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martedì 22 gennaio 2008

Finanziaria, ancora scintille in maggioranza
Rifondazione e Sinistra arcobaleno
spingono per lavoro e formazione professionale

di Marco Murgia

Punto e a capo. L'incontro sulla linea da seguire in maggioranza nella discussione della finanziaria 2008 in Consiglio regionale - al via questo pomeriggio, con le relazioni dei due poli - era stato annunciato come decisivo ma si è risolto in un nulla di fatto. Anzi, peggio ancora: con uno scivolone che ha tutta l'aria della spaccatura su un tema fondamentale come quello del lavoro. Un argomento carissimo a Rifondazione comunista e a tutta la Sinistra Arcobaleno, quella sorta di coalizione nata per fare da contrappeso al Partito democratico: non è un caso che a meno di 24 ore dall'arrivo del documento contabile in aula sia «in corso la definizione di una proposta articolata sugli strumenti e sulle politiche del lavoro e per l'occupazione».

Si legga maxi-emendamento, a firma Prc, Sinistra democratica, Pdci e Verdi. È proprio quello che si sarebbe voluto evitare durante la discussione della manovra in commissione, quando tutti gli emendamenti all'articolo 6 - quello relativo al lavoro e all'occupazione - furono ritirati per una approvazione in tempi rapidi e in vista di un approfondimento prima dell'arrivo in assemblea del documento. Dieci giorni tecnici che non sono bastati, se i segretari dei partiti dell'ala sinistra giudicano «ancora distante l'accordo necessario per concludere positivamente l'esame del Bilancio regionale con una convinta approvazione in aula»: tanto da abbandonare il vertice del pomeriggio di ieri - presente tutto il centrosinistra, insieme al presidente della Regione Renato Soru, ad eccezione dello Sdi (per impegni precedenti, almeno in via ufficiale) e dell'Udeur, su cui nessuno nella coalizione fa più affidamento - per preparare in tutta fretta un documento ufficiale.

In sostanza i partiti della Sinistra Arcobaleno «richiamano il presidente e il Partito democratico al rispetto dell'accordo grazie al quale si è potuta approvare la manovra in commissione, anche in via tecnica e in previsione di una elaborazione definitiva, soprattutto in materia di lavoro e occupazione, capace di rispondere alle istanze provenienti dalla società sarda, rappresentate anche da sindacati e impresa nel corso delle audizioni». La preoccupazione è tutta «per l'avvicinarsi della discussione in aula senza una proposta condivisa dall'intera maggioranza».

I temi, manco a dirlo, sono sempre gli stessi: dalla formazione professionale a un sistema integrativo sugli ammortizzatori sociali marcato Sardegna e complementare a quello nazionale; dagli strumenti e le politiche del lavoro all'inserimento e al reinserimento «dei lavoratori provenienti dalle situazioni acute di crisi occupazionale», come Montefibre, Legler ed ex Scaini solo per fare qualche esempio. Un cantiere aperto per cui sarebbero necessari due milioni di euro.

Le posizioni, durante il vertice a porte rigorosamente chiuse, si sarebbero irrigidite proprio su questo. Tanto da far dire, a qualche consigliere in area Pd, ma rigorosamente a microfoni spenti, che «c'è qualcuno che vuole avere la prerogativa sull'argomento lavoro» e che, questa è una conferma, «c'è ancora molto da fare». Nessuno lo dice ufficialmente, ma il posto da assessore regionale al Lavoro - occupato dall'esponente del Prc Romina Congera, che aveva sostituito Maddalena Salerno, invisa alla corrente maggioritaria del partito - fa gola a molti: in vista di un eventuale rimpasto primaverile in Giunta, lo stesso che potrebbe avere un peso fondamentale nella nomina del capogruppo del Partito democratico.

In ogni caso, chiarisce Luciano Uras, «quello che proponiamo non viene fuori da un trattato marxista ma sono gli obiettivi del Piano di sviluppo regionale: non richieste della sinistra ma atti ufficiali di questa legislatura». L'obiettivo del piano, ricorda il capogruppo di Rifondazione, «è quello di portare l'occupazione in Sardegna dal 53 al 58 per cento, cioè ad almeno 30mila occupati in più entro il 2009».

La via sarebbe tracciata, ma gli ostacoli ci sono: «Manca la convinzione della necessità di operare in questa direzione: il presidente Soru parla del 30 per cento di risorse manovrabili, una parte di queste dovrebbe avere come obiettivo quello di aggredire l'assenza di lavoro e mirare all'inclusione». Le resistenze, ed è una risposta indiretta al gruppo di maggioranza relativa nel centrosinistra, «sono nel Pd o in alcune parti del Pd, e non riusciamo a capirle». Il tempo per chiarire le posizioni ci sarebbe ancora, dopo la presentazione delle relazioni di oggi: «Servirà un altro incontro di maggioranza» anche se, ma soprattutto perché, «è ancora tutto in alto mare».


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