venerdì 25 gennaio 2008
Prevenzione dell'abusivismo edilizio e salvaguardia dell'ambiente: sono gli obiettivi dei nuclei di monitoraggio per il controllo del territorio che saranno messo in campo dalla Regione su proposta degli assessori Gian Valerio Sanna (Enti locali e Urbanistica) e Cicito Morittu (Ambiente). Un atto ufficiale, deliberato dalla Giunta il 9 gennaio: la finalità del servizio - in parte già attivo con il Corpo forestale regionale nelle articolazioni locali - è quella di garantire una maggiore presenza sul territorio. Saranno sedici, due per provincia, e lavoreranno in collaborazione con gli uffici tecnici dei comuni, coordinati dal direttore generale dell'Urbanistica, Paola Cannas, e dal comandante del Corpo forestale della Regione, Giuseppe Delogu.
«In seguito alla ristrutturazione della direzione Urbanistica e il conseguente accorpamento in un unico Servizio delle competenze di vigilanza e di tutela del paesaggio», spiega Sanna, «è necessario rendere tempestivamente operativo il sistema informativo territoriale, per consentire l'aggiornamento e l'accesso ai dati e per agevolare il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche e della attività edilizia in generale».
Il lavoro non mancherà, lo testimoniano i dati del rapporto sugli abusi edilizi curato da un gruppo di lavoro dell'assessorato agli Enti Locali. Tra il settembre del 2006 e l'ottobre del 2007 quelli segnalati - da 182 comuni che hanno fornito i dati su 377 - sono 1.694. In cima alla classifica ci sono Quartu Sant'Elena, con 159 casi accertati, e Alghero con 93. Seguono Olbia (65), Nuoro (53) e Cagliari (41). Le amministrazioni della fascia costiera che presentano abusi edilizi sono 78.
Il 33 per cento degli illeciti segnalati riguarda nuove costruzioni, circa il 20 per cento l'ampliamento di edifici esistenti, il 6 per cento le sistemazioni esterne, il 3 per cento lottizzazioni abusive e il resto modifiche che non comportano aumenti di cubatura. Nel 62 per cento dei casi di abusi edilizi le opere sono state eseguite senza concessione, in totale difformità o con variazioni essenziali, mentre quelle realizzate senza alcuna autorizzazione sono il 18 per cento. Quelle interessate da ordinanze di demolizione sono soltanto il 26 per cento, mentre nel 13 per cento dei casi ai proprietari sono stati notificati provvedimenti di sospensione dei lavori. I casi in cui non si è proceduto alla demolizione ordinata sono il 3 per cento.
Il fenomeno, però, resta ancora in gran parte sommerso: soltanto il 48 per cento dei comuni ha trasmesso le notizie richieste. Significa che non ci sono dati sull'abusivismo edilizio per quasi il 40% del territorio regionale, pari a una superficie di oltre 9.200 chilometri quadrati: da qui l'appello dagli assessorati per una collaborazione più attiva.
Nelle zone attorno ai capoluoghi di provincia (Cagliari, Sassari, Olbia e Nuoro) gli abusi sono riconducibili a dinamiche definite «di tipo residenziale», mentre l'altra tipologia individuata, diffusa sulle coste, riguarda le seconde case o gli edifici turistici, in particolare nei territori di Muravera, Carloforte, Arbus, Orosei (dove la demolizione di strutture abusive ha causato sue attentai nei confronti del primo cittadino in pochi giorni), Tertenia e Alghero. In provincia di Cagliari gli abusi scoperti sono stati 503, 177 in quella di Carbonia-Iglesias, nel Sassarese 291, 302 in Gallura, nel Nuorese 192, 86 in Ogliastra, nell'Oristanese 100 e 43 nel Medio Campidano.
(AGI/red)
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