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venerdì 1º febbraio 2008

Gli ospedali sotto accusa anche in Sardegna
ma il Corriere rilancia dati vecchi
Tribunale del malato: il problema è la burocrazia

Come far andare di traverso la colazione a un assessore alla sanità: basta un giornale che pubblichi un dossier sulle ispezioni negli ospedali dei carabinieri del Nas da cui risulta che le strutture nella regione non fanno certo una bella figura. Il quotidiano in questione è il più venduto in Italia, che riporta un rapporto dettagliato regione per regione sui controlli ordinati dal ministro della salute Livia Turco: ma un anno fa, presentati come attuali e invece già vecchi. L'assessore, assieme a buona parte dei suoi colleghi, è Nerina Dirindin, da tre anni e mezzo titolare dell'assessorato di via Roma e ottima amica del ministro. «È una cantonata», dice, «e dispiace che a prenderla sia stato il Corriere della Sera: riporta dati che non coincidono rispetto alle segnalazioni ufficiali del ministero e che danno un'immagine che non è quella della Sardegna».

I numeri della testata milanese descrivono la situazione isolana come «grave», visto che «su 45 strutture, ben 32 sono risultate fuori regola. E nella maggior parte dei casi le contestazioni hanno riguardato “l'omesso adeguamento strutturale dei reparti”». Numeri preoccupanti. Il punto è che quelli in mano all'assessorato sono diversi, in termini di quantità e soprattutto di qualità, comunicati ufficialmente dal Ministero a metà gennaio 2007 dopo i controlli che erano seguiti all'inchiesta choc sulle condizioni di uno di più importanti ospedali romani pubblicata dal settimanale L'Espresso.

Quei dati, relativi alle ispezioni in Sardegna e «gli unici ufficiali che ci sono stati comunicati», chiarisce l'assessore, parlavano di «14 irregolarità di tipo amministrativo» e «nessuna segnalazione all'Autorità giudiziaria». Peccati veniali, rispetto a quelli segnalati già allora in altre regioni. Allora come si spiegano i numeri riportati dal Corriere? La fonte è proprio il dossier dei Nas relativo a quelle ispezioni. Non si spiegano, secondo l'esponente della Giunta: «È una cosa stranissima: ho già sentito i colleghi di altre regioni nella stessa situazione, e il ministero». Anche a Roma sembra non l'abbiano presa benissimo: «Sono interdetti quanto noi: hanno assicurato la preparazione di una nota per chiarire la questione».

Certo, nessuno nega i problemi: soprattutto per quanto riguarda le cliniche universitarie. Se il quotidiano di via Solferino indica quella di Sassari per «la mancanza dell'impianto di ossigeno centralizzato, servizi igienici carenti in relazione al numero dei degenti, le precarie condizioni igienico-sanitarie e strutturali (riscontrata la presenza di insetti), di un deposito di materiali del centro ipertensivo nonché la presenza di rifiuti nel cortile», l'assessore assicura che «stiamo lavorando soprattutto sulle Aziende miste e stiamo scoprendo situazioni che non ci aspettavamo al momento del passaggio in capo alla Regione, sei mesi fa: ma le stiamo gradualmente superando».

In sintonia sulla tesi dell'assessore, anche il giudizio del Tribunale del malato: in Sardegna, dice la coordinatrice Franca Pretta intervistata sul Tg3 regionale, «i problemi ci sono ma riguardano soprattutto la troppa burocrazia, le lunghe attese e la carenza di personale infermieristico». Ma sono fatti che riguardano tutti gli ospedali: «In ogni struttura sappiamo di qualche reparto che ha più difficoltà», mentre «non sono tante le lamentele per la mancata assistenza».

(ma. mu.)


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