l'altra voce.net


sabato 2 febbraio 2008

L'armata Brancaleone si salva
dal voto segreto e si applaude
Non passano il Polo e i socialisti
Soru e Cosa rossa verso l'intesa

di Giorgio Melis

L'irascibile, rissoso, insopportabile centrosinistra arriva sull'orlo del burrone, sospinto anche dai socialisti a volto scoperto o da muretto a secco, ma riesce a frenare e fermarsi. Ogni giorno la sua pena. Giovedì la fatiscente alleanza aveva mostrato tutte le sue crepe, incalzata anche dal protagonismo neo-unitario della Sinistra Arcobaleno. Ieri ci ha messo una pezza: forse timorosa di arrivare davvero al capolinea, magari per il rotolare del sasso che si fa valanga. Le fibrillazioni restano, magari riesploderanno la settimana prossima in questa erratica alleanza di poco spessore individuale. Ma mentre il Polo si apprestava o sperava nel colpo del ko (voto segreto chiesto dall'Udc Capelli su emendamenti per liquidare le cosiddette tasse sul lusso, sgradite a tanti), contando anche sul sostegno dei socialisti (c'è stato ma contenuto), la sconquassata maggioranza ha ritrovato sufficiente compattezza. Addirittura impensata: tant'è che si è applaudita per una performance della quale evidentemente dubitava.

Sarà stata la paura di andare oltre il punto di non ritorno a far scattare lo spirito di conservazione: anche contro i compagnoni socialisti, vere spine nel fianco e oppositori più tosti e subdoli del Polo. Oltre Balia&Masia mammamia, c'è anche la petulante Caligaris a fare la suffragetta del dissenso. Ci sono rimasti male, anche a destra: contavano sul flop della maggioranza e invece l'hanno fatto loro. Fino a doversi mettere a litigare per le assenze nelle loro file, proclamando ugualmente che Soru è finito e una nuova stagione di governo li attende. È vero che il centrosinistra resta un'armata Brancaleone. Ma gli avversari riescono perfino a fare peggio: non è facile.

È una notizia buona ma non esaltante, la tenuta della coalizione: da verificare nelle prossime settimane. Buona se porterà a un'accelerazione nel varo della Finanziaria, in colpevolissimo ritardo. Da martedì si andrà avanti a oltranza (dobbiamo crederci?) perché Spissu ha indetto sedute di mattina e di sera: toh, si è svegliato. Non è mai troppo presto per mettersi a camminare dopo aver poltrito tra confusioni e disordine. Colpa soprattutto della maggioranza, col concorso convinto del Polo molto responsabile come sempre verso i cittadini. Senza il lavorio ai fianchi dei socialisti e di altri dissidenti della maggioranza, pesterebbe l'acqua nel mortaio della propria inconsistenza: speculare a quella del centrosinistra. Si è visto nei pasticci fatti in commissione, con responsabilità equamente divise tra dilettanti allo sbaraglio dei due schieramenti.

È al collasso anche la minima capacità tecnica, la professionalità parlamentare. Colpe anche della Giunta ma una commissione e autorevole e competente può sempre rimediare. Non certo se, a partire dal suo presidente Cucca, alle prime armi (quando mai, in passato, si affidava la commissione più importante a un debuttante imposto per appartenenza senza competenza?), è impegnata soprattutto a fare catenaccio e ostruzionismo miserabile per salvare i feudi dei Consorzi industriali. Dei quali ora il principale patrono-pretoriano palese è il fustigatore Peppino Balia, l'uomo dei bigliettini e degli emendamenti a pallettoni politici. Su questo punto la battaglia divamperà ancora, perché gli irriducibili delle varie nomenklature non si daranno per vinti. È uno degli aspetti più squallidi e deprimenti della battaglia nominalmente condotta sulla Finanziaria da personaggi a viso aperto o nell'ombra, pronti ad affossare tutto pur di non mollare poltrone e privilegi.

Al confronto, la strategia d'attacco della Cosa rossa risulta pulita, legittima e comprensibile anche se inaccettabile quando spinta oltre i limiti di sicurezza. La Sinistra Arcobaleno, compattata dalla paura delle urne e della corsa solitaria del Pd annunciata da Veltroni, punta ad ottenere interventi più pesanti per i ceti meno abbienti: allargandosi su un assistenzialismo straccione che nessuno può più permettersi ed è sempre a somma zero una volta spese le elemosine pubbliche. Ma comunque è un obbiettivo sociale, non di potere per i cialtroni di sempre. Il suo ritrovato e combattivo protagonismo è difensivo, per evitare il collasso. Insomma, politicamente degno, anche perché alla fine non si trasformerà in pugnalate letali alla Mastella-Dini, come i loro epigoni nuragici appostati in Consiglio. Non sul merito ma per una pulsione aggressivo-distruttiva spacciata per libertaria: il gioco dell'ammazza-presidente è scoperto, spregiudicato perché tende a rinnovare i nefasti di altre stagioni con gli stessi protagonisti in aula e fuori.

Alla fine, rispetto a quei personaggi e alle loro trame, molto meglio la durezza della Sinistra che almeno opera a volto scoperto, non dietro le tende e gli scranni, con stiletto o lupara. La miglior notizia, se sarà confermata nei prossimi giorni, è la schiarita tra la Cosa rossa e la Giunta. Politicamente è più rassicurante e feconda. Se poi il resto del centrosinistra manterrà una relativa compattezza, i suoi sfasciacarrozze finiranno per essere giustamente rottamati.


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari