giovedì 31 gennaio 2008
di Cinzia Isola
Sulla carta i vincoli del Piano paesaggistico avevano uno scopo: tutelare il territorio e il patrimonio ambientale dell'Isola. Da qui il blocco di alcune grandi opere in città. Un esempio su tutti: la colata di cemento sul colle di Tuvixeddu. Quella che avrebbe spalmato di case e villette residenziali la più grande necropoli fenicio-punica del Mediterraneo. Di sicuro il più appariscente, visti gli interessi in campo. Ma non l'unico. Di lì a poco, i vincoli - veri o presunti - sono diventati l'escamotage pronto uso per bloccare opere a volte utili e spesso necessarie.
Il passo è stato breve: bloccare le grandi opere, quelle degli interessi forti, ha portato a bloccare, spesso in maniera strumentale, anche quelle piccole. Fino ad incidere negativamente sull'ordinaria amministrazione. Ed è così che uno dei provvedimenti regionali più discussi degli ultimi anni, a Cagliari si è trasformato in un utile strumento in mano al Comune per giustificare l'immobilismo dei lavori pubblici. Il cantiere in stand-by lungo la via Is Maglias serve a giustificare la mancata messa in sicurezza della strada. Priva di marciapiedi e in balia di una segnaletica provvisoria e pericolosa. Persino le coperture all'amianto dei tetti delle case comunali arroccate sul colle sembravano tutelate dal vincolo della Regione. Problema poi risolto, fortunatamente, con l'avvio dei lavori.
Nelle aree circostanti sembra non potersi muovere foglia. Persino i privati cittadini sembrano scoraggiati o impediti dal cambiare le mattonelle in casa. E poco importa se nella stessa zona, nel cantiere dell'Università, le ruspe abbiano invece ripreso a muoversi. Così come in via Santa Gilla. Nell'ex cementeria, le ruspe spianano il campo all'imprenditore edile Sergio Zuncheddu per il suo megaprogetto edilizio a quattro torri. Niente da fare invece per l'orto dei Cappuccini, pericolante sotto il profilo idrogeologico e abbandonato al degrado. Che facciano comodo i vincoli?
«Il centrodestra continua su questa linea tesa a non cercare soluzioni ma buona per screditare il governo regionale», osserva Andrea Scano, consigliere comunale in quota a Progetto Sardegna. «Sulla questione dei beni identitari, l'amministrazione comunale ha bloccato una serie di possibili interventi senza prendersi la briga di definire per ogni singolo bene una fascia di tutela». Dispetti istituzionali che si traducono in un blocco strumentale e poco utile agli interessi collettivi. «Io vedo prima di tutto un effetto, un fine elettorale: creare malcontento intorno al lavoro della giunta regionale, favorendo una situazione di stallo intorno alle iniziative edilizie».
Malcontento che fa andare su tutte le furie gli imprenditori. E che si ripercuote sull'anello debole del sistema edilizio: i lavoratori, giocoforza disoccupati. Lo strumento delle intese potrebbe alleviare o ridimensionare gli effetti di un vincolo generalizzato. Almeno laddove il buonsenso le accompagna. Vedi l'amianto, una strada insicura, un sito da valorizzare piuttosto che cementificare. «Occorre trovare delle regole fisse che possano essere utilizzate per tutti», precisa la consigliera del Pd Marisa Depau. «Utilizzare le intese per affrontare casi specifici non risolve il problema». Ma dell'uso strumentale dei vincoli da parte del Comune, per nascondersi dietro un dito da puntare contro la Regione, il centrosinistra è convinto.
A giustificare gli sgambetti del Comune ci prova Alessio Mereu, presidente della commissione lavori pubblici: «La legge pone dei vincoli: rispettarla mi sembra corretto, politicamente e amministrativamente. L'intesa si trova e si deve trovare solo per le emergenze». C'è solo da sperare che mettere in sicurezza una strada, come quella di via Is Maglias, utilizzata da migliaia di studenti pedoni, lo sia. Anche perché, proprio nei giorni scorsi, l'assessore regionale all'Urbanistica, Gian Valerio Sanna, era intervenuto sulle «applicazioni abbastanza integraliste» che alcuni comuni stanno portando avanti rispetto a quelle che erano le disposizioni previste dalla giunta. Interpretazioni che possono portare a un blocco dell'attività edilizia. «Blocco - ha sottolineato Sanna - che la Regione vuole scongiurare».
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