giovedì 24 gennaio 2008
di Marco Murgia
Pronti, via: inizia in Consiglio regionale il dibattito sulla finanziaria 2008. Ma chi dalla prima giornata di discussione si aspettava tuoni e fulmini deve accontentarsi di qualche scintilla: arrivano in un'aula semideserta e distratta dal voto sulla fiducia al governo Prodi, tanto che diverse volte il presidente Giacomo Spissu prima e il vice Nicola Rassu poi hanno dovuto richiamare i consiglieri all'attenzione. Il confronto vero inizierà martedì. Dopo la votazione per il passaggio all'analisi degli articoli, al centro degli interventi saranno gli emendamenti da proporre al testo licenziato dalla commissione Bilancio: grazie a un accordo dal sapore molto tecnico che aveva lasciato aperte diverse questioni fondamentali soprattutto dentro la maggioranza.
Saranno approfondite in un vertice previsto per domani mattina in via Roma - il calendario dell'aula prevede la ripresa dei lavori proprio martedì - al quale parteciperanno il presidente della Regione Renato Soru, i segretari e i capigruppo dei partiti della coalizione assieme ai commissari di maggioranza della Terza commissione: l'obiettivo è quello di trovare la sintesi sui testi degli emendamenti, con il termine ultimo fissato in quella data, prima della seduta consiliare. A giudicare dagli interventi di ieri ci sarà da lavorare: perché soprattutto dall'ala sinistra gli appunti non sono pochi, incentrati soprattutto sulle politiche del lavoro e su quelle ambientali.
Pronti via, dunque, e gli iscritti a parlare durante la discussione generale sul testo sono subito 46, 23 per parte: al termine della giornata gli interventi conclusi saranno una trentina, con la maggior parte dei capigruppo che riservano le loro considerazioni alla giornata di oggi.
Ad aprire le danze, ieri, la relazione di minoranza, rimandata due giorni fa quando si era allungata la discussione sulla mozione contro le short list nella pubblica amministrazione. Una decisione che non era andata giù ai consiglieri del centrodestra, fuori dall'aula mentre Giuseppe Luigi Cucca leggeva quella di maggioranza. Per l'opposizione «la manovra finanziaria 2008 è un colosso dai piedi d'argilla, che affonda ulteriormente il proprio peso nelle sabbie mobili degli equivoci irrisolti».
La relazione, illustrata dal capogruppo dei Riformatori Pierpaolo Vargiu, è la somma degli interventi durante tutta la giornata: con le critiche all'anticipazione di 500 milioni di euro sulle entrate future e il ritardo con cui anche quest'anno, hanno sottolineato gli esponenti del centrodestra, la manovra è approdata in Consiglio regionale. Uno sbarco difficoltoso soprattutto per le frizioni fra i commissari del centrosinistra, con la commissione «spesso trasformata in sede di dibattito interno alle varie componenti della maggioranza, più attente a risolvere in modo indolore i propri problemi di equilibrio, che ad attivare un attento ascolto delle ragioni della diversa parte politica».
Il risultato, ha sottolineato Mario Floris, è che «siamo privi di strumenti di programmazione economica». Esiste invece, secondo il consigliere dell'Uds, «una programmazione verticistica» da cui è escluso il Consiglio: «Tutto discende dalla visione dell'uomo che tutto vede e tutto può. Si parla di direttiva politica, non più di programmazione, sostituita da gruppi esecutori delle decisioni di un solo uomo». Il giudizio è durissimo: «La Regione non è un soggetto autoritario ma deve svolgere un ruolo di mediazione. Quest'anno la creatività è andata oltre ogni aspettativa». Sino a dare vita, secondo l'esponente di An Giovanni Moro, alla «finanziaria più sbagliata possibile per la situazione che attraversiamo, peggiore di quelle degli anni precedenti». Ma rappresenta, secondo Franco Ignazio Cuccu (Forza Italia), «quella che farà suonare la campana dell'ultimo giro»: una metafora sportiva per ribadire come sia ora che «questo governo regionale vada a casa».
Diversi anche gli interventi dai banchi del centrosinistra: la manovra, è il pensiero comune, è sostanzialmente buona. Servono accorgimenti e modifiche da compiere in corsa, condite da una maggiore concertazione. Ne è convinto, a esempio, Franco Sabatini: secondo il consigliere del Partito democratico, ex Dl, «la discussione interna alla maggioranza non è mancata, ma abbiamo comunque raggiunto accordi su tutti gli argomenti». Certo, «un maggiore confronto preventivo e non basato su schede riepilogative avrebbe allentato le tensioni, ma la discussione nasce anche da una maggiore massa manovrabile rispetto agli altri anni».
In questo senso, secondo il collega di partito Vincenzo Floris, «serve ricordare che per il secondo anno consecutivo chiudiamo il bilancio in pareggio, con maggiori risorse manovrabili» rispetto a qualche anno fa, «quando ci si occupava molto della spesa e poco delle entrate». Giudizio positivo anche dall'ex Ds Silvio Cherchi: nasce dal «confronto con le finanziarie di altre regioni italiane». Nessuna, ricorda, raggiunge il 30 per cento di risorse spendibili: «Da questo dato dovrebbe partire il Consiglio per migliorare l'intera manovra. Sui metodi si potrà poi discutere in seguito».
Le critiche maggiori arrivano dall'ala sinistra della maggioranza. Critiche e proposte precise, le stesse che la Sinistra Arcobaleno mette sul tavolo da tempo: «La priorità è il lavoro», ricorda il capogruppo del Prc Luciano Uras. È il punto cardine rimasto sinora irrisolto: deve essere «incrementato nelle percentuali, stabile e sano». Dal consigliere del Pdci Tore Serra arriva la richiesta per un «incremento di risorse destinato alla sicurezza sui luoghi di lavoro». Con un occhio di riguardo per le politiche ambientali: sulla stessa linea i consiglieri di Rifondazione Ciriaco Davoli e Peppuccio Fadda, che si augura «un solo mese di esercizio provvisorio».
La voce più critica è quella di Paolo Antonio Licheri. Se la manovra «porta alcuni aspetti positivi» il problema è che «l'azione di questo governo regionale non è percepito all'esterno anche per lo scollamento dovuto al mancato confronto all'interno della coalizione». Il consigliere di Sinistra autonomista critica la «supponenza di fondo con cui sono state affrontate le relazioni delle otto commissioni»: invece «come consiglieri di sinistra abbiamo avanzato proposte che meritano confronto e approfondimento».
L'occasione potrebbe essere il vertice di maggioranza di domani, convocato in Consiglio per le 9,30: l'incontro servirà ad approfondire le questioni ancora aperte e non ancora metabolizzate dalla coalizione di centrosinistra in vista della scadenza, martedì mattina, del termine per la presentazione degli emendamenti al testo di legge. Le questioni fondamentali saranno tirate fuori al tavolo proprio dalla sinistra: «Il vertice si svolgerà in un clima che sarebbe potuto essere assolutamente diverso, per cui il suo esito positivo non è per niente scontato, così come il parere positivo delle sinistre alla manovra finanziaria».
Secondo il segretario regionale del Prc Michele Piras è «estremamente negativo il fatto che si sia arrivati alla discussione in aula senza preventivamente trovare un accordo in maggioranza su tutti i temi rimasti aperti il 2 di gennaio». La responsabilità «per il mancato rispetto di quel patto ricade tutta in capo al maggior partito della coalizione di governo e al presidente della Regione, che avrebbe dovuto farsi garante degli accordi»: durante il vertice «la Sinistra tutta darà battaglia, convinta di rappresentare bisogni diffusi presenti nella società, certa che da un segnale forte sul lavoro e l'intervento sociale dipenda anche il rilancio della coalizione».
Assente annunciato, domani, l'Udeur di Sergio Marracini: sulla linea di quanto accade a livello nazionale, il capogruppo del Campanile sottolinea che «le cose che succedono a livello nazionale sono banali rispetto a quanto accade a livello locale». Con un attacco sulle raccomandazioni politiche nella scelta per la guida delle Asl: «Quando per le nomine Asl avevamo proposto il nome dell'onorevole Lai (il medico Renato Lai, poi confluito nell'Udeur, ndr) mi è stato detto che non si poteva perché era dell'Udc, e questo a prescindere dal suo curriculum».
Una dissertazione che non ha impedito di criticare la finanziaria: per la manovra il leader isolano dell'Udeur spera di poter «dare il contributo per il miglioramento attraverso gli emendamenti che speriamo siano accolti a prescindere dal colore e dalla posizione politica». Una chiusura che dice tutto sulla collocazione del gruppo. Una conferma, più che altro.
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