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lunedì 11 febbraio 2008

Gianfranco e la confluenza dei valori
Sotto i gazebo appassionatamente
per non tradire la vocazione da spalla

di Andrea Pusceddu

«Cosa è cambiato da quando Fini, solo un mese fa, dopo l'annuncio di Berlusconi a Milano, definiva il Pdl una cosa da “comica finale”?».

La domanda, cattivella, appare coraggiosamente nella homepage del sito ufficiale di Alleanza Nazionale. La risposta - affidata all'onorevole Ronchi - non sembra essere però all'altezza: «[è cambiato] il fatto che i valori di AN trovano piena cittadinanza nel Popolo delle libertà, un progetto assolutamente nuovo, che ci vede coinvolti come cofondatori con i punti del nostro programma, che saranno pienamente recepiti come base del programma elettorale».

Non sembra chiarissimo quali siano stati i valori di AN a trovar posto nei gazebo smontati e rimontati in fretta e furia. Da quello che si è sentito dire ora, il programma elettorale del PdL è - per stessa ammissione di Berlusconi - ricalcato su quello delle precedenti tornate elettorali. Né è comunque comprensibile come questa assimilazione sia potuta avvenire così repentinamente, visto che solo una settimana fa Gianfranco Fini spiegava che rispetto a quando la CdL sembrava franare come una catapecchia tarlata - e non sono passati due mesi - la differenza era che al suo partito non veniva richiesto di confluire nel soggetto unico nato sopra il predellino di una berlina.

Ora invece, i valori confluiscono sereni. Beati loro, e poveri noi, se ci apprestiamo ad esser governati da una serie di leader che riescono ad avere abbastanza pelo sullo stomaco da arruolare nella campagna elettorale perfino le due mamme, entrambe decedute da pochi giorni.

Dal Paradiso delle Mamme - luogo della cui esistenza Berlusconi si dice certo, neanche stesse parlando di quello dei cani o dei pesci rossi - mamma Rosa e mamma Erminia benedicono un sogno che diventa realtà. Peccato che per uno dei due figlioletti quel sogno sino a due mesi fa fosse una baggianata, una comica finale.

Comica alla quale evidentemente si è rassegnato a prender parte, nell'unico ruolo che ormai ha dimostrato di saper meritare: quello della spalla.


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