martedì 5 febbraio 2008
di Cinzia Isola
Più tasse, meno servizi. Uguale: Comune di Cagliari. Il conto è presto fatto per i cittadini costretti a pagare l'algebra dell'ingiustizia fiscale. Un conto decisamente salato che raggiunge i 567 euro di tributi locali per ogni abitante. Nel calderone degli introiti comunali Ici, Irpef, Tarsu, pubblicità ed energia elettrica. E se queste ultime due subiscono una leggera flessione, rispettivamente -1% e -9%, lo stesso non si può dire delle altre. Irpef e Tarsu, in particolare che aumentano del 40 e del 20% nel giro di un anno. Il doppio rispetto alla media nazionale. Senza contare che la tassa sui rifiuti dal 2005 è cresciuta del 29%.
Percentuali che si traducono in un vero e proprio salasso per i contribuenti, e che hanno fatto finire il capoluogo nella lista nera della classifica stilata dal Il Sole-24 ore. Tra le big del caro fisco. Precisamente al nono posto su 104 comuni capoluogo di provincia. A guidare la classifica Siena, Bologna, Firenze, Roma, Padova, Mantova, Pisa e Modena.
Incredibile, ma a Cagliari si pagano più tasse che a Milano, dove il Comune si accontenta di 488 euro per abitante. Risultato: Cagliari fra le top ten per tasse, agli ultimi posti per la qualità dei servizi, specie sui rifiuti, strapagati con la Tarsu. C'è una logica, in questi dati. Nel recente dossier sul gradimento dei sindaci, Emilio Floris era risultato ultimo tra i colleghi sardi. Ultimissimo per la raccolta differenziata dei rifiuti, dove nel resto dell'isola molti centri hanno fatto passi da gigante.
Cagliari è impegnata nella marcia del gambero. Ma il suo sindaco è quello che aveva decretato l'ordinanza contro la movimentazione dei rifiuti campani: un'inezia, transitati dal porto canale al Tecnocasic senza che nessuno se ne accorgesse e lì smaltiti senza difficoltà: mentre molte periferie cittadine tendono a trasformarsi in discariche a cielo aperto nella Cagliari “capitale” del Mediterraneo. Certo, un bel biglietto da visita per il sindaco che vorrebbe competere con Renato Soru alle regionali: provi prima a mettersi al passo degli altri centri sardi, per non apparire ridicolo.
L'indagine elaborata dal quotidiano economico ha utilizzato i bilanci consuntivi 2005 e 2006 e i preventivi 2007 per i principali tributi locali, rapportando il gettito iscritto a bilancio con il numero degli abitanti. Chiarita la procedura di rilevamento, restano invece molti dubbi sulla contropartita degli aumenti. Ipotizzando ovviamente che in politica più tasse possa significare più servizi. Esagerando, di qualità.
«Cagliari è più cara di New York». Ne è certo Radhouan Ben Amara, consigliere comunale dei Comunisti italiani. «È una città dove si pagano molto pochi servizi: i cittadini scontano gli errori della cattiva gestione degli amministratori». Impossibile non rapportare l'aumento consistente della Tarsu con il fallimento della raccolta differenziata in città. Il mancato raggiungimento delle quote minime stabilite per legge, le conseguenti multe della Regione, peraltro congelate, i costi elevati di smaltimento hanno prodotto questo risultato: nel giro di pochi anni i cittadini hanno dovuto sborsare circa 90 euro in più. «Non siamo informati, manca il coordinamento: persino il comune di Monserrato è più avanti di noi».
E non ci vuole tanto. Le false partenze della differenziata in città stanno diventando imbarazzanti. Sia per chi chiede conto, sia per lo sventurato Gianni Giagoni, sacrificato ai servizi tecnologici come il suo predecessore Giorgio Angius. “Riformatori”, solo per tessera, non certo in fatto di monnezza. Una croce che Giagoni si trascina da tempo, rinviando l'imminente avvio di mese in mese. Si va avanti così, ormai, da più di un anno. Un disastro che l'amministrazione scarica sui cittadini. «Siamo fra gli ultimi d'Italia», commenta Ninni Depau, consigliere Pd tra i banchi di via Roma. «Al momento di concreto ci sono solo buone intenzioni. La tassa sui rifiuti è altissima, in modo spropositato in riferimento ai servizi».
Già, il servizio. Ancora in proroga all'associazione temporanea d'impresa che vinse la gara anni fa. Un servizio che ha dei costi altissimi per il Comune. Basterebbe fare il nuovo bando, aprire il settore alla libera concorrenza. Ma a quanto pare c'è bisogno di un altro bando preliminare: una gara per cercare un professionista che possa redigere il progetto. Una volta trovato il progettista, messo nero su bianco il piano, si potrà finalmente indire la gara per appaltare il servizio per la gestione della spazzatura in città. Di questo passo, ci vorranno anni. «Eppure dai rifiuti si potrebbero addirittura ottenere dei ricavi», insiste Depau. «Basta pensare alla filiera della carta, che potrebbe essere una vera ricchezza». Un esempio: riciclare la carta negli uffici pubblici. «Carta pregiata», precisa il consigliere. Che, non limita le critiche agli «ingiustificati» aumenti della Tarsu: «Tra il 2006 e il 2007, l'Irpef è cresciuta del 40%: il gettito fiscale è passato da dieci a quattordici milioni di euro».
Eppure i servizi restano al palo. Soprattutto quelli tecnologici. «È scandaloso che si paghi così tanto per avere in cambio così poco». Decisamente critico Stefano Deliperi, del Gruppo d'intervento giuridico: «Io non credo che i cagliaritani siano così contenti dei servizi. La città è molto indietro soprattutto in tema ambientale: trasporti, rete idrica (di recente si sta si sta sistemando ma si registrano in media il 30% di sprechi)». E ovviamente, ancora una volta nel mirino degli ambientalisti, i rifiuti: «La raccolta differenziata non parte, in compenso si aumenta la tassa sui rifiuti». Eppure tutti negli ultimi tempi tutti si affannano a giustificare la logica della raccolta intelligente: «Il materiale recuperato può essere commercializzato. Al netto dei costi quindi, è possibile ottenere ricavi. E magari l'abbattimento della spesa a carico dei cittadini».
Buone notizie invece per l'infanzia: entro il 2010 in Sardegna sarà possibile ottenere 780 nuovi posti negli asili nido (da 0 a tre anni). La previsione è sempre del Sole 24 ore: l'incremento dei posti negli asili nido pubblici e convezionati con il pubblico riguarda l'attuazione del Piano nazionale triennale nidi. Per la Sardegna sono in programma finanziamenti per oltre 14 milioni di euro. Attualmente nell'isola i posti nei nidi pubblici sono 3.962 con una copertura del 10%: dovrebbero diventare 4.792, con una copertura del 12% dei bambini.
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