domenica 3 febbraio 2008
di Cinzia Isola
La politiche regionali sulla mobilità corrono sulla rete del metro-tram. In ballo ci sono 320 milioni di euro pronti per la realizzazione di un progetto che potrà collegare efficacemente l'area vasta di Cagliari. Numerosi i comuni coinvolti direttamente: oltre il capoluogo, si comuncia da Quartu, Quartucciu, Sestu, Elmas e Settimo. Ma sono tanti i centri limitrofi che potranno sfruttare indirettamente la nuova rete.
Intanto, tra un mese entrerà in funzione la metropolitana leggera che collega Cagliari con Monserrato, nella tratta piazza Repubblica - via Vesalio - Gottardo. Non più treni, ma tram. Sui sette chilometri di ferrovia realizzati nel 1888, trasformati in una moderna linea metropolitana, sono previste 9 fermate, di cui 3 all'interno della città; il flusso dei convogli sarà regolato da semplici impianti semaforici. Entro l'anno dovrebbe essere completata l'elettrificazione sulla linea che arriva fino a Settimo San Pietro.
Ieri mattina, il presidente della Regione Renato Soru e l'assessore ai trasporti Sandro Broccia hanno presentato ufficialmente il progetto, già sottoposto ai sindaci dei comuni coinvolti. Un piano che punta con decisione a dirottare sul trasporto pubblico una fetta consistente degli spostamenti nell'area vasta di Cagliari. «Il progetto, qualora le amministrazioni coinvolte decidessero di farlo diventare una realtà - ha precisato Soru - non rappresenta un'alternativa definitiva ad altri progetti, come per esempio quello della metropolitana sotterranea, ma è un complemento, si sovrappone».
Una precisazione che serve a scongiurare possibili conflitti istituzionali con il Comune di Cagliari, che punta alla realizzazione di un proprio piano di mobilità che privilegia le linee sotterranee. «Se tra qualche anno, infatti, saranno disponibili maggiori risorse, alcuni tratti della tranvia di superficie potranno essere sostituiti anche da gallerie».
Dagli altri comuni, e dal presidente della Provincia Graziano Milia, le prime reazioni sembrano decisamente positive. In ogni caso, a breve, tutti saranno chiamati a dare parere favorevole o contrario. Le risorse non mancano ma dovranno essere impegnate subito: entro maggio devono essere riprogrammate le risorse del Fas (Fondo aree sottoutilizzate, 2007-2013 - Reti e mobilità). E prima ancora, entro poche settimane, devono essere riprogrammate le risorse del Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo, 2007-2013). Per un totale di 500 milioni di euro da destinare al trasporto collettivo. «È importante che non ci siano pregiudizi o barricate ideologiche», ha ribadito il presidnete della Regione.
Ma vediamo il progetto nel dettaglio. Intanto i costi: 319 milioni di euro, con finanziamenti ricavati dalla riprogrammazione di risorse comunitarie, per realizzare 35,65 chilometri di una rete composta da 6 linee colorate. La linea verde è la più lunga: si snoderà per 12,4 km e collegherà Pitz'e Serra con gli ospedali, in trenta minuti. Quella marrone, che da via Roma arriverà fino a Sestu, cosentirà di percorrere quasi dieci km in 24 minuti. Ci sarà poi una linea azzurra che dal Policlinico farà raggiungere l'aeroporto in 16 minuti. Mentre quella celeste, che come annunciato sarà terminata entro quest'anno, proseguirà dalla stazione Gottardo e raggiungerà Settimo San Pietro in dieci minuti. In senso opposto, da piazza Repubblica la linea blu (1,45 chilometri) in tre minuti arriverà in viale Bonaria. Infine, la linea bordeaux, un percorso di soli 800 metri da un estremo all'altro di via Roma, da percorrere in due minuti. «Questa, se fossi il sindaco di Cagliari, la farei domani», ha commentato il presidente della Regione.
Soru si è poi soffermato sulle ragioni e sulla necessità di una rete di servizi di trasporto collettivo, unitaria ed integrata, distribuita uniformemente sul territorio. Una rete costituita da linee portanti (direttrici), caratterizzate da elevata capacità e velocità commerciale, comfort e regolarità (corsie di marcia riservate, possibilmente su ferro) e linee di distribuzione su gomma. In sintesi: costa meno della metropolitana interrata, non inquina e consente un trasporto integrato con la città, promuovendone la riqualificazione urbana. «Meno automobili, più verde», ha ribadito Soru. Sul risparmio, poi, non c'è dubbio: «un chilometro in superficie costa dai 10 ai 15 milioni di euro, a fronte dei 50-100 milioni della metropolitana interrata». Per ogni km sotterraneo, se ne possono realizzare 5 o 6 di metro tranvia. Facile fare i conti.
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari