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domenica 27 gennaio 2008

Qualche idea su come liberare la crescita:
potremmo copiare dalla Francia,
appena finito con le questioni più importanti

di Sergio Ravaioli

L'Italia in piena Mastelliade ha potuto dedicare poca attenzione alla pubblicazione, avvenuta in questi giorni, del “Rapporto della commissione per la liberazione della crescita francese”, commissione presieduta da Jacques Attali ed alla quale hanno contribuito anche gli italiani Mario Monti e Franco Bassanini (ne ho già scritto qualcosa in un precedente articolo).

Da irriducibile francofilo (nonostante Carla Bruni, che però è italiana) ho dedicato un po' del mio tempo a tradurre una breve sintesi tratta da Le Monde e dal résumé presente nello stesso rapporto. Più che di una sintesi si tratta di un sommario: chi volesse approfondire può trovare tutte le 254 pagine del rapporto, disponibile in formato pdf sul web (ovviamente in lingua francese).

Volentieri metto questa sintesi a disposizione dei due o tre lettori di AltraVoce.net i quali credono che un problema di “liberazione della crescita” si ponga anche per la Sardegna.

La proposta si compendia in otto obiettivi, per la realizzazione dei quali sono proposte le relative “decisioni fondamentali” (venti in totale, ulteriormente precisate in 300 “decisioni”).

OBIETTIVO Nº 1. Preparare la gioventù all'economia del sapere ed all'assunzione del rischio
Decisione fondamentale 1.a. Darsi i mezzi necessari affinché tutti gli alunni, prima della fine della 6º classe, padroneggino il francese, la lettura, la scrittura, il calcolo, l'inglese, il lavoro di gruppo e l'informatica.
Decisione fondamentale 1.b. Costituire dieci grandi poli d'insegnamento superiore e di ricerca attorno a dieci campus, reali e virtuali, che definiscano le condizioni d'eccellenza dell'insieme del sistema di formazione superiore e della ricerca.
OBIETTIVO Nº 2. Partecipare pienamente alla crescita mondiale e diventare campione della nuova crescita.
Decisione fondamentale 2.a. Restituire alla Francia tutti i mezzi (tra i quali la ricerca) per prendere un posto di prima fila nei settori dell'avvenire: digitale, sanità, ecologia, turismo, solare, pile a combustibile, biotecnologie, nanotecnologie, neuroscienze.
Decisione fondamentale 2.b. Mettere in cantiere dieci “Ecopolis”, città e quartieri di almeno 50.000 abitanti, che integrino tecnologie verdi e tecnologie della comunicazione.
Decisione fondamentale 2.c. Avviare da subito la costruzione della rete telematica ad alta velocità per tutti: nelle case, nei luoghi di lavoro e nella pubblica amministrazione.
Decisione fondamentale 2.d. Realizzare le infrastrutture necessarie (porti, aeroporti e strutture finanziarie) e potenziare l'offerta e la qualità di case popolari.
OBIETTIVO Nº 3. Migliorare la competitività delle imprese francesi. In particolare delle piccole e medie imprese.
Decisione fondamentale 3.a. Ridurre i ritardi dei pagamenti alle PMI da parte dello Stato e delle grandi imprese ad un mese dalla richiesta, ed istituire un regime fiscale semplificato per le imprese che realizzano un fatturato inferiore ai 50.000 euro annui.
Decisione fondamentale 3.b. Riorganizzare un'Agenzia che assista le imprese di costruzione e le PMI con meno di 20 dipendenti nello svolgimento delle pratiche amministrative e nei rapporti con la pubblica amministrazione nel suo complesso.
OBIETTIVO Nº 4. Costruire una società del pieno impiego.
Decisione fondamentale 4.a. Attribuire alla negoziazione tra le parti le decisioni sociali essenziali, modernizzando le regole della rappresentatività e del finanziamento delle organizzazioni sindacali e padronali.
Decisione fondamentale 4.b. Mobilitare tutti gli attori per l'assunzione dei giovani ed imporre a tutte le imprese ed amministrazioni pubbliche un rapporto annuale sul personale, differenziato per età, genere ed origine.
Decisione fondamentale 4.c. Ridurre il costo del lavoro per tutte le imprese trasferendo una parte degli oneri sociali alla tassazione generale ed all'IVA.
Decisione fondamentale 4.d. Lasciare a tutti i salariati libera scelta di proseguire un'attività senza limite d'età (una volta assicurata la contribuzione minima) beneficiando, a partire dai 65 anni, di un aumento di pensione, eliminando tutti gli ostacoli al cumulo impiego - pensione, ed abolendo tutte le possibilità di pre-pensionamento.
OBIETTIVO Nº 5. Eliminare le rendite, ridurre i privilegi e favorire le mobilità
Decisione fondamentale 5.a. Aiutare commercianti e fornitori indipendenti ad inserirsi efficacemente nella concorrenza restituendo completamente libertà di fissare i prezzi e di aprire nuove attività nel campo della distribuzione, della ricettività, del cinema.
Decisione fondamentale 5.b. Spalancare le professioni regolamentate alla concorrenza, senza compromettere la qualità dei servizi resi.
Decisione fondamentale 5.c. Incoraggiare la mobilità geografica (con la creazione di una “borsa” Internet di case popolari) e la mobilità internazionale.
OBIETTIVO Nº 6. Creare nuove sicurezze adeguate alle crescenti instabilità.
Decisione fondamentale 6.a. Considerare la formazione di tutti coloro che cercano impiego come attività da remunerare nelle forme del “contratto di aggiornamento”.
Decisione fondamentale 6.b. Coprire con assicurazione l'interruzione consensuale del rapporto di lavoro.
OBIETTIVO Nº 7. Instaurare un nuova “governance” a servizio della crescita.
Decisione fondamentale 7.a. Creare delle agenzie per i principali servizi pubblici, e far valutare tutti i servizi pubblici (scuola, università, ospedali, amministrazioni pubbliche) da organismi indipendenti.
Decisione fondamentale 7.b. Rafforzare le regioni e le unioni comunali, facendo progressivamente sparire, in dieci anni, il livello dipartimentale (i.e. provinciale).
OBIETTIVO Nº 8. Non porre il livello di vita attuale a carico delle generazioni future.
Decisione fondamentale 8.a. Ridurre dal 2008 l'incidenza delle spese pubbliche rispetto al PIL. Questa riduzione dovrà raggiungere l'1% del PIL a partire dal 2009 e ripetersi per cinque anni.

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