venerdì 8 febbraio 2008
Lettere.
di Paolo Maninchedda
Egregio direttore,
ieri un suo collaboratore mi ha chiamato al telefono per chiedermi che cosa pensassi della proposta di esclusione della sua testata dalla rassegna stampa del sito della Regione. Non le nascondo che stavo pensando ad altro e che, non essendo stato testimone diretto della dichiarazione di censura, ho dovuto informarmi.
Non è un segreto che io non condivida il suo stile graffiante (è evidentemente un eufemismo). Ma soprattutto non condivido la sua idea che se Soru non è esente da mende, gli altri, tutti gli altri, siano nient'altro che espressione del vecchio sistema che lei pensa di essere l'unico ad aver combattuto e a voler combattere.
Nella nostra breve frequentazione, io ho potuto verificare il fatto che lei fa le sue battaglie in modo assolutamente disinteressato; gliene dò atto ed è per questo che ancora le scrivo. Mi devono essere evidentemente sfuggiti dei suoi articoli in cui anche lei dimostra di saper distinguere anche di notte il colore dei gatti.
Detto questo, non sono d'accordo con le censure, che trovo odiose quanto gli insulti. Tuttavia, sarebbe opportuno che il sito istituzionale della Regione, se accoglie articoli polemici, dia voce anche ai siti internet e alle risposte di chi viene tirato in causa.
Forse, sull'algido e personalissimo portale della Regione, occorrerebbe aprire una sezione “Dibattiti” (parola aborrita di questi tempi) in modo che anche le polemiche più aspre siano sempre polifoniche.
Speriamo di poter pacificare insieme la Sardegna, senza per questo devitalizzarla.
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari