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martedì 5 febbraio 2008

L'Unione Sarda vigila su Emilio Flowers
Colpa di Soru e dei pendolari:
portano l'aliga a Cagliari e noi paghiamo

di Giorgio Melis

No, Emilio, no: non si tocca se non per carezzarlo, applaudirlo, santificarlo. È la regola ferrea a L'Unione Sarda e Videolina: informazione di servizio fiorita, come il sindaco. Se Zuncheddu riuscirà a comprare il Cagliari dall'altro carissimo amico Cellino, il caro Emilio gli consegnerà anche lo stadio: tutto si fa per fratel Sergio. Anche un grattacielo a Terrapieno, se lo chiedesse. Altre 24 torri a Santa Gilla con cubature extralarge ad personam, mica quelle normali applicate ai confinanti senza giornale, tv e radio. Magari anche un'autostrada a spese del Comune, fino al mercato agroalimentare all'ingrosso di Sestu.

(A proposito. Era a maggioranza pubblica, con dentro Legacoop di Silvio Cherchi, culo e mutanda con l'editore e ora padrino dei Consorzi industriali. Il mercato è diventato tutto privato-Zunk, forse per intervento da Sestu del leader locale Cossa e Massimo Fantola, fratello di Carlo Ignazio, noto CIF, manager di Zuncheddu. Si aspetta la mossa decisiva di Emilio Flowers: chiami la polizia in tenuta anti-sommossa, come per il parcheggio di via Manzoni, e faccia cacciare a manganellate i venditori che si ostinano a voler restare nella vecchia struttura pubblica di viale Monastir, contestando i costi del monopolio privato di Sestu. Fine della digressione).

Tornando a bomba, chi trova un amico come Emilio ha trovato un tesoro: da blindare. Infatti il quotidiano “dove Zunk vuole” si è mosso da par suo per esaltare il sindaco (neanche nominato) nel dare conto del dossier di quei comunistacci confindustriali del Sole-24 ore. Ne hanno fatta un'altra delle loro. Un mese fa avevano certificato che Floris era il sindaco meno gradito fra tutti i colleghi sardi, nel fondo della classifica nazionale. Ora se ne viene fuori che Cagliari svetta al nono posto in Italia (su 106 città) per le tasse pagate dai cittadini: più di Milano, prima nel Mezzogiorno, primissima in Sardegna. Con la Tarsu schizzata alle stelle mentre è in fondo alla graduatoria, in discarica abissale, la raccolta differenziata immaginaria.

Il capoluogo è ultimo anche in Sardegna, proprio una schifezza: ci resterà, con questa e la precedente amministrazione. Però, no pasaran i rifiuti napoletani: il sindaco rilancerà il divieto di movimentazione, chiederà a Soru i danni all'immagine della città, ri-chiamerà i Nocs per impedire gli sbarchi e, già che c'è, chiederà ai poliziotti almeno di ripulire le sue grandi e piccole discariche a cielo aperto, sparse nella città: non siamo a Napoli, che diamine!

Però non è colpa del sindaco se lassù qualcuno lo ama: specie a Terrapieno, ari'e bassa. Come è stata presentata la notizia sugli altri giornali sardi? La Nuova Sardegna, richiamo in prima e titolone interno: “Tasse-record a Cagliari, impennata del tributo sui rifiuti”. Il Sardegna, richiamo in prima e titolone interno: “Spazzatura, a peso d'oro, a Cagliari la Tarsu più cara d'Italia”. Falsari. Un complotto informativo-comunista. Per fortuna c'è L'Unione a ristabilire la verità. Intanto, nessun titolo nella nostra prima pagina: non se ne può più di questa spazzatura, ci siamo già noi. Ma all'interno due titoli micidiali e inesorabili. “Tasse alle stelle, colpa dei rifiuti”: spazzatura criminogena, giustamente da incriminare, merita l'ergastolo. Il secondo articolo finalmente spiega quel che gli altri giornali hanno colpevolmente, settariamente omesso. “A Cagliari l'avvio della differenziata fa lievitare la Tarsu”.

Ergo, il Comune virtuoso ha avviato, con appena sette anni di ritardo e ultimo in Sardegna, la raccolta differenziata. Correttamente, fa lievitare la Tarsu. La tassa sui rifiuti solidi urbani è come un civraxiu di Sanluri o un moddizzosu di Quartu: quando parte, lievita, si gonfia come una panna ben montata. Ringraziamo il panettiere-sindaco che la porta a questo punto. Però il meglio è nell'articolo-intervista a Ugo Cappellacci, assessore al bilancio, altro amicone di Zuncheddu: nel 2004 aveva firmato lui, alcuni giorni dopo le elezioni regionali, la delibera - subito cassata da Soru - per fargli comprare dalla Regione palazzoni da costruire per 200 miliardi di lire. Interrogato, l'assessore rispose. Cagliaritani tartassati? «Non direi». Infatti, a Tokyo e New York si paga qualcosina in più.

Ma poi, la colpa è della Regione (Soru, è sottinteso), che nega a Cagliari i soldi necessari: ok, il prezzo è ingiusto. «Secondo la legge numero 25, Cagliari riceve trasferimenti regionali in proporzione alla sua popolazione, pari a circa 160 mila abitanti: il problema - spiega Cappellacci - è che ogni giorno arrivano in città altre 150 mila persone». In piena sintonia con l'assessore, l'articolo incalza: «In altre parole, i cagliaritani pagano anche l'immondizia prodotta dai trasfertisti che lavorano o svolgono altre attività nel capoluogo».

Ricapitoliano. La colpa è dei rifiuti: impicchiamoli prima di bruciarli. A seguire, della dannata raccolta differenziata che fa lievitare la maledetta Tarsu. Al fondo, però, i veri responsabili sono la Regione che non dà abbastanza soldi e i 150 mila “trasfertisti” che oggi giorno vengono a Cagliari. Bisognerebbe mettere un muro come a Gaza per non farli entrare. Benché siano pendolari costretti a deportarsi anche a 40-50 chilometri dalla città perchè da vent'anni non vi si costruisce un solo appartamento sociale o popolare: obbligati a farsi anche cento chilometri al giorno con spese e disagi micidiali. Sono i cagliaritani della diaspora coatta: colpevoli lo stesso. Arrivano al mattino in città: portandosi dietro a dispetto la spazzatura prodotta dove risiedono. Così intasano i cassonetti indifferenziati, facendo lievitare la Tarsu per la raccolta differenziata: inesistente ma strapagata.

Ripristiniamo le barriere, i blocchi stradali: impediamo a questi intollerabili ex cagliaritani sporcaccioni e monnezzari di fare della “capitale del Mediterraneo” una discarica che costringe i poveri Floris e Cappellacci ad aumentare la Tarsu. Senza essere tartassati? «Non direi». Tutto detto, scritto e sottoscritto come oro colato da L'Unione: subito tre cassonetti-premio a Terrapieno, mancando i tapiri di “Striscia”.

Finché avremo nell'informazione simili cani da guardia e d'attacco - pitbull o rottweiler editoriali - i cittadini potranno dormire soni tranquilli: c'è gente che veglia per loro. E non sia mai detto che qualcuno voglia candidare Emilio Floris al Senato. Come sopravviverebbe la povera Cagliari? Oltretutto, serve per sconfiggere Soru alle regionali, umiliandolo sui rifiuti. Il suo manifesto-spot, un cassonetto stracolmo con i santini e il motto: “Tarsu subito, alle stelle. Raccolta differenziata mai, alle stalle”. Mario Medde con la Cisl sta organizzando un sit in di preghiera e solidarietà (senza partecipazione) per il sindaco amatissimo: come il cugino Mariolino, nume e sua fonte di ispirazione sindacale, politica e sociale. Maledetto Soru ma ora ti sciopero contro, anche da solo.


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