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martedì 5 febbraio 2008

Tutti in carrozza sulla metrotram di Soru
Resta a terra solo Cagliari: addavenì
il tunnel, qui ci sono progetto e soldi subito

di Marco Murgia

Signori, in carrozza: si parte. Meglio, si partirà: non appena i comuni dell'area vasta di Cagliari decideranno se staccare o meno il biglietto per salire sulla metropolitana leggera presentata tre giorni fa dal presidente della Regione Renato Soru e dall'assessore ai trasporti Sandro Broccia. Un progetto in grado di collegare efficacemente, con tempi certi e tratte regolari, diversi comuni dell'hinterland ma anche diverse zone del capoluogo: con il risultato atteso di snellire il traffico privato in entrata e sulle strade del centro. Tutto con 320 milioni di euro pronti sul tavolo. Roba da stravolgere in positivo la situazione attuale: non a caso le amministrazioni coinvolte farebbero già oggi l'abbonamento a vita, almeno a guardare le prime reazioni.

Tutte, ma non quella di Cagliari. La frenata del Municipio non sembra legata alla bontà del progetto, almeno a sentire le dichiarazioni ufficiali, quanto piuttosto agli effetti: «Vogliamo capire», dice l'assessore al traffico e vicesindaco Maurizio Onorato, «quali ricadute potrebbe avere l'utilizzo della metro leggera sulla città». Il timore è quello di finire «cornuti e mazziati», con l'aumento e l'intasamento del traffico automobilistico nei punti in cui la nuova linea interseca le strade più trafficate: «Penso a largo Gennari», dice, «dove solo la prova per il primo tratto che sarà operativo da marzo ci sta dando dei problemi».

La linea unirà piazza Repubblica a Monserrato-Gottardo con un percorso di sette chilometri, nove fermate in tutto, di cui tre dentro Cagliari. Sarà solo il primo tratto: dalla stazione Gottardo proseguirà sino a Settimo San Pietro (tempo previsto: dieci minuti) con la linea celeste; oppure la linea verde, da Pitz'e Serra agli ospedali in trenta minuti e la marrone, che da via Roma arriverà fino a Sestu; ci sarà poi una linea azzurra che dal Policlinico porterà all'aeroporto in 16 minuti. In senso opposto, da piazza Repubblica la linea blu (1,45 chilometri) in tre minuti arriverà in viale Bonaria. Infine, la linea bordeaux, un percorso di soli 800 metri da un estremo all'altro di via Roma, da percorrere in due minuti: «Se fossi il sindaco di Cagliari, questa la farei domani», aveva commentato il presidente della Regione.

Il punto è proprio la differenza di vedute: «La nostra», assicura Onorato, «non è una chiusura per partito preso». Il progetto illustrato qualche giorno fa cozza con il sogno ricorrente delle ultime amministrazioni di centrodestra che negli anni hanno sempre accarezzato l'idea della metropolitana tradizionale. Da un lato «non va in conflitto con il traffico di superficie»; dall'altro, probabilmente, porterebbe Cagliari nell'Olimpo delle grandi città: quelle che hanno però una tradizione legata alla mobilità sotterranea di lungo corso.

Ovviamente i costi complicano i ragionamenti sulla fattibilità: «Un chilometro in superficie costa dai 10 ai 15 milioni di euro», aveva spiegato Soru, «a fronte dei 50-100 milioni della metropolitana interrata». Con i soldi pronti, e da spendere immediatamente senza mettere in piedi «pregiudizi o barricate ideologiche»: anche perché il progetto «non rappresenta un'alternativa definitiva ad altri progetti ma è un complemento, si sovrappone. Se tra qualche anno, infatti, saranno disponibili maggiori risorse, alcuni tratti della tranvia di superficie potranno essere sostituiti anche da gallerie».

Una opportunità da cogliere al volo, quindi. Ne sono convinti anche in Provincia: «Siamo assolutamente d'accordo con il progetto presentato dalla Regione», ribadisce l'assessore ai Trasporti Marina Cattina dopo l'assenso dato dal presidente Graziano Milia. Il motivo è semplice: «Per la dimensione di Cagliari e dell'hinterland riteniamo la metro di superficie in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini».

Bene per i costi, per i tempi di realizzazione - «Esiste già la base, il progetto per il Policlinico è pronto e deve solo andare in appalto» - e per i benefici che potrebbe avere l'area vasta. Viale Ciusa, in questo senso, è l'osservatorio privilegiato per avere il polso della situazione: «Tutti i sindaci sono entusiasti: alcuni, come Selargius e Monserrato, per l'attraversamento esagerato e la conseguente sofferenza sulle strade dei comuni; altri, come Settimo e Maracalagonis, potranno godere di tempi di percorrenza e collegamenti certi». In più, ricorda l'assessore provinciale, «serve considerare il rinnovo del parco mezzi integrato metro-treno, che collegherà i comuni limitrofi a Cagliari sino a Isili». Non a caso, al momento della passaggio della gestione delle Ferrovie della Sardegna e delle Ferrovie meridionali della Sardegna, qualche settimana fa, Soru e Broccia avevano parlato di una «nuova geografia» per l'isola.

Nessun dubbio dall'area ambientalista: «Un grande progetto di viabilità basato sull'uso di un mezzo come il tram si rivela ideale per decongestionare la città da migliaia di auto che ogni giorno invadono le strade cittadine provenienti dai popolosi comuni limitrofi», sottolinea in una nota la sezione sarda di Legambiente. «L'uso di un mezzo non inquinante come la metropolitana leggera darà un contributo all'ambiente anche diventando una valida alternativa all'uso delle auto private, abbassando così sensibilmente i valori di polveri sottili sopra l'agglomerato urbano».

Gli esempi illustri non mancano: «La scelta del tram è riscoperta in questi ultimi anni da decine di città in tutta Europa. Municipalità come quelle di Copenhagen, Bilbao, Berlino, Birmingham, Vienna, Atene, Zurigo, Londra, Lione, solo per citare alcuni esempi, stanno puntando sulla metropolitana di superficie al fine di ridurre ulteriormente l'utilizzo improprio dell'auto privata nelle aree urbane. Una scelta flessibile, poco costosa ma soprattutto ecologica: la proposta presentata dalla Regione si adegua alle esigenze di Cagliari, proponendosi di collegarla in maniera veloce con i centri periferici, senza avvalersi di costose e sovradimensionate infrastrutture adatte solo a grandi metropoli».

Chi deve convincersi è la giunta Floris. «L'avversità dell'amministrazione cagliaritana non è totale», chiarisce Cattina, «anche se, risorse alla mano, il sogno della metropolitana tradizionale non è attualmente raggiungibile». È il dato di fatto del quale dovrà tener conto il Consiglio comunale, chiariscono dall'opposizione: «In commissione urbanistica il progetto non è ancora arrivato, ma vorremmo discuterlo e approvarlo in fretta» sottolinea per il gruppo di Rifondazione comunista Claudio Cugusi.

Importante perché sarebbe una risposta «al traffico che sta diventando insopportabile per la città e per l'inquinamento da polveri sottili che, secondo i dati di Legambiente, mettono Cagliari al secondo posto dietro Torino per quantità rilevata di Pm10»: in attesa di studiare il progetto «siamo assolutamente favorevoli per una soluzione immediata piuttosto che aspettare le risorse per bucare in terra: invitiamo l'assessore Broccia a venire in Comune per spiegarlo. Sarebbe importante anche per rasserenare il clima».


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