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sabato 26 gennaio 2008

Regione, altri 58 milioni per l'edilizia popolare
centri storici da riqualificare, affitti sociali
alle nuove famiglie, no ad altre periferie-ghetto

Prosegue a grandi passi il programma straordinario di edilizia abitativa messo in campo dalla Regione. Approvato dalla Giunta a dicembre, il piano passa alla fase due: dopo l'attribuzione diretta a 100 Comuni sardi di 80 milioni di euro, su uno stanziamento complessivo di quasi 148 milioni di euro, in gran parte di provenienza regionale, ora vengono messe a bando risorse aggiuntive per un totale di oltre 58 milioni e mezzo.

«La Regione», spiega l'assessore ai Lavori pubblici Carlo Mannoni, «continua a privilegiare il recupero di immobili pubblici aventi destinazione non residenziale, in modo tale da valorizzare e utilizzare il patrimonio edilizio esistente ma inutilizzato». L'obiettivo è semplice: «Otteniamo due risultati in uno: riqualificare i centro storici e gli spazi urbani inutilizzati, e contenere il consumo del territorio, contrastando la formazione di nuove periferie laddove non sia strettamente necessario. Ci aspettiamo una grande risposta a questo bando, che mette a disposizione una quantità ingente di risorse, e invitiamo i Comuni ad attivarsi entro 120 giorni».

Previsto l'ampliamento dell'offerta di abitazione a canone sociale a favore delle famiglie con reddito non superiore a 11.465 euro, ma una particolare attenzione sarà garantita alla realizzazione di abitazioni con elevate caratteristiche qualitative, innovative e con soluzioni progettuali adeguate ed attuali in temi di sostenibilità edilizia e qualità architettoniche.

Una quota pari al 60 per cento degli alloggi realizzati dovrà essere riservata alle famiglie di nuova formazione, ai genitori soli con figli a carico, agli anziani. Per questi ultimi dovranno essere previste particolari tipologie costruttive, per agevolare la vivibilità degli alloggi anche in regime comunitario, favorendo le misure di assistenza sociale e sanitaria.

Fino al 26 maggio i Comuni e l'Area (l'Azienda regionale per l'edilizia abitativa) potranno presentare le proposte per la localizzazione di interventi di recupero oppure di acquisto e recupero di alloggi di edilizia popolare da assegnare a canone sociale. Sarà compito delle amministrazioni individuare le famiglie che potranno usufruire degli alloggi a canone sociale.

I nuclei familiari dovranno avere requisiti ben determinati: dal limite massimo di reddito non superiore a 11.465 euro alla cittadinanza italiana o di uno stato membro dell'Unione Europea (o anche famiglie extracomunitarie in regola con i permessi di soggiorno); dalla non titolarità di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su un alloggio adeguato alle esigenze del nucleo familiare sino a non aver ottenuto agevolazioni pubbliche in qualunque forma concesse per l'acquisto, la costruzione o il recupero di abitazioni.

(AGI/red)


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