l'altra voce.net


sabato 9 febbraio 2008

Pronto un maxi-emendamento sul lavoro,
scontro tra Soru e il solito Balia
Seimila euro annui ai migliori studenti

Sei milioni per le università decentrate e l'assegno annuale di merito per gli studenti universitari capaci e meritevoli: sono i punti fondamentali dell'articolo 4 della finanziaria approvato ieri in Consiglio regionale. Tutto al termine di una discussione scivolata via tranquilla dopo lo scossone del giorno prima: giovedì sera era stato bocciata la proposta della Giunta per l'istituzione dell'Agenzia regionale del patrimonio culturale, con un emendamento soppressivo e il voto segreto richiesto dal capogruppo Udc Roberto Capelli. Proposta respinta grazie a diversi franchi tiratori nei banchi del centrosinistra: almeno cinque, se si escludono i socialisti che avevano presentato un emendamento dello stesso tenore firmato da Maria Grazia Caligaris.

Era stato il motivo per cui il presidente della Giunta, Renato Soru, era piombato in via Roma per un incontro di maggioranza notturno e, a quanto si dice, pure abbastanza caldo: sui temi del lavoro, in vista dell'articolo 6, ma anche sull'andamento dei lavori in aula. Praticamente raggiunta la sintesi sul maxiemendamento per le politiche del lavoro - restano alcuni punti da limare, ma il più sembra fatto - il governatore avrebbe avuto uno scambio vivace di battute con i socialisti. Forte al punto di far annunciare ai rappresentanti dello Sdi la loro assenza al nuovo incontro inizialmente fissato per ieri: tutto rimandato a lunedì per un due giorni di riflessione: buoni soprattutto per calmare le acque.

La mobilitazione dei sindacati sui temi del lavoro continuerà intanto nei prossimi giorni: lo ha assicurato la Cisl, che «in assenza di segnali tangibili da parte della maggioranza, soprattutto sull'articolo 6 della Finanziaria», non esclude un altro presidio di fronte al palazzo del Consiglio regionale. Martedì si riunirà a Cagliari il massimo organismo della Cisl sarda (120 dirigenti e delegati), per affrontare i temi scottanti delle politiche fiscali, della tutela del reddito eroso dall'inflazione, delle politiche del lavoro e della tutela degli anziani e delle categorie più deboli. Concluderà i lavori il segretario generale Raffaele Bonanni.

Tornando in Consiglio, ieri il lavoro è stato più tranquillo. Il tema del giorno - l'università decentrata - era atteso soprattutto per le discussioni e le manifestazioni delle ultime settimane. Accordo raggiunto con un emendamento di sintesi proposto dalle commissioni Prima (Autonomia e Riforme), Terza (Bilancio) e Ottava (Cultura) e sottoscritto da buona parte del centrodestra. Aumenta di due milioni - da 4 a 6 - la dotazione finanziaria per le sedi sul territorio e sarà la Giunta a decidere la ripartizione del fondo per la prosecuzione e il completamento dei corsi già avviati. Entro 90 giorni, poi, l'esecutivo dovrà raggiungere intese per la «razionalizzazione dell'offerta formativa del sistema universitario della Sardegna, compreso quello dei corsi decentrati»: tutto dopo gli incontri con la commissione Cultura e la convocazione di una conferenza dei servizi.

«In Sardegna sono attivi 158 corsi universitari», ha ricordato l'assessore all'Istruzione, Maria Antonietta Mongiu al termine del lungo dibattito sull'argomento. «La Giunta si impegna a ridurre i duplicati e a qualificare offerta formativa e docenti, attraverso un'intesa e una discussione con il Consiglio regionale. Prendo formalmente quest'impegno davanti a voi. Abbiamo bisogno di un'università forte e competitiva, cosa che per ora quella sarda non è». Un emendamento della Giunta regionale, approvato poco dopo, riduce da sei a quattro milioni di euro lo stanziamento per i visiting professor, previsto nell'articolo 4 del testo di legge finanziaria. Era il secondo punto che due giorni fa aveva fatto tremare la maggioranza: quello per cui Siro Marroccu aveva chiesto la sospensione della seduta per la preparazione dell'emendamento di sintesi.

Ammonta a seimila euro l'anno, invece, l'assegno di merito per sostenere il diritto allo studio degli studenti più capaci e meritevoli e incentivare «prioritariamente» la scelta delle materie tecnico- scientifiche: sono i settori in cui si riscontrano le competenze minori. La spesa per il 2008 ammonta a 10 milioni di euro e salirà a 15 per ciascuno degli anni successivi fino al 2011. Potranno beneficiare dei contributi figli di residenti in Sardegna da almeno cinque anni, nuovi iscritti o frequentanti corsi di laurea nelle facoltà con sede nel territorio nazionale.

Nei criteri e nelle modalità di erogazione degli assegni - affidata agli Ersu di Cagliari e Sassari - la Regione dovrà tenere conto dello status dello studente in sede o fuori sede, del reddito, della votazione conseguita nel diploma di scuola media superiore o della votazione media degli esami e della regolarità del percorso di studi. Entro 15 giorni la commissione Diritto allo studio dovrà esprimere il parere sui criteri di assegnazione: la proposta era arrivata dai socialisti, dall'Udc e poi dal consigliere dell'Italia dei Valori Adriano Salis. D'accordo anche l'assessore agli Affari generali Massimo Dadea, che ha espresso il parere favorevole della Giunta.

(ma. mu.)


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari