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domenica 10 febbraio 2008

Floris e l'assessore scommettono sui numeri:
20% entro dicembre, no saremo al 24%
Intanto arriva un esercito di cassonetti

di Cinzia Isola

C'era da aspettarselo. Dopo essere finito nell'occhio del ciclone, il Comune corre ai ripari. Ma senza esagerare. Diciamo, a passo svelto, tenta di lanciare la volata: entro l'anno la raccolta differenziata schizzerà al 20%. Ad essere maligni, si potrebbe sostenere che stanno dando i numeri. Come per l'estrazione del Lotto, tentando la fortuna. Ma l'ottimismo potrebbe anche condizionare la realtà: le “profezie autoavverantesi” del sociologo Robert K. Merton. Certo che, a buttarsi giù, le cose potrebbero solo peggiorare. Va, quindi, dato merito alla determinazione con cui Floris e Giagoni hanno presentato il piano di rilancio della raccolta differenziata in città.

Nessuna rivoluzione, ovviamente. E neppure la bacchetta magica. Ma il sindaco, braccio sulla spalla del suo assessore, guarda avanti e si dice sicuro che le cose miglioreranno. In ballo c'è pure una scommessa in corso tra i due: Floris gioca sul 20%, Giagoni vede il 24%. Se davvero così fosse, potremo puntare su entrambi senza distinzione: comunque andasse a finire, sarebbe davvero una bella vincita per i cagliaritani.

Dopo aver declinato alcune responsabilità, frutto della cattiva interpretazione delle notizie diffuse dal Sole-24 ore (che avrebbe pubblicato stime e non dati reali per molte città), il sindaco, articolo alla mano, ha persino accusato L'Unione Sarda di non aver fatto informazione, ma disinformazione. Ammettendo, però, che «la tassa sui rifiuti non è bassa», anche se che l'amministrazione «è impegnata a tenere contenuti gli aumenti a carico dei cittadini».

Le giustificazioni già ribadite a più riprese nei giorni scorsi non sono cambiate. Sotto accusa i rifiuti pendolari dell'hinterland, la Regione insensibile a “Cagliari città metropolitana”, le difficoltà legate all'appalto. Tutto il repertorio è stato ribadito in versione integrale ai cronisti. Insomma il sindaco non ci sta ad essere additato come il primo cittadino di una città che brilla per tasse e snobba la differenziata. «Partiamo per ultimi, ma arriveremo primi».

Ma vediamo le novità tanto attese, e più volte annunciate. Per quanto riguarda la raccolta differenziata più tradizionale (carta, vetro, plastica), si segnala un incremento sostanzioso dei cassonetti in città: quelli metallici che assieme al vetro accolgono latta e lattine saranno quasi triplicati (da 485 a 1265), quelli per la carta passeranno da 760 a 1.120, mentre quelli blu per la plastica da 334 diventeranno 1.054.

Discorso a parte merita la raccolta dell'umido, che non ha mai varcato i confini dei quartieri pilota (Mulinu Becciu, Quartiere europeo, Genneruxi, Pirri e Barracca manna). Nel 2008 si cambierà registro: 3.220 cassonetti saranno distribuiti in strada, verranno inoltre disseminate 54mila biopattumiere e distribuiti oltre 12milioni e mezzo di buste biodegradabili. «Non da domani», ha precisato Giagoni, che non va oltre una generica stima che fissa il via intorno al primo di settembre. Tutto questo costerà al Comune una spesa aggiuntiva di 6 milioni di euro, rispetto ai 22 milioni già messi in conto per la gestione dei rifiuti.

«Non è vero che finora non si è fatto niente», si difende l'assessore. «Ci siamo attivati per risolvere i problemi della raccolta differenziata. Va ricordato che differenziare è un fatto di civiltà, ma anche un grande sacrificio per i cittadini».

Al contrario del sindaco Floris, Gianni Giagoni non dimentica di ringraziare calorosamente la Regione: «Dal luglio del 2006, grazie alla sensibilità dell'assessore Cicito Morittu, Cagliari non paga più le penali». L'assessore gentiluomo richiama con riconoscenza il bel gesto dell'assessore regionale all'ambiente: «È stato fantastico». Un'enfasi ridimensionata dal più esperto Floris: «Non esageriamo: è stato responsabile», ha suggerito al suo assessore.

Ora non resta che attendere. L'unica cosa certa, al momento, sembra la distribuzione dei nuovi cassonetti in città. E la buona volontà di chi, tempestato dalle critiche ma orgoglioso, prova a uscirne a testa alta.


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