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venerdì 1º febbraio 2008

Eventi e convegni come contorno al G8
Quel milione in Finanziaria
non piace né in Consiglio né fuori

di Cinzia Isola

Le prime scaramucce sul G8, in programma a La Maddalena per l'estate 2009, si consumano nell'aula del Consiglio regionale. A scatenare le polemiche il comma 36 dell'articolo 1 della Finanziaria, quello dove è previsto uno stanziamento di 1 milione di euro per organizzare manifestazioni collaterali. Testuale: «Al fine di promuovere la Sardegna come terra di pace e di amicizia tra i popoli in occasione del G8 è autorizzata la spesa di un milione di euro nell'anno 2008 per l'organizzazione di convegni internazionali, seminari e manifestazioni sui temi di interesse mondiale e sui diritti delle comunità e dei popoli».

A scatenare l'opposizione interna alla maggioranza, Sinistra autonomista e Rifondazione comunista, quel riferimento «in occasione del G8», che in due distinti e simili emendamenti chiedevano di cassare. Risultato: discussione fiume ed emendamento bocciato. Dal Partito democratico e dal centrodestra. L'opposizione cioè deputata ad essere tale e che, provocatoriamente, ma servita su un piatto d'argento, si interrogava sul come mai la sinistra si tirasse indietro. E soprattutto perché non ci avessero pensato prima. Già. Ma a pensarci bene non poteva andare diversamente.

Ora, come ha osservato in dichiarazione di voto contrario il capogruppo Pd, Siro Marroccu: «Indipendentemente dall'idea positiva o negativa che se ne ha, il G8 è un grande evento. Con questa manifestazione i riflettori di tutto il mondo saranno puntati sulla Sardegna. Pensiamo sia giusto cogliere questa occasione per trasmettere un'idea dell'isola come terra di pace e solidarietà». Riferimento o no al G8, la sostanza non cambia. Perché è in quella occasione che le iniziative collaterali hanno un senso. Ed il riferimento serve anche a giustificarle.

Ma in politica è il gioco delle parti a vincere sempre: tentare di cassare almeno il riferimento esplicito al G8, per la sinistra era un dovere. Giusto per ricordare a se stessi, all'aula e un domani ai propri elettori, la «contrarietà al G8». Del resto, l'argomento è giusto: «La Sardegna è sempre promotrice di pace». O dovrebbe esserlo, proprio come osservavano i promotori dell'emendamento.

La discussione è ghiotta anche per il debutto di Marco Espa, già consigliere comunale a Cagliari: «Ho partecipato al G8 di Edimburgo ed è vero, i mass media hanno puntato sugli scontri, ma va detto che in quella occasione ci sono state una serie di iniziative collaterali che puntavano al coinvolgimento delle popolazioni locali sui temi della pace. Si tratta di un finanziamento importante - ha concluso Espa - che può consentire anche all'Isola di organizzare momenti di scambio, di dialogo». Chi non accetta il gioco delle parti, specie se condiziona il gioco di squadra è Adriano Salis, Italia dei valori: «Mi sento a disagio difronte alle difficoltà della maggioranza davanti a questi temi. Sono sempre stato critico verso l'impostazione del G8, ma se si può contribuire a cambiarla, non ci tiriamo indietro».

Intanto, mentre in via Roma si dava il via libera al finanziamento G8-eventi collaterali, immediate le reazioni del Comitato NoalG8. Una lunga reazione epistolare, che riportiamo integralmente: «Che peccato… avevamo sperato per davvero che qualcuno di voi sollevasse la testa. Pensavamo che sarebbe stato un gesto di dignità. Ma per essere dignitosi bisogna guardare diritto davanti a sé. E l'albero si vede dai frutti. È passato l'articolo della finanziaria regionale 2008 (…). Vergogna. Con un giro di parole ipocrita e con una pioggia di spiccioli vorreste tacitare quelli che vedono nel G8 solo una passerella crudele e arrogante che sparge altro sale sulle ferite del mondo. Tenetevi quei soldi. Noi non ve li chiederemo. Noi non siamo sudditi».

«La Sardegna non è una “terra di pace e di amicizia fra i popoli” e non lo sarà mai finché si accetterà che sia sfruttata come laboratorio per testare e lasciar passare sul suo territorio armi che uccidono in guerre lontane e seminano malattie qui intorno a noi», prosegue il documento del comitato. «Tenetevi i soldi. Tenetevi anche le parole vuote. I “diritti umani delle comunità e dei popoli” sui documenti ufficiali non contano nulla. Non ci dimentichiamo i gas Cs vietati dal protocollo di Ginevra del 1925 e usati contro cittadini del mondo a Genova. Non ci dimentichiamo delle torture di Bolzaneto né delle promozioni a tutti i protagonisti di quei giorni cileni. Contesteremo in tutti i modi la nuova offesa del G8 qui o da qualsiasi altra parte. Con le armi della nonviolenza. Così come a Genova. E lo faremo senza e malgrado voi. La fantasia, per fortuna, non è mai stata dove sta il potere».

Per l'Italia è il quinto vertice sul territorio nazionale: prima de La Maddalena, hanno già ospitato il G8 Venezia (22-23 giugno 1980 e 8-10 giugno 1987), Napoli (8 luglio 1994) e Genova (20-22 luglio 2001). Quest'ultimo, tristemente famoso, costò la vita del giovane Carlo Giuliani. Ucciso da un carabiniere che dalla camionetta, assediata dai manifestanti, sparò un colpo di pistola. Ma fu anche il G8 di inspiegabili spedizioni punitive, oggetto di inchieste giudiziarie, da parte delle “forze dell'ordine” nella scuola Diaz, che ospitava diversi gruppi di manifestanti.


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