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martedì 29 gennaio 2008

Vertici a onda Soru-sindacati-Cosa rossa:
più mezzi per politiche sociali e scuola,
salvi i posti nella formazione, parola all'aula

di Marco Murgia

Vertici e incontri, mezze promesse e qualche passo avanti. Tutto buono sino a oggi, quando in Consiglio regionale inizierà l'esame dei singoli articoli della finanziaria 2008, con annessi emendamenti e modifiche da inserire nel testo licenziato dalla commissione Bilancio all'inizio del mese. La resa dei conti - a essere buoni, la verifica delle attese - da stamattina sino all'approvazione definitiva del documento: prevista, nella migliore delle ipotesi, per l'8 febbraio.

Le ultime 24 ore sono tutte dedicate a ricucire gli strappi e a limare le distanze: tra sindacati e Giunta, poi tra sindacati e sinistra e ancora dentro la stessa maggioranza. Dall'altra parte, nel centrodestra, la linea comune è quella annunciata, e sarà confermata oggi prima dell'inizio dei lavori in aula: nessun ostruzionismo ma proposte mirate (e numerose) su sanità, istruzione, lavoro e industria.

La giornata ha come protagonisti i sindacati: il via vai dei segretari di Cgil, Cisl e Uil tra il palazzo della Regione e quello del Consiglio inizia la mattina, con una convocazione da parte del presidente Renato Soru richiesta a gran voce nei giorni scorsi dalle tre sigle e arrivata quasi inaspettata. Quello verso viale Trento non è un viaggio a vuoto: Giampaolo Diana, Mario Medde e Francesca Ticca portano al tavolo richieste che sono note e riguardano in particolare le politiche di sviluppo insieme a quelle sociali e di sostegno alle famiglie, il lavoro e la formazione professionale.

Non è un viaggio a vuoto per una serie di buoni motivi. Dovranno essere confermati da un documento a firma dell'assessore al Bilancio Eliseo Secci che entro questa mattina dovrebbe arrivare sulle scrivanie dei sindacati, ma le aperture della Giunta su alcuni passaggi fondamentali sembrano esserci tutte. Sulle politiche del lavoro e sulla formazione professionale, certo, ma soprattutto sulle politiche sociali e di sostegno alle famiglie, con una dotazione di 75 milioni in più rispetto ai 265 milioni del 2007.

Trecentoquaranta milioni che dovrebbero andare a rafforzare gli interventi dell'anno scorso in materia di sostegno allo studio - 10 milioni per borse di studio e alloggi per i fuorisede - e alle famiglie prive di reddito (20 milioni, 15 in più rispetto alla scorsa manovra); quelli in favore dei soggetti con handicap gravi (36 milioni) e gli investimenti per l'inserimento lavorativo, pari a 20 milioni: sono solo alcune voci, sufficienti per far definire l'incontro «positivo» soprattutto da parte della Cgil, mentre Cisl e Uil attendono la concretizzazione delle misure.

Giusto il tempo di rifiatare e via verso il palazzo del Consiglio regionale per l'appuntamento fissato con gli esponenti di Rifondazione Comunista, PdCI e Sinistra democratica: in agenda la presentazione degli emendamenti che la Cosa rossa porterà in aula: dalle politiche del lavoro all'istituzione di un fondo regionale per l'occupazione; dal sistema regionale e territoriale dei servizi per il lavoro al sistema complementare regionale degli ammortizzatori sociali dalla trattazione delle crisi occupazionali acute sino alla formazione professionale. Neanche un dubbio sull'esito, visto che gli argomenti erano gli stessi rilanciati dai sindacati con la manifestazione del primo dicembre.

L'ultimo round in serata, con il vertice di maggioranza tra i componenti della commissione bilancio, i capigruppo e il presidente della coalizione Renato Soru. Assenti Udeur e Sdi, questi ultimi per impegni precedenti, anche in questo caso i passi avanti concreti ci sono, anche se «manca la sintesi finale», chiarisce Siro Marroccu (Pd), «su alcuni temi». Niente di irreparabile, sembra di capire, e ci sarà tempo per discuterne sino al giorno del confronto sull'articolo 6.

Intanto c'è l'accordo raggiunto sulla formazione professionale. Nessun licenziamento fra i lavoratori iscritti all'albo della ex legge 42 non coinvolti nell'esodo incentivato o nel trasferimento agli enti locali: saranno riassorbiti nella formazione pubblica con la stessa tipologia di contratto e uguale sistema previdenziale. La maggioranza presenterà poi un ordine del giorno da inserire tra i maxicollegati alla finanziaria che prevede la riforma del sistema da approvare entro giugno, con la garanzia della prosecuzione dei corsi. Bene anche la discussione sul fondo di rotazione regionale da utilizzare come anticipazione della cassa integrazione, in convenzione con una finanziaria tipo la Sfirs - garantirà l'anticipo dei pagamenti nei 5 o sei mesi canonici che passano dalla concessione degli ammortizzatori sino al pagamento dei lavoratori - e con l'Inps.

Le risorse destinate ai centri per l'impiego passeranno da straordinarie a ordinarie, con una dotazione aggiuntiva di 10 milioni di euro che portano la cifra totale per il 2008 a 30 milioni (ma la sinistra ne chiede 40) e 10 milioni andranno a rifinanziare il programma “Sardegna fatti bella”: non avrà più regia regionale ma i fondi andranno direttamente in capo ai comuni, in aggiunta a quelli del fondo unico per gli enti locali.

Altro tema caldo era quello legato alle università diffuse, posto in particolare dallo Sdi ma caro a tutti i gruppi della maggioranza: la garanzia, in questa direzione, è che tutti i corsi già attivi saranno portati a termine. La novità, invece, riguarda i 10 milioni stanziati per gli studenti più meritevoli: con un assegno da 6mila euro destinato agli universitari in corso e per i diplomati che arrivano negli atenei con un voto di maturità adeguato, ancora da stabilire nelle direttive degli assessorati. L'occhio di riguardo, in questo senso, è per chi sceglierà facoltà tecnico-scientifiche. È un'idea che in qualche modo supera la proposta di Forza Italia, che chiederà in aula l'incremento delle risorse per le università diffuse da 4 a 8 milioni e mezzo di euro: «Solo con il raddoppio della dotazione finanziaria si potrà garantire la prosecuzione dei corsi e il regolare svolgimento dell'attività didattica anche per il prossimo anno».


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