sabato 26 gennaio 2008
La bandiera a stelle e strisce non sventola più a La Maddalena: gli americani salutano e vanno via dopo 35 anni di presenza costante, e ingombrante, nell'arcipelago. La base d'appoggio per sommergibili a propulsione nucleare è stata smantellata e ieri, al termine di una breve e - per tanti partecipanti - toccante cerimonia, la Marina militare degli Stati Uniti ha ufficialmente abbandonato l'isola. Diverse centinaia di maddalenini non sono voluti mancare al saluto dell'ammiraglio Gregory Billy, capo della Naval Support Activity di La Maddalena e del contrammiraglio Michael Groothousen, comandante per l'Europa della marina militare Usa.
Il comandante della base ha voluto sottolineare la grande integrazione e l'amicizia che hanno caratterizzato i 35 anni di presenza americana nell'isola: «Non ci aspettavano di andar via dopo che, nel 2004, la base di La Maddalena era stata inclusa nell'elenco di quelle considerate durature dagli Usa nel Mediterraneo» ha detto Billy prima di scambiare le rispettive bandiere con l'ammiraglio di Marisardegna, Ermenegildo Ugazzi. Emozionato anche il sindaco Angelo Comiti: «Pensavo di essere preparato per questo momento».
In 35 anni, la base ha dato assistenza a mille tra navi e sommergibili americani. I militari di stanza nell'arcipelago erano 1.600, insieme a 100 impiegati civili americani e un migliaio di familiari. Alla cerimonia erano presenti anche i sindaci di altri centri galluresi, il vescovo di Tempio monsignor Sebastiano Sanguinetti, il prefetto Paolo Guglielman e il questore di Sassari, Cesare Palermi. Assenti la Regione e la Provincia di Olbia-Tempio.
Una svolta storica che non poteva passare inosservata neanche sull'altro versante, fra quanti aspettavano da tanto questo giorno: «L'ammainabandiera mette finalmente fine a decenni di servitù militare», è il commento di Legambiente, «e restituisce il territorio dell'isola di Santo Stefano a un futuro che guarda alla sostenibilità ambientale come chiave di un rinnovato sviluppo, più robusto e duraturo per la popolazione dell'isola, che faccia leva sul turismo di qualità, sulla protezione dell'ambiente e su forme di fruizione controllata di questi luoghi che sono tra i più belli del Mediterraneo».
Un evento da celebrare: l'appuntamento fissato dall'associazione ambientalista è per la grande festa di primavera che sarà organizzata dall'associazione per salutare la partenza dell'ultima nave americana dall'isola. Parteciperanno, c'è da scommetterci, le decine di associazioni e le centinaia di cittadini che in questi anni hanno lottato contro la presenza dei sommergibili nucleari statunitensi.
(AGI/red)
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