martedì 29 gennaio 2008
Lettere.
di Domenico Canu
Dopo 48 ore passate in Catalogna estraneato dal carnevale parlamentare italiano, vorrei azzardare qualche previsione. La stampa spagnola riferisce la situazione in maniera distaccata, analitica ed obiettiva (purtroppo). Immergendomi nell'internet tricolore ritrovo le tifoserie, gli arlecchini ed il teatro. Per cui anch'io mi improvviso commediografo e preveggente.
Veltroni, Marini, Draghi… Se l'Inghilterra ha chiamato Capello come allenatore della nazionale di calcio, perché non proporre uno straniero come primo ministro. Penso a Felipe Massa, brasiliano, di temperamento vicino a noi piú di Raikonnen, ferrarista, quindi rappresentante di “efficienza italiana”.
Gli manca la competenza politica? Piú di Mastella e Cuffaro? Allora importiamo Joschka Fischer, grande ministro degli esteri tedesco, o Tony Blair. Essendo di casa in Toscana, parlicchiano anche italiano, probabilmente piú comprensibile del politichese. Forse peró tutti e due sono svantaggiati dalla giovane etá.
Altra ipotesi: Casini per un governo da D'Alema a Maroni, senza estremismi, di solidarietá nazionale. Giustizia a Berlusconi, Finanze a Bossi, Interni a Cossiga, Ambiente a Bassolino e Sanitá alla Montalcini (esempio di longevità e di buon augurio). Forse è un po' incasinato. Torniamo allora ad una persona popolare: Pippo Baudo; è tenace, inossidabile, meridionale centralizzato, di immagine ed ha passato i 70 come mister B e prof P.
Meglio le elezioni? Da buoni cattolici e non mussulmani, ci va bene il porcellum; va sempre bene per eleggere i separatisti cabarettisti del nord, il lama Barbato, i Luxuria e i Caruso di moda e di turno e tutti quegli amministratori comunali o regionali che dopo aver fallito localmente vengono premiati nelle residenze dorate di Montecitorio o di palazzo Madama. Certo che rimpiangere Spadolini o Craxi è triste.
Rimane un'ultima possibilitá: un governo degli estremi con staffetta Bertinotti-Fini. D'altronde il nostro parlamento non è un arco da dx a sx ma un cerchio che unisce tutti: deputati ed imputati, separatisti e meridionalisti, politici e protagonisti della tv.
Per fortuna ho solo scherzato, ma non scherzi chi va a Roma.
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