l'altra voce.net


sabato 26 gennaio 2008

Nel 2007 aumentati i reati anche in Sardegna
Giustizia nel pantano fra scarsi mezzi
e tempi lunghi mascherati da garantismo

Aumento dei reati e della durata dei processi penali: un mix che in una «situazione di crisi del sistema giudiziario, causata anche dalle carenze di organico e di mezzi», favorisce la criminalità che «cresce in modo non eclatante ma costante». L'allarme arriva dal presidente della Corte d'Appello di Cagliari, Vincenzo Oliveri, e sarà rilanciato oggi durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario (al teatro lirico di Cagliari, «per essere più vicini alla gente»). Una novità confermata dalla relazione introduttiva consegnata in anticipo alla stampa per far conoscere «anche a chi non potrà intervenire alla cerimonia» la situazione isolana: che non è drammatica ma certo neanche da sottovalutare.

A iniziare dal crescente affanno dei tribunali: a fronte di un maggiore carico di lavoro dovuto anche all'aumento delle denunce, «il processo penale procede a rilento a causa della lungaggini del codice improntato ad un eccessivo garantismo», secondo Oliveri «non sempre giustificato». Aggiunge il procuratore generale della Corte d'Appello di Cagliari, Ettore Angioni: «Ai nostri giorni il processo penale ha finito per perdere, nella quasi totalità dei casi, ogni carattere di garanzia e giustizia».

Riflessioni diverse che denunciano le lentezze del sistema giudiziario. Il procuratore sottolinea - citando come esempio i casi di Sofri e Bompressi - come il processo «penalizzi quanto mai l'imputato innocente e si ritorca in danno ancora più grave per lo stesso imputato colpevole che dovesse ritrovare il carcere dopo molti anni dal delitto, quando magari, inserito a pieno titolo nella società, sia diventato un'altra persona». Per Oliveri «il processo è nettamente in crisi soprattutto a causa degli inaccettabili tempi che intercorrono tra il suo inizio e l'esecuzione della pena». L'eccessiva durata rappresenta «una gravissima lesione dei diritti fondamentali della persona».

Poi l'analisi dei reati, in crescita definita «costante»: «Nel periodo preso in esame si sono verificati nel territorio del distretto 58 omicidi volontari (3 in più del periodo precedente): la maggior parte sono motivati da ragioni di vendetta o rendimento di conti, più frequentemente da faide paesane». La relazione definisce «allarmante» il numero di reati contro il patrimonio. I furti sono stati oltre 26mila (a fronte dei quasi 20mila del periodo precedente) mentre le rapine 635 (contro 479): comprese nel totale 27 ai danni di istituti bancari, 14 a uffici postali e 13 in case private.

Ammontano a 145 le estorsioni denunciate (in crescita rispetto alle 102 del periodo precedente), mentre si registrano anche due sequestri di persona: oltre a quello di Titti Pinna cominciato nel 19 settembre 2006 e concluso nel 2007, anche quello del direttore di banca Giampaolo Cosseddu e della moglie, a Galtellì lo scorso ottobre, liberati il giorno dopo dopo il pagamento di 30mila euro prelevati dalla cassaforte della filiale.

Crescono i reati commessi da stranieri, regolari e non, soprattutto provenienti dal Maghreb e dai paesi asiatici. Il numero dei procedimenti a loro carico, dal luglio 2006 al giugno 2007, è quasi raddoppiato rispetto al periodo precedente passando da 1.993 a 3.116. Per il presidente Oliveri «il dato desta non poca preoccupazione» in relazione all'esistenza di organizzazioni criminali «radicate nel territorio» e sempre più spesso «impegnate nell'immigrazione clandestina e nello sfruttamento della prostituzione».

Ancora elevato è anche il numero delle violenze sessuali: i procedimenti penali sono stati 370, nel periodo preso in considerazione, contro i 277 di quello precedente. In 72 casi le violenze sono state commesse contro minori. Gli abusi, nella maggior parte dei casi, ha avuto come sfondo l'ambiente familiare. Sono cresciuti anche i reati contro «l'incolumità pubblica e la salute dei cittadini»: 2.313 i procedimenti per inquinamento delle acque e 948 le violazioni legate alle discariche abusive.

In notevole crescita anche le frodi comunitarie, con 204 procedimenti rispetto ai 39 del periodo precedente e il numero dei reati in materia informatica che sono praticamente raddoppiati (679 contro 392). In «sensibile flessione», invece, i reati societari e «in apparente lieve diminuzione» quelli contro la pubblica amministrazione (2.026 contro 2.098). Per quanto riguarda la giustizia minorile la situazione «non desta particolari preoccupazioni», anche se aumentano i reati, soprattutto furti, rapine e estorsioni in danno di altri minori.

Per il procuratore generale Angioni un problema è anche «il caotico e dissennato proliferare di leggi, discutibili nella sostanza e nella forma» che hanno colpito il settore penale. Di contro c'è la mancata attuazione di «riforme indispensabili per mettere la giustizia al passo con la società moderna»: servono quindi interventi «per ridare un minimo di efficienza al dissestato sistema processuale» e «una attenta revisione delle circoscrizioni giudiziarie per dare maggior snellezza al sistema». L'attacco è anche per la disposizione che impedisce «di destinare i magistrati ordinari al termine del tirocinio a svolgere funzioni requirenti e monocratiche giudicanti. Con la sua entrata in vigore diventerà praticamente impossibile far fronte alle esigenze dei vuoti di organico nella maggior parte delle sedi giudiziarie del sud del paese e della Sardegna in particolare».

(AGI/red)


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari