sabato 2 febbraio 2008
di Marco Murgia
Finanziaria atto secondo: il Consiglio regionale licenzia l'articolo 2, sulle norme in materia di tributi, e si dà appuntamento a martedì per la settimana che potrebbe essere, nella migliore delle ipotesi, quella decisiva per l'approvazione finale del documento contabile. La maggioranza, insieme alla Giunta, supera uno scoglio non da poco: si ricompatta, tiene botta, respinge due emendamenti dell'opposizione che miravano all'abrogazione delle cosiddette tasse sul lusso, nodo centrale - insieme alla riduzione dell'Irap per le piccole e medie imprese - della discussione all'ordine del giorno. Cambiano nome, saranno «tasse regionali per la tutela e la sostenibilità ambientale», quindi tributi di scopo armonizzati con la normativa comunitaria, ma restano in piedi nonostante il trappolone tentato col voto segreto voluto dal capogruppo dell'Udc Roberto Capelli.
Una buona notizia per la salute della maggioranza, sollevata dal buon andamento dell'incontro tra Renato Soru e i leader della Sinistra Arcobaleno, che avevano lanciato un ultimatum al presidente e ad Antonello Cabras sulle politiche per il lavoro e sulle alleanze elettorali. La risposta della Giunta è stata rinviata a martedì ma il clima è migliorato anche se non del tutto rasserenato. L'opposto di quanto sperava e dice il centrodestra, che aveva puntato molto sull'attacco con voto segreto sulle cosiddette tasse sul lusso, spalleggiato ma con risultati deludenti dal fuoco amico di alcuni socialisti: il solito Pepino Balia e Maria Grazia Caligaris.
Alla chiusura del voto sui due emendamenti del Polo (uno mirava a sopprimere gli articoli della finanziaria 2007 che modificavano le norme di istituzione dei tributi dell'anno precedente, l'altro gli articoli del 2006 che li avevano istituiti) i no sono stati 40 mentre i sì rispettivamente 31 e 28. Un risultato festeggiato dalla maggioranza con un applauso che dice tutto sulla tensione accumulata sino a pochi minuti prima: proprio la segretezza del voto aveva fatto pensare ai franchi tiratori tra i banchi del centrosinistra. Niente di tutto questo: hanno pesato, invece, le diverse assenze nell'opposizione. Tanto che dallo stesso Capelli dovrebbe partire una lettera indirizzata ai segretari dei partiti della coalizione per richiamare a una maggiore partecipazione ai lavori dell'aula: c'è il sospetto che qualcuno, a destra, abbia avuto paura di un no che potesse spingere Soru alle dimissioni.
La stessa situazione si era presentata quando era stato respinto per due soli voti l'emendamento presentato dallo Sdi per l'eliminazione dalla manovra dei 500 milioni di anticipazioni sulle entrate future. Stavolta, però, il capogruppo dell'Udc ha battagliato non poco per far giudicare ammissibili i due emendamenti: nel testo presentato mancava la copertura finanziaria che avrebbe dovuto sostituire i 100 milioni di euro di gettito atteso dai contestati tributi su seconde case al mare, yacht e aerei privati. Tutto inutile: agguato fallito anche perché, nonostante la tensione per l'importanza dell'argomento, «i voti per il passaggio delle modifiche soppressive», sottolinea dopo la chiusura dei lavori il capogruppo dello Sdi Peppino Balia, «non c'erano dall'inizio».
Proprio i socialisti, che durante l'approvazione dell'articolo 1 si erano astenuti, sul secondo hanno dato parere favorevole - a eccezione di Maria Grazia Caligaris, astenuta - per «l'accettazione delle nostre proposte sul comma 17»: un emendamento aggiuntivo che prevede la possibilità di pagare la “super Ici”, la tassa annuale sulle seconde case al mare, in due rate. Potrà essere versata in un'unica soluzione dal 1º al 30 novembre di ogni anno oppure in due rate di pari importo, con scadenza entro il 30 giugno ed entro il 30 novembre dello stesso anno.
Non è passato, invece, un emendamento della Caligaris che impegnava la presidenza della Giunta a incaricare l'Arase, l'Agenzia regionale delle entrate, a effettuare entro sei mesi dall'approvazione della finanziaria, un'indagine sul patrimonio edilizio esistente nell'isola entro la fascia costiera dei tre chilometri, in particolare sulle proprietà immobiliari dei sardi emigrati. La relazione - secondo la proposta bocciata - doveva contenere «per ciascun immobile l'anno di costruzione, la superficie, lo stato e l'uso attuale». Il contenuto della proposta sarà ripresentato dal gruppo come ordine del giorno collegato alla finanziaria.
Il capogruppo del Pd Siro Marrocu aveva invitato la consigliera socialista a ritirare l'emendamento, proponendo come alternativa un'audizione in Commissione o l'ordine del giorno ipotizzato dai compagni di partito: «Evitiamo di votare differentemente anche su argomenti come questi». Ancora Balia, prima del voto conclusivo, aveva contestato l'assenza nel bilancio di fondi per la copertura finanziaria di nuove leggi regionali per 2008: «L'aula rischia di non poter legiferare per quest'anno: oppure dobbiamo pensare che la legge sui Consorzi industriali da approvare entro tre mesi dalla finanziaria e quella su istruzione e formazione professionale debbano essere a costo zero?». Tutto nonostante «la Giunta avesse disposto uno stanziamento, poi eliminato dalla commissione Bilancio»: una imprecisione, chiarisce il coordinatore dello Sdi, «dovuto a errori frammisti» dell'esecutivo e del parlamentino per cui «al momento opportuno, quando arriveremo all'analisi delle tabelle, presenteremo un emendamento all'emendamento».
L'altro passaggio caldo riguardava l'abbattimento di un punto percentuale dell'Irap sulle piccole e medie imprese, definito «inutile» dal centrodestra: «Le agevolazioni approvate con l'articolo 2 della finanziaria», sottolinea il capogruppo dei Riformatori Pierpaolo Vargiu, «non serviranno a niente e non porteranno un solo nuovo posto di lavoro in Sardegna, perché la loro fruizione è vincolata da una serie interminabile di adempimenti e griglie burocratiche pressoché insuperabili per qualsiasi impresa».
Tutto dopo che il Consiglio aveva approvato un emendamento della Giunta con cui si apportano modifiche sui requisiti delle imprese per beneficiare dell'abbattimento dell'Irap: per armonizzare le nuove norme regionali con quelle comunitarie sugli aiuti alle imprese, comunicate due giorni fa da Bruxelles, è stato necessario eliminare il requisito aggiuntivo del trasferimento del domicilio fiscale in Sardegna con un emendamento orale: sarà riconosciuto soltanto a imprese costituite nell'isola che incrementino il numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e stabilizzino quelli precari, che rendano internazionale la propria attività o intraprendano nuove attività o ancora aumentino gli investimenti nell'innovazione tecnologica.
La situazione interna al centrosinistra resta comunque un appiglio per gli attacchi dell'opposizione. Mentre i consiglieri della Sinistra arcobaleno erano impegnati nel vertice con il presidente della Regione Soru e l'assessore al Bilancio Eliseo Secci (il tema più caldo è legato alle politiche del lavoro in vista della discussione sull'articolo 6, per «misurare le distanze»: si segnala un «moderato ottimismo» in attesa di risposte attese dalla Giunta), nel centrodestra si celebra in anticipo un nuovo «avanzato progetto politico, con programmi realistici» da mettere in campo. Lo annuncia il capogruppo dell'Uds Mario Floris: per affrontare «i problemi della Sardegna e dei sardi, che hanno toccato il fondo per colpa del governo di centrosinistra dilaniato da lotte interne senza fine a livello nazionale e regionale».
Secondo l'ex presidente della Regione, «le forze di opposizione hanno tutte le risorse culturali, politiche, progettuali e umane per governare i processi di crescita e di sviluppo della Sardegna nei prossimi cinque anni»: è «un compito difficile e arduo, anche per le conseguenze deleterie e nefaste della Giunta Soru che ha pensato esclusivamente a “rottamare” senza avere la capacità di progettare e realizzare una “nuova macchina” in grado di far convivere la vecchia e la nuova economia».
D'accordo Capelli: «La maggioranza elettorale nata da Sardegna Insieme va sempre più sparpagliandosi, e con essa entra in una fase di declino l'onnipotenza del governatore Renato Soru». Ancora: «La fine di questa maggioranza», visibile secondo il capogruppo dell'Udc nelle diverse fasi della discussione sulla finanziaria, «sembra aver subito una forte accelerazione: Soru dovrebbe prendere atto del suo crescente isolamento politico, umano ed elettorale e trarne le conseguenze».
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