martedì 29 gennaio 2008
La botta arriva in un momento quantomai opportuno, a poche ore dall'inizio della discussione sui singoli articoli della finanziaria 2008 in Consiglio regionale: secondo Giovanni Maria Azara, presidente di Confartigianato Sardegna, la manovra «è del tutto insufficiente per le misure a favore dello sviluppo delle microimprese. Anche la positiva proposta di riduzione dell'Irap per le piccole e medie imprese toccherà, infatti, solo un numero ristretto di artigiani, penalizzati oltremodo dal reperimento di risorse finanziarie». Tanto da essere pronti a «scendere in piazza», per protestare contro la politica della Regione che «colpisce duramente al cuore il comparto». Praticamente in tempo reale anche la risposta di viale Trento: affidata a una nota che ribadisce la centralità del settore, confermata dagli stanziamenti previsti nel bilancio 2008.
Il balletto delle cifre, in questi casi, è d'obbligo. Da una parte, le ottomila imprese sarde iscritte all'associazione di categoria chiedono più attenzione per le politiche del credito e bollano come «misure non adeguate» le proposte di diminuire i contributi per l'abbattimento del tasso di interesse dei mutui e sugli affidamenti alle imprese artigiane; dall'altra criticano la riformulazione della legge 51 del 1993, principale strumento di incentivazione finanziaria del settore che, dal 2000 al 2003 ha prodotto nell'isola circa 20mila occupati in più: «La scelta scellerata della Giunta Soru di pasticciare uno strumento consolidato, snello ed efficace come la legge regionale 51», spiega Azara, «ha fatto venir meno uno strumento di crescita e consolidamento delle imprese artigiane.
La legge, così come è stata modificata, secondo Confartigianato non corrisponde più alle esigenze delle imprese e, in ogni caso, le risorse assegnate al capitolo di bilancio sono insufficienti, dal momento che, nel bando del 2006, tra le tante richieste risultate ammissibili solo il 30 per cento hanno avuto soddisfacimento».
Nei sette anni compresi tra il 2000 e il 2007, per effetto dei fondi stanziati dalla legge 51, l'artigianato sardo ha effettuato nuovi investimenti per quasi 900 milioni di euro. Il comparto artigiano, ricorda il rappresentante della Confartigianato, rappresenta il 24,8 per cento di tutte le imprese sarde e, in particolare, il 78,8 per cento di quelle del settore dell'industria in senso stretto, il 75,5 per cento delle costruzioni e il 19,7 per cento di quelle che operano nei servizi. Il settore, inoltre, produce un fatturato annuale di 5 miliardi di euro e 3,5 miliardi di valore aggiunto prodotto con oltre 95mila addetti occupati, tra titolari di imprese, soci e lavoratori.
Netta la risposta della Giunta: «Il comparto dell'artigianato è ed è sempre stato al centro delle politiche della Regione. Lo dimostra il fatto che nel bilancio 2008 licenziato dalla Giunta lo stanziamento che finanzia la legge 51/93 non è diminuito rispetto allo scorso anno ed è stata confermata l'entità di 33 milioni di euro. A questi si aggiungono 8 milioni di rifinanziamento della legge 12/01 sull'apprendistato, 5 milioni per iniziative legate all'artigianato artistico e altri 6 milioni e 600mila euro a sostegno di altre agevolazioni a favore delle imprese artigiane. Più 3 milioni per integrazione fondo rischi delle cooperative artigiane di garanzia. Pertanto il totale dei fondi regionali destinati al comparto ammonta a 55milioni e 600mila euro».
Le cifre non bastano. Per replicare alla Confartigianato la Regione ricorda che «sino al 2004 la legge 51 era completamente slegata dai vincoli di bilancio. I primi due anni di vita dell'amministrazione Soru sono stati pertanto impegnati nel riparare i danni causati da una gestione dei contributi priva di controllo introducendo un bando pubblico che ripartisse le risorse disponibili secondo criteri oggettivi. Un importante passo avanti è stato compiuto nel far fronte alle migliaia di pratiche inevase che si erano accumulate: nel 2005 e 2006 l'assessorato ha rimesso in sesto le pendenze onorando gli impegni verso tutti gli artigiani. In questo senso sono state assegnate risorse per 100 milioni di euro a favore di 3.652 imprese generando una spesa per investimenti superiore ai 240 milioni di euro. Specificamente nel 2005 si è superata quota 58 milioni di stanziamento, nel 2006 quota 60 milioni e nel 2007 si è arrivati a 38 milioni per una media di 52 milioni di euro».
(AGI/red)
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari