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mercoledì 6 febbraio 2008

Saatchi, sequestrati i pc di Dettori
indagato-avvisato e della Melis
False voci su azioni contro Soru

Ieri mattina agenti della polizia giudiziaria, su incarico del procuratore aggiunto della Repubblica di Cagliari Mario Marchetti, si sono presentati negli uffici della Regione, in viale Trento, per sequestrare i personal computer di due dei personaggi più noti coinvolti nella gara (56 milioni di euro) per la pubblicità e la comunicazione istituzionale: vinta dalla Saatchi & Saatchi con un verdetto controverso e subjudice, annullato dal Tar regionale che due mesi fa ha attribuito l'appalto alla TBWA, un consorzio di imprese che era risultata seconda classificata.

Sono stati prelevati i computer del direttore generale della Giunta, Fulvio Dettori, e di Michela Melis, responsabile dell'Ufficio trasparenza, mentre quello di Carlo Sanna, segretario della commissione di gara, era stato già messo a disposizione con i file relativi. Per quanto riguarda Fulvio Dettori, gli è stato sequestrato anche il computer portatile, nella sua abitazione sassarese, dove lo aveva lasciato lunedì per raggiungere il posto di lavoro a Cagliari.

La notifica dell'ordine di sequestro ha consentito di apprendere ufficialmente che Dettori è indagato per turbativa d'asta, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico. Escluso che siano stati sequestrati anche i computer degli altri componenti la commissione: l'accusatore pure lui indagato Aldo Brigaglia, pubblicitario, l'architetto nuorese Giovani Maria Filindeu, Letterio Bernava un esperto milanese segnalato da un competente istitutoe Roberta Sanna, funzionaria regionale. Dell'intervento della polizia giudiziaria ha dato notizia l'ufficio stampa della Regione, precisando che la Regione ha assicurato «la massima collaborazione con lo scopo di consentire il più rapido accertamento della verità dei fatti».

Quale sia l'obbiettivo del provvedimento è facile da intuire, anche se il magistrato osserva il massimo riserbo. Ha solo escluso che ordini di sequestro o perquisizioni siano stati ordinate nell'ufficio o nella casa di Soru. In Consiglio regionale, ieri sera, sono state diffusi con malizia boatos che addirittura davano per certi gli arresti domiciliari del presidente con un intervento della Guardia di Finanza. Falsificazioni, provocazioni e disinformazione artatamente fatte circolare per bassi intenti politici. Marchetti ha sghignazzato quando glieli hanno riferiti: «Certo non potrebbero mai essere stati messi in circolazione da noi».

Dopo aver acquisito la documentazione e le testimonianze sulla gara, il magistrato evidentemente vuole “incrociarle” con le informazioni presenti nei pc degli interessati, alla ricerca di altre controprove o fatti nuovi. Una scelta che potrebbe allungare i tempi di chiusura dell'inchiesta giudiziaria, per affidare a esperti la verifica sui computer prima della valutazione del materiale che vi è contenuto. O Marchetti ha disposto una ricerca mirata, in base agli elementi già acquisiti, o si tratta di una indagine a grande spettro che richiederebbe un esame minuzioso e non breve dei documenti collegati in qualche modo all'inchiesta.

Tempi non se ne possono più prevedere, a questo punto. Dopo l'avviso comunicato personalmente a Renato Soru, che si era presentato a palazzo di giustizia ed era stato ascoltato per quasi sette ore da Mario Marchetti, si attendeva un epilogo rapido, con avvisi a tutte le altre persone coinvolte nell'inchiesta, in vista delle richieste al Gip per una decisione (rinvio a giudizio o proscioglimento) che richiederà un impegno prolungato, data l'ordinaria lunghezza dei procedimenti. Basti pensare che a Sassari è ancora ferma da quasi due anni la richiesta di mandare a processo il presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu, per una presunta grave truffa su contributi, in merito ai quali è stato tuttavia già applicato il sequestro dell'azienda e di beni personali degli indagati, incluso Spissu.

(red)


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