giovedì 24 gennaio 2008
di Cinzia Isola
Le barricate al porto canale con gli stati generali di Forza Italia sono valse al sindaco Emilio Floris la riconoscenza di Legambiente Campania. Incredibile, ma vero. Il paradosso tragicomico della monnezza napoletana si è consumato ieri mattina: Michele Buonomo, presidente partenopeo dell'associazione ambientalista, è andato a stringere la mano del sindaco per ringraziarlo dell'accoglienza riservata ai rifiuti campani in città. Un'accoglienza davvero calorosa: in prima linea, con gli indipendentisti durante il primo sbarco. Tra cariche, lacrimogeni e manganelli. «Beh, questo non lo sapevo», sorride Buonomo, «il sindaco ha detto che l'unico ostacolo era di natura istituzionale: il mancato dialogo con la Regione, l'assenza di comunicazione».
Una guerra istituzionale, quindi, combattuta però al fianco dei manifestanti che cercavano di impedire l'attracco della prima boat-pattumiera con ogni mezzo. E non mancarono neppure le contromosse di carta protocollata: poco prima fu inviato in avanscoperta il vicesindaco Maurizio Onorato con l'ordinanza anti-rifiuti. Un velo d'imbarazzo tradisce il presidente campano di Legambiente: «Mi ha pure ricordato di essere presidente onorario di un'associazione d'amicizia sardo-campana». Beh, questa era già stata utilizzata prontamente all'occorrenza. «Non avevo idea, non sapevo avesse partecipato alle manifestazioni».
Partecipato, però, non rende. Certo, nessuna operazione a prova di manganello, come quelle vantate dall'amico e deputato azzurro Mauro Pili. Ma quella sera al porto canale, durante il primo sbarco, i militanti hanno chiesto più volte al sindaco di frapporsi tra loro e le forze dell'ordine in assetto antisommossa, per evitare d'essere “caricati”. Ma allora, sono passate due settimane, c'era l'entusiasmo speculativo della prima ora. Appianata la querelle con la Regione per carenza di coinvolgimento con gli enti locali, ora pare che i rifiuti possono sbarcare. Perché non incassare, quindi, il plauso della Legambiente campana. Del resto, nessun tricolore forzista ha sventolato minaccioso sotto i tir puzzolenti del secondo sbarco.
In mattinata, il rappresentante di Legambiente Campania ha incontrato anche il presidente della Regione, Renato Soru. Mentre in serata, come da programma, ha partecipato al convegno “C'è un'altra Campania a cui voler bene”, organizzato a Cagliari nella sede universitaria dell'Ersu di via Trentino. Una buona occasione per spiegare la situazione napoletana vista e raccontata da un ambientalista del posto. Ma anche per ribadire la posizione ferma della costola sarda dell'associazione. «Deve trattarsi di un intervento unico e straordinario fino al trasferimento della quantità annunciata, per permettere alla Campania di avviare un ciclo e superare la crisi».
Ma intanto Legambiente Sardegna e Campania sostengono il piano rifiuti adottato dal commissario straordinario Gianni De Gennaro e la scelta di Renato Soru di stoccare nell'isola seimila tonnellate di immondizia. «La decisione di riaprire alcuni siti di stoccaggio, prevista dal piano De Gennaro, è una scelta dolorosa ma è l'unico modo per far sì che l'emergenza rientri in breve tempo».
L'incontro serve anche per mostrare l'altra faccia di una città immortalata sotto i rifiuti e passata alla ribalta nazionale e internazionale come la capitale della spazzatura. «Esiste una Campania diversa dagli stereotipi che i media stanno mostrando», ha detto Buonomo sottolineando come il problema sia politico. E ricordando che molti comuni anche in Campania ottengono ottimi risultati con la raccolta differenziata. Riguardo le ecomafie, poi, precisa: «La criminalità ha il monopolio dei rifiuti industriali, ma il piano di trasferimento in Sardegna e l'attuale emergenza riguardano esclusivamente rifiuti urbani».
Tuttavia il tema dei controlli è oggetto del dibattito: «Sono state effettuate tre verifiche sui carichi arrivati nell'Isola», ha spiegato Rosaria Congiu, assessore all'Ambiente della Provincia di Cagliari, cui spetta il monitoraggio del funzionamento del Tecnocasic. «Non c'è dubbio che si tratti di rifiuti urbani. Rifiuti - ha precisato - che possono anche essere pericolosi», riferendosi alla possibilità che sulle strade del capoluogo partenopeo possano essere finiti anche scarti nocivi come le batterie delle automobili. Via libera comunque anche per quanto riguarda le emissioni nell'aria di sostanze tossiche, durante le operazioni di incenerimento: «In nessun caso si sfiorano i livelli di guardia: non c'è alcun pericolo ambientale», ha garantito l'assessore Congiu.
In una pausa dagli impegni del consiglio regionale, ha partecipato all'incontro anche Chicco Porcu (Pd). Per fare una premessa sulla «disinformazione» che ha accompagnato l'operazione solidarietà della Regione. Ma per chiarire che l'impegno assunto da Soru non è un lasciapassare all'incapacità di gestire i rifiuti in Campania. «Incapacità e gravi responsabilità politiche». È diffuso il timore che questo sforzo di solidarietà alla fine si dimostri inutile. Efficace la metafora dell'assessore Rosaria Congiu: «Inutile asciugare il pavimento dall'acqua se non riparo il tubo che perde».
Intanto, nel rispetto dell'annunciata nave settimanale, il terzo carico di spazzatura si appresta a sbarcare nell'Isola Ieri sera da Napoli è partita una nave con un carico di 800 tonnellate di rifiuti diretta verso la Sardegna. L'arrivo nel porto industriale di Cagliari è previsto per oggi.
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