giovedì 7 febbraio 2008
Lettere.
di Sergio Marracini
Caro direttore,
sono un suo lettore della prima ora e ho da subito spontaneamente suggerito la lettura acuta e pungente del suo giornale.
Ho letto recentemente le poche righe che mi ha immeritatamente dedicato, circa la mia posizione di critica al governatore Soru, soprattutto a seguito di ripetuti, e spesso da lei condivisi, comportamenti, ad essere generosi non consoni al ruolo.
Nessuno è esente da critiche e mi compiaccio anche di quanto lei ha scritto circa il mio atteggiamento stravagante che ho nell'affrontare questa ed altre esperienze, tale da alleggerire percorsi spesso grigi e noiosi. Non ho mai preteso nomination ad Oscar o cattedre abusive; ho però sempre cercato di fare nel piccolo la mia parte.
Il tourbillon dei partiti non ha contribuito a farmi inorgoglire più di tanto delle mie esperienze politiche, però i pochi studi fatti mi hanno insegnato che la stimolazione delle endorfine (responsabili del tono dell'umore) è praticabile con semplici tecniche di meditazione.
Sono comunque convinto che non sia necessario eccellere, soprattutto quando non si hanno gli strumenti e le concrete possibilità per farlo, anzi, non mi piacciono “quelli che”.
Le chiedo scusa se le ho fatto perdere del tempo ma in una della tante pause d'aula sulla Finanziaria, anche questa divagazione mi sia consentita.
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