giovedì 24 gennaio 2008
Lettere.
di Lilli Pruna
Nella speranza di chiudere definitivamente questa vicenda, che da subito ha assunto su certa stampa (L'Unione Sarda) toni inaccettabili, vorrei precisare agli amici e ai lettori de l'AltraVoce che non ho rinunciato alla direzione dell'Assessorato del lavoro, piuttosto alla sospensione da questo incarico, sopraggiunta a mia insaputa e - come è noto - per errori procedurali dell'amministrazione regionale e non per mie responsabilità.
A seguito di questa sospensione, di cui ho avuto notizia dalla stampa, ho ritenuto di non avere più motivo di fidarmi né di confidare in una conclusione rapida e definitiva dell'increscioso incidente di percorso e ho presentato le mie dimissioni irrevocabili, sottraendomi ad una sospensione che ho ritenuto offensiva nella forma e nella sostanza.
Non sono una persona disposta ad aggrapparsi ad un ruolo di potere a qualsiasi costo, né ad accettare sospensioni, anche perché ho la fortuna di avere un lavoro bellissimo - al quale sono tornata con molta serenità - e un'indole poco accondiscendente.
Le polemiche di bassissimo profilo, gli inaccettabili attacchi personali a me rivolti dal segretario regionale della Funzione Pubblica CGIL - Giovanni Pinna - e veicolati da un quotidiano eufemisticamente poco serio, le interpellanze consiliari e ogni altro conflitto politico-burocratico che ho affrontato in appena due mesi di incarico, non potranno che tradursi in un interessante caso di studio al quale mi dedicherò non appena avrò preso la giusta distanza dalla vicenda.
Nel frattempo ho ripreso i miei studi sul mercato del lavoro, che svolgo ormai da quasi 22 anni, avendo alle spalle un percorso professionale maturato in larga parte prima dell'ingresso all'università. E continuo a sostenere la seria e coraggiosa Assessora del lavoro alla quale confermo tutta la mia stima.
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