venerdì 8 febbraio 2008
di Adriano Salis
Ho letto e riletto l'articolo del giornalista Giorgio Melis “La Sinistra Arcobalente sarda…”, apparso sul quotidiano on line l'Altra voce. Al di là del tono ironico e a tratti provocatorio, con i quali il giornalista descrive in maniera mirabile i “teatrini della politica” (che, ahinoi, sono sotto gli occhi di tutti!), non leggo alcuna offesa tale da giustificare il polverone sollevato in Consiglio regionale.
La richiesta di alcuni consiglieri di destra e di sinistra di censurare l'autorevole testata giornalistica chiedendone l'eliminazione dalla rassegna stampa della Regione, è, a dir poco, improponibile per il grave danno che recherebbe all'informazione, che dovrebbe essere il più ampia ed eterogenea possibile. Ed è con grande imbarazzo che mi trovo ad intervenire per rimarcare che il Consiglio regionale dovrebbe essere il massimo garante della sacrosanta libertà di espressione e di stampa.
I cittadini e i consiglieri sanno molto bene che l'arma di difesa per chi si sente offeso nella sua onorabilità non è la censura ma ha diritto di replica, di rettifica e, in casi estremi, le vie legali.
Perciò, rivolgo un appello a non esasperare il clima, anche per evitare che un giorno la sinistra possa essere ricordata come “quella che imbavaglia l'informazione”.
Nel ribadire l'importanza di annoverare tra la rassegna stampa gli articoli de l'Altra voce, perché sensibile e attenta alle vicende della politica regionale e perché animata da uno straordinario spirito critico, auspico che la vicenda si concluda al più presto in maniera positiva.
* consigliere regionale IdV
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