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mercoledì 6 febbraio 2008

Atto di forza della Cosa Rossa, la Finanziaria
in ostaggio. Ma Giunta e Pd tengono duro:
«Accordo possibile, se è rottura tutti a casa»

di Marco Murgia

In bilico tra rottura e accordo decisivo, con la Finanziaria in ostaggio e a rischio. La tensione nel centrosinistra, con il braccio di ferro tra Partito democratico e Sinistra Arcobaleno (la Giunta spettatrice, protagonista e vittima), esplode nel martedì grasso più lungo della legislatura. Via le maschere, siamo alla manovra elettorale: se le politiche del lavoro sono il motivo ufficiale dello scontro, determinante la situazione politica e la volata verso le urne. L´eventualità di una corsa in solitario spinge la Cosa Rossa ad accelerare sul cavallo di battaglia storico dell´occupazione: tanto da abbandonare l´aula durante il dibattito sull´articolo 3 del documento contabile, in attesa di risposte concrete sull´argomento dalla Giunta.

Via le maschere e via anche le remore, questa volta da parte del Pd e della stessa Giunta: con il capogruppo Siro Marrocu e l´assessore Massimo Dadea a sottolineare come «non ci nascondiamo dietro un dito: valuteremo se c´è la maggioranza e prenderemo atto di questo» e che «se non ci sarà l´accordo, che consideriamo raggiungibile, l´esecutivo regionale trarrà immediatamente le conseguenze». Fuori dal politichese, in caso di rottura, tutti a casa: una forzatura obbligata ma necessaria per vedere chi nel giochino del tiro alla fune abbia le braccia più robuste.

Non è che a sinistra si tirino indietro: l´abbandono dei lavori in mattinata di otto consiglieri - tre di Rifondazione e cinque di Sinistra autonomista - è solo l´innesco di una miccia che sembrava per tutta la giornata destinata a esplodere. Significa otto voti in meno, nonostante sino a tre giorni fa fossero di sicuro affidamento: insieme ai voti dell´Udeur su cui non si può contare e a quelli traballanti dei socialisti, vogliono dire una maggioranza in bilico su un articolo della manovra che riguarda i dipendenti regionali e quindi una buona fetta del mondo del lavoro.

È il motivo per cui quella miccia è abbastanza lunga da reggere per tutta la giornata. Una lunghezza calcolata, a sinistra. La barricata della Cosa rossa ha come fondamenta il maxiemendamento sottoposto venerdì alla Giunta: prevede risorse per 300 milioni di euro da destinare alle politiche del lavoro e al fondo unico per l´occupazione. «Tutto previsto nel programma elettorale», spiegano da giorni, «e nel Programma di sviluppo regionale». Punti irrinunciabili, tanto che in mancanza di risposte concrete non rientreranno in aula: «È l´unico modo per far valere la nostra forza», spiega il segretario del Prc Michele Piras, «e se vogliono andare al voto dell´articolo in solitaria…». Come dire: poi non dite che non vi avevamo avvisato.

Il messaggio ha come destinatario, questa volta, il Partito democratico. Nessuno lo dice, dentro la Sinistra arcobaleno, ma oltre alle risposte della Giunta si cerca anche il riconoscimento del gruppo di maggioranza relativa nella coalizione. Obiettivo raggiunto, vista la richieste di sospensione dei lavori arrivate dal Pd: utile «per un confronto politico dentro la maggioranza», sottolinea Marrocu. Impossibile nascondere i problemi: la prima pausa sarà seguita dalla seconda, mentre tra l´aula e gli uffici dei gruppi in via Roma è un viavai di consiglieri, coordinatori e assessori.

L´ultimo incontro termina un minuto dopo che dai banchi del Pd era partita la richiesta per l´aggiornamento dei lavori a oggi, contestata dal centrodestra. L´arrivo di Marrocu in aula - era stato impegnato con l´assessore Dadea nell´ennesimo vertice con i gruppi della sinistra - scompagina i piani. Tutti sui banchi per la discussione sull´articolo 3: «Ritiriamo la proposta di aggiornamento dei lavori», dice il capogruppo, «e aggiungiamo che non faremo come la Giunta Masala, che rimase in piedi senza avere una maggioranza. Non ci nascondiamo dietro un dito, valuteremo se la maggioranza c´è e prenderemo atto di questo».

Linea confermata dall´intervento dell´assessore Dadea, al microfono per esprimere il parere della Giunta sulla discussione dell´articolo iniziata la mattina: «C´è un problema politico innegabile, anche se pensiamo che l´accordo in maggioranza possa essere raggiunto. È evidente che se non ci fossero le condizioni la Giunta regionale trarrà immediatamente le conseguenze». Messaggio chiarissimo, in ogni caso ben accolto: «Siamo soddisfatti», dice il capogruppo del Prc Luciano Uras, «perché significa che c´è la disponibilità a dare risposte alle richieste che arrivano dalla Sinistra arcobaleno».

Se è davvero così, e in che misura, sarà possibile scoprirlo solo oggi, quando riprenderanno i lavori in aula. Ci sono da discutere un centinaio di emendamenti, dopo che il presidente Giacomo Spissu ne ha indicato una ventina come norme intruse: un numero elevatissimo, buono per richiedere tempo per l´analisi delle esclusioni. È il motivo ufficiale per cui si chiede l´aggiornamento dei lavori: accordato dopo una riunione dei capigruppo, non senza malumori del centrodestra. Quello meno ufficiale è la necessità di trovare l´accordo in maggioranza: argomento del vertice, in tarda serata, tra una delegazione del Pd e la Sinistra Arcobaleno con gli assessori Secci e Congera a fare da mediatori. Tutto dopo la zeppolata offerta nel transatlantico dalla presidenza: come se ci fosse qualcosa da festeggiare.


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