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sabato 26 gennaio 2008

Finanziaria, schiarita tra Soru e la sinistra
ma protestano Idv e lo Sdi: mani libere
Cgil: impegni disattesi, l'emendamento non c'è

di Marco Murgia

Avanti a piccoli passi verso una linea che sia il più possibile comune. La maggioranza cerca il filo da seguire durante la discussione della legge finanziaria regionale, che inizierà in Consiglio martedì mattina. Per ora il filo è quello rosso, visto che il vertice di ieri doveva essere di tutta la coalizione e invece ha visto come protagonisti la Sinistra Arcobaleno e lo Sdi: guarda caso, i gruppi che durante il dibattito generale sulla manovra avevano sollevato le critiche maggiori su argomenti come le politiche del lavoro, la formazione professionale, i consorzi industriali e le anticipazioni sulle entrate future.

Passaggi fondamentali, nella manovra 2008, «da affrontare in maniera seria e non in stanze con 40 persone presenti pronte a parlare dell'universo mondo», sottolinea il segretario del Prc Michele Piras. Chiedevano attenzione particolare, la Sinistra e lo Sdi: accordata dal presidente della Regione Renato Soru dopo appena un'ora di vertice collegiale con i segretari, i capigruppo e i commissari di maggioranza della commissione Bilancio. Appuntamento per la seconda tappa spostato dal palazzo del Consiglio regionale a quello di viale Trento, per un nuovo incontro ristretto con i rappresentanti di mezza coalizione.

La decisione non piace a nell'altra metà: se il Pd aveva annunciato l'intenzione di voler fare proprie le istanze degli alleati - l'interessamento specifico di Soru su quelle proposte è un segnale preciso e quindi ben accetto - è diverso e contrario il ragionamento dell'Italia dei Valori. «I problemi vanno affrontati collegialmente», sottolinea il consigliere Adriano Salis. «Seppur legittimi, gli incontri bilaterali vanno superati perché danno un senso di sfilacciamento della coalizione e di conseguenza di un suo indebolimento agli occhi dell'opinione pubblica sarda». Le richieste del gruppo di Palomba dovrebbero arrivare sul tavolo della presidenza lunedì pomeriggio, durante un incontro organizzato ad hoc.

Nelle stesse ore gli esponenti della Sinistra Arcobaleno incontreranno i sindacati per presentare il maxiemendamento già illustrato ieri al presidente Soru. I passi avanti ci sono stati: il segretario di Sinistra democratica Massimo Zedda parla di «incontro positivo», mentre Piras sottolinea un «cauto ottimismo». Vero è che «non tutto è stato chiarito», ma la distensione - dopo che lunedì il segretario di Rifondazione aveva abbandonato un altro incontro sbattendo la porta - è netta: «La proposta presentata è in fase di approfondimento nella maggioranza». Secondo Sinistra democratica dopo i passi avanti «serve un'azione forte e visibile».

Per ora basta questo: «Continuo a essere fiducioso» dice il capogruppo di Rc Luciano Uras, «perché penso che la sinistra stia lavorando unita con la necessaria convinzione: lunedì e martedì saranno giornate decisive». Dall'incontro di ieri - presenti anche gli assessori Secci, Mongiu e Congera - la Sinistra Arcobaleno porta a casa la conferma per l'istituzione di un fondo per l'occupazione da alimentare con risorse regionali, statali e comunitarie («È presente nella manovra, ma resta da capire quante siano le risorse destinate», dice Piras) e della Conferenza regionale per l'occupazione prevista dalla legge 20 del 2005, su base trimestrale, a cui dovrebbe partecipare le parti sociali e le imprese. Accordo fondamentalmente raggiunto sulla formazione professionale: «Non sarà rifinanziata la 42; i lavoratori in esubero saranno riassorbiti dall'assessorato al Lavoro e reinseriti nei centri pubblici regionali».

Quelle che restano aperte sono le partite sulle risorse per l'occupazione femminile e giovanile e il fondo regionale integrativo a quello nazionale per gli ammortizzatori sociali da destinare ai lavoratori delle industrie e delle imprese in situazione di crisi acuta. In totale, un pacchetto che dovrebbe assestarsi sui 250 milioni di euro: «Un investimento forte, ma i 20 milioni previsti non sono neanche lontanamente sufficienti».

Meno soddisfatti i rappresentanti dello Sdi, Peppino Balia e Pierangelo Masia. Arriva la conferma delle mani libere già annunciata in aula sul voto dei singoli articoli in vista di quella che dovrebbe essere una «finanziaria più socialista». Una scelta frutto dell'accoglimento di alcune istanze ma del contemporaneo congelamento di altre. Nessun passo indietro, ha ribadito Soru, sulla questione delle anticipazione delle entrate e sui consorzi industriali: erano le due richieste più importanti messe sul tavolo dallo Sdi. Fuori dai giochi anche le richieste di incrementare i fondi a favore della legge 51 sull'artigianato, della legge 10 sul commercio, della legge 1 sull'imprenditoria giovanile, e della legge 23 con la quale la Regione si accollava una quota di oneri assicurativi per le nuove assunzioni nelle imprese: ma, annuncia Masia, «ripresenteremo gli stessi emendamenti in aula».

Accolte invece le proposte sulle politiche per la casa: in finanziaria sarà presente sia il sistema dell'abbattimento del mutuo che quello del contributo una tantum di 25 mila euro per l'anticipo per l'acquisto della casa da parte delle giovani coppie; il rifinanziamento dei corsi già avviati nell'ambito dell'università diffusa e l'unificazione dei fondi per la dispersione scolastica; la divisione in due rate del pagamento dell'Ici per le seconde case al mare per i non residenti e l'abbattimento dell'imposta per quei terreni ricadenti in zona C e divenuti non edificabili per effetto dell'approvazione del piano paesaggistico regionale.

Critiche dai sindacati:
inascoltate le nostre proposte

Tornano in fibrillazione anche i sindacati, critici con il disegno di legge tanto da annunciare una «forte e unitaria iniziativa di lotta» da tenere mentre l'assemblea di via Roma discuterà la manovra. «La Cisl concorda con quanti in Consiglio regionale ritengono indispensabile modificare profondamente il disegno di legge finanziaria per il 2008, in special modo sulle politiche del lavoro» ribadisce in una nota il segretario generale Mario Medde. «Senza un forte segnale sul lavoro e sulle misure di contrasto alle povertà la finanziaria regionale è infatti del tutto inadeguata a far fronte all'emergenza fondamentale dell'isola: all'inconsistenza delle politiche del lavoro nella finanziaria si aggiungono i ritardi enormi sugli impegni assunti dal Governo nazionale e che ormai, per la crisi aperta, verranno ulteriormente rinviati a tempo indeterminato».

È il motivo per cui «in attesa della discussione dell'articolo 6 della finanziaria (che contiene appunto i temi del lavoro e della formazione), la Csil sta valutando l'opportunità di un sit-in di lavoratori e disoccupati in concomitanza con i lavori del Consiglio regionale». Da discutere nella riunione unitaria di Cgil, Cisl e Uil in programma per martedì.

Duro anche il commento della Cgil: «A pochi giorni dall'arrivo in aula della finanziaria, prendiamo atto che il presidente della Regione e l'intera Giunta hanno dimenticato gli impegni presi dopo la manifestazione del primo dicembre», attacca il segretario generale Giampaolo Diana. «Non c'è alcun emendamento che tenga conto degli interventi suggeriti dal sindacato, dei quali peraltro avremmo dovuto discutere in una serie di incontri. Non siamo stati più convocati - lamenta il leader sindacale - per discutere i fondamentali interventi su lavoro e su politiche sociali. Non ci resta che rivolgerci ai capigruppo della maggioranza per tentare di far arrivare in Consiglio le nostre proposte».

Una scappatoia ci sarebbe: cioè «che il presidente e la Giunta decidano nelle prossime ore di recuperare l'ingiustificato ritardo convocando i sindacati per concretizzare finalmente quegli impegni. Dopo la manifestazione di dicembre il presidente della Regione aveva avuto la sensibilità di convocarci ma poi il confronto, come al solito, è stato bruscamente e inspiegabilmente interrotto».


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