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giovedì 7 febbraio 2008

Verso l'intesa Giunta-Cosa rossa sul lavoro
Consiglio-suk, “marchette” sdoganate
pressing dei sindacati, assunzioni a gò-gò

di Marco Murgia

Sembra rientrare l'allarme che due giorni fa aveva fatto tremare la maggioranza in Consiglio regionale. La spia rossa si spegne dopo le risposte della Giunta alle proposte contenute nel maxiemendamento presentato dalla Sinistra Arcobaleno sulle politiche del lavoro. A scanso di equivoci, quello di Rifondazione, Comunisti italiani e Sinistra autonomista non è un rientro nei ranghi a tasche vuote: il documento di viale Trento «va nella direzione giusta»; e neanche a testa bassa, visto che «ci sono alcune parti da limare che verificheremo nelle prossime ore».

Sono quelle tra ieri notte e stamattina, quando i segretari saranno sotto i portici di via Roma con i sindacati: è il giorno del sit-in di Cgil, Cisl e Uil per chiedere una svolta sul lavoro nella finanziaria 2008. Stesse proposte e stesse rivendicazioni, con i partiti a sostenere la piattaforma dei confederali e i consiglieri regionali a fare la spola tra l'aula e la piazza: potrebbe essere l'occasione per la comunicazione ufficiale dell'accordo raggiunto dopo un braccio di ferro estenuante.

Il tira e molla iniziato due giorni fa è andato avanti anche per tutta la giornata di ieri. Meno sciabola e più fioretto: lavoro di fino nell'attesa di un documento che da viale Trento sembrava non dovesse arrivare mai. È il motivo della stoccata del segretario di Rifondazione Michele Piras. All'ora di pranzo, quando il testo era in fase di compilazione negli uffici dell'assessorato al Bilancio, comunica la partecipazione del partito alla manifestazione dei sindacati: parla di impegni venuti meno da parte dell'assessore Secci e di «atteggiamento di supponenza» nei confronti della Sinistra Arcobaleno.

Un comunicato definito «avventato» dai compagni di bandiera non appena il documento viene consegnato: a una prima pesatura sembra ben indirizzato, «con risposte serie a proposte precise», dice il consigliere regionale Tore Serra; una sintesi, secondo Paolo Licheri, «che va nella giusta direzione»; buono per «superare la fase di stallo», per Rifondazione, «ma ancora tutto da verificare». È una verifica importante, quella che si concluderà stamattina: per risposte immediate su questioni che sono carissime alla sinistra e soprattutto per risultati spendibili in una futura campagna elettorale in solitaria.

Nella spaccatura fulminante con il Pd conta non poco la situazione nazionale: con la sinistra isolana in anticipo rispetto a quanto succede a Roma, dove a dettare le regole è il segretario Walter Veltroni. Fatti due conti, meglio andare avanti con questa coalizione: senza che nessuno dimentichi, nell'immediato futuro delle urne, che le conquiste sulle politiche del lavoro sono arrivate grazie alla prova di forza della neonata Cosa rossa. Un messaggio che più chiaro non potrebbe essere.

In Aula personale della Regione e “marchette”

I rappresentanti della Sinistra Arcobaleno, in attesa del documento della Giunta, avevano nel frattempo partecipato ai lavori dell'aula e all'approvazione dell'articolo 3 della finanziaria: disposizioni in materia di personale della Regione, argomento delicato ma anche ripagante in termini di campagna elettorale personale. Non è un caso che in Consiglio regionale sia sdoganato per l'occasione il termine “marchette”. Da «limitare», secondo il consigliere del Pd Alberto Sanna. Eliminarle sarebbe stato troppo, davanti a una folta schiera di dipendenti regionali spettatori e possibili elettori.

L'uscita di Sanna arriva durante il dibattito, lunghissimo, sugli emendamenti aggiuntivi all'articolo già approvato. Proposte di modifica formulate ad hoc su tre, quattro dipendenti di questo o quell'ente, con particolari talmente precisi da sembrare veri e propri provvedimenti ad personam: «Non è possibile che l'assemblea venga bloccata per un'ora a discutere di tre o quattro persone», ha rilanciato il capogruppo Pd Siro Marroccu. Un episodio buono per movimentare un pomeriggio che si trascinava stancamente: sino alle «marchette» di Sanna e soprattutto sino al dibattito su l'Altra Voce scatenato in aula dal capogruppo di Rifondazione Luciano Uras.

Prima l'articolo 3 era stato approvato con 41 sì, 21 no e 7 astensioni, al termine di un dibattito che non aveva risparmiato sorprese: passato anche attraverso una bocciatura della Giunta. Con un emendamento orale della maggioranza, è stato modificato un comma che prevedeva la decadenza delle short list per l'accesso all'amministrazione regionale o a enti ed agenzie elaborate in modo non conforme alle procedure di selezione stabilite dalla finanziaria regionale del 2007. L'emendamento approvato dall'aula ha sostituito l'espressione “short list” con la dicitura «le graduatorie derivanti dalle procedure di selezione comparativa».

Altro tema caldo era quello delle guardie forestali risultate idonee nell'ultimo concorso: contro il parere della Giunta, il Consiglio ha approvato un emendamento che prescinde dai limiti delle dotazioni organiche per l'assunzione dei 148 aspiranti forestali nel corso del biennio 2008-2009. Per eliminare dal comma 14 la dicitura «entro i limiti delle dotazioni organiche» erano stati presentati due emendamenti: uno del centrodestra e l'altro della maggioranza, primo firmatario il presidente della commissione Bilancio, Giuseppe Luigi Cucca. Unificati durante una discussione che ha impegnato l'aula per quasi un'ora, l'emendamento ha raccolto consensi tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra.

Il Consiglio ha votato a favore, nonostante l'impegno ad assumere tutti gli idonei ribadito nei loro interventi dagli assessori al Bilancio, Secci, e al Personale, Dadea: «L'amministrazione deve disporre assunzioni utili e necessarie e compatibili con la dotazione organica. Non possiamo derogare a questi principi. C'è l'impegno pieno della Giunta perché gli idonei siano assunti tutti dopo il corso: non ci sono problemi né di organico né di risorse, ma l'indicazione va mantenuta nell'articolo. Se è un problema di fiducia va bene, ma non si può derogare a principi di buona amministrazione».

L'aula ha però deciso diversamente: con la precisazione, da molti dei banchi della maggioranza, che il voto «non è di fiducia o meno alla Giunta ma coerente con quanto questo consiglio aveva già deciso». E con un dubbio nei banchi del centrodestra: «Se il problema non sono le risorse o i posti disponibili, allora qual è?». Senza risposta: l'emendamento è approvato.


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