venerdì 8 febbraio 2008
Ricapitolando: Tarsu alle stelle, raccolta differenziata al palo. Tutto documentato. Che la città è nell'olimpo del caro fisco lo ha spifferato il Sole 24 ore. Con particolare riferimento alla tassa sui rifiuti: un caso nazionale quel +29%, nel giro di tre anni. Con un +20%, registrato solo nell'ultimo anno. In compenso l'aspirante Capitale, prima del Mediterraneo, poi più modestamente nel Mediterraneo conquista i bassifondi nella classifica sulla raccolta differenziata in Italia. E non lo dicono i detrattori della Giunta Floris. Che pure, lo avevano anticipato a più riprese negli ultimi anni. La conferma è arrivata dall'Apat, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici.
Come si siano potuti raggiungere questi primati in negativo, non è quesito di facile soluzione. Un aiutino per dipanare la matassa dell'insuccesso della raccolta differenziata in città, è stato pubblicato ieri. Dalla penna di Mauro Lissia su La Nuova Sardegna, il nuovo pesante affondo sulla politica sballata dei rifiuti nel capoluogo. Un piccolo memoriale, la cronistoria di uno scandalo annunciato nei suoi presupposti. Vecchie vicende raccontate col senno di poi che alla luce della disastrosa gestione in materia di spazzatura ritornano ad essere di drammatica attualità.
I fatti: nell'agosto del 2002 la prima Giunta Floris costituisce la Sam, la società mista che avrebbe dovuto occuparsi di rifiuti. L'amministrazione comunale ne controlla il 51%. Il resto avrebbe dovuto essere assegnata con gara d'appalto ai privati. Con un contratto buono per vent'anni. L'affaire non passo sotto silenzio: la gara politica per aggiudicarsi le poltrone non fu ignorata dalla stampa più attenta. Anche perché la presidenza fu affidata a un Fantola, Carlo Ignazio, fratello del Massimo leader dei Riformatori.
La gara d'appalto per l'assegnazione della parte riservata ai privati fu un fallimento: tra ricorsi e irregolarità, come ben ricorda Lissia. La Wastemanager, vincitrice della gara, fin dal primo momento non ebbe vita facile. Con un risultato: la gestione dei rifiuti non fece un passo avanti. Semmai indietro. Quando una consulenza ordinata dalla Giunta Floris fu fermata dalla stessa Sam. Una società dove si investito molto in stipendi da elargire agli amministratori. E nulla più. Ma fallita la mission impossibile de s'aliga il manager ha trovato approdo sicuro come amministratore delegato de L'Unione Sarda.
Sono passati altri anni e i risultati si vedono, Cagliari si colloca agli ultimi posti. Poco sopra Napoli. In fatto di differenziata, la differenza è davvero poca. Insomma, non c'era il tanto per fare gli schizzinosi contro la spazzatura campana. A parte il fatto che, in città si può raccontare ogni giorno che la raccolta sta sempre per partire. Il tormentone rifornatore di Giagoni è diventato quasi caricaturale: con quell'imminente avvio trascinato, oltre la decenza temporale e politica, da ormai un anno.
Fedele alla linea del predecessore, Giorgio Angius, anch'egli assessore riformatore. Che nel 2005, lanciò senza successo l'avvio del progetto “Separa”. Giagoni, però supera il precursore del fallimento: riesce ad annunciare con nonchalance che la macchina organizzativa è pronta a ripartire. Come sempre. Per poi ammettere che prima di un anno, nulla cambierà. Se tutto va bene, ovviamente. Tra gare d'appalto, progetti, corsi e ricorsi possibili, se ne vedranno delle belle.
(c.i.)
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