venerdì 25 gennaio 2008
Contro Renato Soru un altro fronte d'attacco. Chiamando in casa suo fratello Emanuele. Un articolo abbastanza scombinato di E-polis il Sardegna, proposto con titolo a tutta pagina in prima e poi con grande evidenza all'interno, ha “svelato” ieri che Emanuele Soru (il produttore delle patatine “Crocchias”, impegnato da molti anni in varie attività) a metà novembre scorso aveva visitato il Tecnocasic in compagnia di un cliente dell'impianto di Macchiareddu, esprimendo giudizi positivi sul suo funzionamento.
Il giornale già di Grauso e ora di Alberto Rigotti - Marcello Dell'Utri dà conto della visita ricavando la notizia da una relazione del direttore del Tecnocasic Mario Murgia (esponente dell'Udc), inviata al presidente Pier Andrea Lippi (Forza Italia) e all'amministratore delegato Sandro Usai (presidente del Casic, Udeur). Da questo sconvolgente annuncio si passa, saltando di palo in frasca, a parlare della società di Aurelio Carcanella, «cliente abituale del Tecnocasic», la persona che aveva chiesto di visitare l'impianto assieme ad Emanuele Soru, oltre due mesi e mezzo fa. Nella stessa pagina, un articolo integrativo spiegava che Tecnocasic rientra nella partita dei Consorzi industriali, collegando implicitamente la visita del fratello di Soru, che appare come un “esploratore” - non si capisce a quale scopo - per conto del fratello.
Nell'articolo non si fanno altri cenni. Ma il rilievo e la presentazione dell'inchiesta relativa a un fatto di novembre e senza alcun altro dato, sembrano di per sé suggerire che la visita vada collegata all'interesse che Tecnocasic ha assunto in relazione allo smaltimento dei rifiuti campani (benché avvenuta ben prima) e alla sua strategicità nei piani della Regione per il trattamento della spazzatura. Collegando tutto a Soru attraverso la ricognizione del fratello a Macchiareddu.
Il presidente della Regione ha reagito con la massima durezza con un comunicato in cui si parla di «informazione spazzatura», il cdr del Giornale di Sardegna ha replicato minacciando querele, il fratello di Soru ha dato la propria versione del fatto, sottolineando la casualità della visita ed escludendo ogni collegamento di qualsivoglia natura. Ci sono molti aspetti singolari e a dir poco sospetti ed inquietanti nella vicenda (li commentiamo a parte), con probabili polpette avvelenate e trappole parate senza esposi troppo.
Ma c'è anche una notizia fresca davvero, che forse c'entra con la tempistica del tutto. Ieri Renato Soru, con gli assessori all'ambiente Cicito Morittu e agli affari generali Massimo Dadea, ha visitato gli impianti del Tecnocasic: come va da tempo facendo del tutto riservatamente con altri della zona e industrie (l'ultima era stata la “Remosa”) operanti a Macchiareddu e in varie realtà della Sardegna. La visita era stata programmata per lunedì fin dalla settimana scorsa. Per sopraggiunti impegni, era stata rinviata a martedì ma annullata perché Soru aveva partecipato alla seduta del Consiglio regionale con la Lega delle autonomie. Posposta a mercoledì, era stata ancora rinviata perché il presidente era dovuto volare a Roma, definitivamente fissata per ieri mattina. È avvenuta regolarmente: in concomitanza con la pubblicazione su il Sardegna dello “scoop” della visita di Emanuele Soru il 13 novembre scorso. Una coincidenza? Probabile, anche se la scoperta del fatto di due mesi e mezzo prima resa nota proprio mentre Renato Soru entrava in Tecnocasic con due assessori appare quanto meno singolare.
E veniamo ai dati di cronaca. In mattinata, dopo aver visto e letto il Sardegna (titolo in prima: “Il caso. Soru jr, due passi nel Casic. Una terza nave di spazzatura”. Nel sottotitolo, “Chieste informazione sul funzionamento dell'impianto”, il presidente ha reagito in termini durissimi. «Mettendo assieme bugie e mezze verità, si cerca di confezionare un dossier per condizionare le scelte politiche. Ma è informazione-spazzatura, maleodorante più della materia che tratta». Così Soru ha commentato l'articolo. Una nota dell'ufficio stampa della Regione stigmatizza, di fatto, che «domande di circostanza fatte da un congiunto del presidente mentre accompagnava per cortesia un conoscente, «abituale cliente del Tecnocasic», vengano «collegate all'iniziativa politica della Regione per lo scioglimento dei consorzi industriali».
Molto decisa anche la replica del comitato di redazione di E-polis. «Renato Soru parla di “informazione spazzatura, maleodorante più della materia che tratta” in riferimento all'articolo di Marco Mostallino pubblicato oggi da Il Sardegna. Nel pezzo si fa riferimento alla visita del fratello del presidente della Sardegna al termovalorizzatore Casic. Il governatore replica, e insulta, ma non smentisce, né precisa le notizie riportate dal nostro collega. Anzi, a leggere bene forse conferma quanto scritto». Il cdr conclude così: «Respingiamo, dunque, la spazzatura al mittente, riservandoci di tutelare il collega Mostallino e l'onorabilità della testata presso tutti gli organi competenti».
Emanuele Soru ha affidato a una nota alle agenzie la spiegazione del fatto. La visita al Tecnocasic «nulla aveva e ha a che fare con la riforma dei consorzi industriali e le operazioni immobiliari alle quali l'autore dell'articolo collega la visita con evidente forzatura». Emanuele Soru conferma di aver accompagnato agli impianti Aurelio Carcanella, titolare della società Setrand, che smaltisce monitor e altri materiali elettronici anche per Tiscali.
«Nella tarda mattinata del 13 novembre del 2006 mi ha invitato ad accompagnarlo a un appuntamento con il direttore generale del Tecnocasic, Mario Murgia, dal quale era diretto per affrontare questioni legate alla sua attività. Dopo il loro incontro di lavoro, in compagnia del direttore generale e su suo invito, abbiamo visitato alcune parti dell'impianto, verso il quale io ho manifestato una normale curiosità da inesperto della materia, disinteressato a qualunque attività anche soltanto lontanamente collegata. La visita, durante la quale ho rivolto al direttore qualche domanda generica e di circostanza, è durata una ventina di minuti ed è finita con un cortese invito a pranzo in un vicino ristorante, che il direttore generale ha cortesemente accettato. Da allora», conclude Emanuele Soru, «non mi sono mai più “occupato” di rifiuti e impianti di smaltimento, se non da lettore dei giornali».
In riferimento ad altri aspetti contenuti nell'articolo, Soru jr precisa che la Setrand nel 2006 e nel 2007 ha fatturato nel complesso meno di 200 mila euro alla Asl di Sanluri e che la società ha avuto a che fare con lo studio Macciotta, ma non con quello dell'avvocato Giuseppe Macciotta: «Citando quest'ultimo avvocato, l'articolo si conclude - sostiene Emanuele Soru - con uno scambio di nomi che rende evidente come tutto il servizio sia costruito sulla base di insinuazioni, equivoci e forzature».
Naturalmente non poteva mancare l'assist politico al quotidiano di Marcello Dell'Utri e Alberto Rigotti e un grottesco siluro del forzista Carlo Sanjust a Renato Soru. «Se il Tecnocasic apre le porte ai semplici cittadini, allora sarà anche importante pubblicizzare l'iniziativa e invitare la popolazione a inoltrare domanda alla dirigenza per poter effettuare una visita guidata all'impianto di smaltimento dei rifiuti. Potrebbe essere, questa, una valida alternativa anche per le giornate di “musei aperti”», scrive Sanjust in una nota stampa. «Credo che anche gli altri cittadini, infatti, abbiamo lo stesso diritto, e forse anche il dovere, di verificare le potenzialità e la sicurezza del termovalorizzatore che sta smaltendo, senza sosta, i rifiuti provenienti dalla Campania. Non possono essere solamente alcuni privilegiati ad essere informati sulle potenzialità dell'impianto».
Si domanda il consigliere regionale di Forza Italia: «Che titolo aveva il fratello del presidente della Regione per chiedere una visita guidata all'impianto di termovalorizzatore del Tecnocasic, seppure accompagnato da un conferitore dello stesso impianto di smaltimento? E per quali motivi il fratello del Governatore si è dimostrato così interessato alle potenzialità dell'impianto? Cosa lega questa visita anomala al recente arrivo di spazzatura dalla Campania?». «Credo che il Governatore non possa minimizzare questo fatto - conclude Sanjust - classificando la notizia come “spazzatura”. Spazzatura, magari sì, ma quanto accaduto non può essere certamente “differenziato” dagli ultimi avvenimenti».
Ieri intanto il presidente della Regione Renato Soru ha visitato gli impianti del Tecnocasic di Macchiareddu in compagnia degli assessori Cicito Morittu e Massimo Dadea. La visita, già concordata nei giorni scorsi, era stata rinviata più volte per gli impegni del presidente a Roma. Soru e gli assessori sono stati ricevuti dal direttore generale Mario Murgia, che ha fornito i dati sullo smaltimento dei rifiuti provenienti dalla Campania e ha spiegato sia le capacità di trattamento che ha oggi l'impianto di Macchiareddu che quelle che avrà in prospettiva. «Il presidente ha voluto rendersi conto di persona del lavoro del Tecnocasic - ha riferito l'assessore Cicito Morittu - e abbiamo espresso di nuovo l'apprezzamento per la disponibilità subito mostrata davanti all'emergenza nazionale e per la capacità messa in campo».
Ma la visita è stata movimentata dalla dure reazioni di Soru contro Mario Murgia, autore del “rapporto” di novembre sulla visita del fratello del presidente. Il quale gli ha contestato in tonui bruschi, con urla risuonate in tutto l'edificio, di essersi comportato «peggio del Kgb», utilizzando un fatto del tutto irrilevante e innocente per presentarlo come sospetto e grave nel suo “dossier” finito al GdS con significativa tempistica. «Lei non è degno di essere direttore del Tecnocasic, si muove solo come un uomo dell'opposizione», è esploso Soru indignato per il tentativo di coinvolgere il fratello nella sporca guerra mossagli dal partito trasversale dei Consorzi industriali.
(red)
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