sabato 9 febbraio 2008
Continua a galoppare a Piazza Affari il titolo di Tiscali, sulle ipotesi che possa essere preda di fondi anglosassoni o, più probabilmente, nel mirino di un “big” europeo delle telecomunicazioni. La società fondata da Renato Soru ha incassato anche l'innalzamento del rating da parte di Standard & Poor's e ha chiuso con un incremento del 20,17% a 1,936 euro per azione, portando a +33,36% il miglioramento nelle cinque sedute settimanali e a +43,91% da inizio mese. Sostenuti gli scambi: sono passati di mano, per un controvalore complessivo di 145,5 milioni di euro e attraverso 19.564 contratti, oltre 83 milioni di azioni, pari al 20% del capitale sociale.
L'innalzamento del corporate credit rating di Tiscali a lungo termine deciso da Standard & Poor's arriva dopo il successo dell'aumento di capitale, sottoscritto al 97,85% al termine della prima fase di aumento in opzione conclusasi il 1º febbraio scorso. Renato Soru ha sottoscritto un quarto dell'aumento di capitale. È un segnale forte che non sia affatto rassegnato al passaggio del controllo di Tiscali a Vodafone o un'altra grande compagnia europea.
Si era parlato e si parla con insistenza di un'offerta pubblica di acquisto da parte di Vodafone. Le voci si erano rafforzate dopo un'intervista dell'amministratore delegato Tommaso Pompei, che aveva ammesso con il Financial Times che la società potrebbe essere una preda. Ma la situazione potrebbe essere cambiata dopo il buon esito dell'aumento di capitale, l'importante riconoscimento di Standard & Poor's e la determinazione a mantenere la propria identità.
Tiscali non aveva comunque ricevuto fino a ieri manifestazioni di interesse, né ha allo studio “operazioni straordinarie”. Lo ha precisato in una nota la stessa società, su richiesta della Consob e alla luce del recente andamento del titolo. Le azioni Tiscali sono infatte volate a piazza Affari sulle ipotesi che possa essere oggetto di una scalata da parte di fondi anglosassoni o, piu' probabilmente, di un'OPA lanciata da un grande concorrente europeo delle tlc. Giovedì era stato scambiato il 13% del capitale, ieri addirittura il 20%, con ripetute sospensioni per eccesso di rialzo e alla fine con un'impennata della quotazione superiore al 20%, dopo il 5,85 di ieri.
Il prezzo, comunque, è arrivato a un passo dai due euro (1,936, con un +20,17%), vicino al giusto valore che secondo i “rumors” per una eventuale offerta pubblica di acquisto. Le indiscrezioni convergono su una società inglese, il che è abbastanza plausibile, visto che ormai il Regno Unito è il principale mercato di Tiscali. Si è parlato di Vodafone, ma altri fanno osservare che la società di telefonia mobile ha da poco acquisito le attività italiane di Tele2, pagandole anche a un prezzo piuttosto elevato, ed ha probabilmente bisogno di qualche tempo per “digerire” l'acquisizione. Altri, invece, sostengono che il candidato sarebbe Bt, in alleanza con Fastweb: dopo l'acquisizione, Bt terrebbe le attività inglesi lasciando il resto al partner italiano.
La bagarre in Borsa sul titolo Tiscali ha spinto la Consob a sollecitareo l'intervento della Fsa, l'autorità di controllo dei mercati del Regno Unito. Ora la Fsa dovrà a sua volta rivolgersi alle società interessate per un commento. La strada passa quindi attraverso il canale internazionale che comporta un allungamento dei tempi e risultati non facili da ottenere.
(AGI/red)
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari