessorato ancora nel 1998: quando il progetto venne appunto approvato. In verità Pili e An avevano inaugurato in tre distinte cerimonie (con comiche sovrapposizioni concorrenti all'interno del centrodestra) la variante di Mogoro: peccato che mancasse parecchio per la fine dei lavori. Uno degli effetti speciali più grotteschi delle fase prelettorale del 2004 da parte del deputato di Iglesias.

L'intervento sulla variante (in un tratto lungo 6,4 km) è costato 34 milioni 420mila euro e rientra nel più vasto programma di ammodernamento della principale arteria del sistema viario della Sardegna. I lavori sono durati tre anni esatti. L'opera attraversa zone pianeggianti e collinari, e comprende il viadotto “Acqua Sassa” (270 metri) e un tratto rettilineo all'aperto (928 metri), in cui il tracciato interseca la strada statale 197 di San Gavino e del rio Flumini, in corrispondenza del quale sarà realizzato un nuovo svincolo. Inoltre sono previsti alcuni sovrappassi e strade complanari che garantiscano la regolare continuità della viabilità secondaria.

L'infrastruttura consente di elevare notevolmente gli standard di sicurezza stradale attraverso l'eliminazione di incroci a raso e immissioni di strade rurali e accessi privati direttamente sulla carreggiata, che spesso hanno contribuito a far registrare incidenti mortali. Con la trasformazione del vecchio tracciato, l'Anas potrà portare il limite di velocità dagli attuali 90 ai 110 km/h, riducendo i tempi di percorrenza in completa sicurezza.

L'assessore Carlo Mannoni ha espresso soddisfazione per «un'opera portata a termine, seppure tra tante difficoltà. Tra Serrenti e Villagreca restano due tratti ancora incompleti ma, entro maggio, saranno avviati entrambi gli interventi che consentiranno di portare a termine la sistemazione dell'intera zona di Cagliari. Poi resteranno altri interventi più complessi, nel centro-nord dell'isola, a cominciare dall'incrocio di Bonorva. Bisogna lavorare con una programmazione più intelligente. Il presidente Soru ha giustamente ricordato che i tracciati ridisegnati nell'Oristanese potevano essere eseguiti in una forma meno invasiva sotto il profilo ambientale».

Entro il 2008 saranno appaltati i lavori programmati per altre arterie sarde: la Olbia-Arzachena, la statale 128 e un ulteriore lotto della Sassari-Alghero. Sarà appaltata entro l'anno anche la trasversale Olbia-Sassari. Nel frattempo si sta portando a termine il progetto definitivo della strada Arzachena-Palau.

Rispondendo alle accuse del deputato Mauro Pili, il quale sostiene che Soru e Di Pietro inaugurano opere volute da altri, l'assessore Mannoni ha osservato: «Questo è vero, infatti lo stesso ministro Di Pietro lo ha ricordato. Tuttavia è doveroso sottolineare che il progetto di quest'opera è stato avviato nel 1998 sotto la Giunta Palomba, ed approvato per l'appalto alla fine del 2003, durante la Giunta precedente: senza che fosse previsto alcun premio di accelerazione. Quanto alle risorse messe a disposizione dal Governo Berlusconi, pari a 500 milioni di euro, va detto che le risorse rese disponibili dall'accordo Di Pietro-Soru nel gennaio 2007 sono di ben 1.372 milioni di euro per la mobilità in Sardegna, di cui 655 milioni di euro soltanto per le strade».

«Ha parlato di catastrofe infrastrutturale: ricordo all'on. Pili - ha proseguito Mannoni - che nel corso del 2007 sono state appaltate opere stradali in Sardegna per ben 377 milioni di euro di investimenti: nella statale 125 (Orientale Sarda), nella statale 195 (Cagliari-Pula) e nella statale 291 (Sassari-Alghero). Sono stati inoltre predisposti il progetto preliminare e lo studio di impatto ambientale per l'appalto a contraente generale della Sassari-Olbia, dimenticata dalle Giunte precedenti, alla quale abbiamo destinato 370 milioni di euro».

Quanto alla Olbia-Arzachena, abbiamo trovato in eredità dalla precedente Giunta soltanto un progetto preliminare con uno stanziamento di soli 30 milioni di euro, con i quali era stata programmata la realizzazione di appena 2,6 km di una quattro corsie che finiva nel nulla. Questa Giunta ha invece stanziato ulteriori 55 milioni di euro per realizzare un asse viario a due corsie, immediatamente funzionale e realmente utile al territorio, arrivando sino a Palau. Infine, ricordo ancora che durante il Governo Berlusconi praticamente non è stato dato alla Sardegna alcun finanziamento nell'ambito della Legge obiettivo per le opere stradali».

(red)


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