l'altra voce.net


martedì 22 gennaio 2008

Marrocu capogruppo Pd all'unanimità:
scatta anche per l'effetto Mastella
l'unità politica con staffetta annunciata

Trentaquattro voti su trentaquattro e Siro Marroccu è il primo capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale. Il vertice decisivo, atteso da mesi, tira fuori un nome alla vigilia della discussione in aula sulla finanziaria 2008: un appuntamento a cui secondo tutti gli esponenti della nuova formazione, nonostante le distanze mai nascoste, non si sarebbe potuti arrivare senza un presidente. Da qui l'unanimità sul rappresentante Ds, espressa con voto segreto e con l'ipotesi di una staffetta in corsa prima della fine della legislatura con un ex consigliere della Margherita.

Sino all'ultimo minuto, non era per niente scontato: la fumata bianca per Marrocu è frutto di riunioni ufficiali, l'ultima ieri sera in via Emilia nella sede del Pd, e abboccamenti vari nelle stanze del palazzo di via Roma. Ad essere inattesa era l'unanimità: sino a tutta la serata di ieri - l'appuntamento era fissato in Consiglio per le 20 - si faceva la conta dei voti, per racimolare i 18 necessari. A influire non poco sull'accordo complessivo è stata l'uscita dal governo nazionale dell'Udeur di Clemente Mastella e l'imminente crisi per la coalizione guidata da Romano Prodi: richiamata dall'introduzione del segretario regionale Antonello Cabras che ha parlato della necessità, almeno a livello regionale, di un «segnale di compattezza».

C'è questo ma non solo: era stato lo stesso senatore Cabras a sottolineare come anche la Margherita avesse «tutti i titoli per proporre e avere il capogruppo», per poi indicare l'ipotesi della staffetta come buona per garantire gli equilibri tra le diverse anime del partito. Confermata da Luigi Cucca, ex esponente Dl che indica in Antonio Biancu il papabile per l'avvicendamento. L'altro nome è quello di Giovanni Giagu, vicino al segretario Paolo Fadda: anche perché Biancu potrebbe diventare già oggi vicepresidente del Consiglio. All'ordine del giorno, oltre alle relazioni di maggioranza e opposizione sul documento contabile, ci sono infatti le dimissioni da quella carica di Eliseo Secci, diellino da tempo assessore alla Programmazione: con la poltrona ancora vacante, il voto di maggioranza potrebbe essere compatto per l'ex capogruppo della Margherita.

I difficili equilibri interni fra le diverse anime del Pd spiegano perché la scelta su Siro Marroccu arrivi a tre mesi di distanza dalla nascita del partito e a uno dalla costituzione del gruppo in Consiglio regionale: era il primo nome, di sicuro quello più spendibile, venuto fuori dal toto-nomine. Buono per arrivare pronti, almeno dal punto di vista formale, a un appuntamento fondamentale come quello sulla finanziaria. E raggiunto in poco più di mezzora: a voto segreto, ma viste le premesse era una modalità quasi obbligata. Marrocu era stato ottimista fin dall'inizio ma era anche un gioco di facciata. Invece le circostanze ne hanno favorito l'elezione unanime: da capogruppo della Quercia a leader del Pd. Un risultato rotondo, una goleada a sopresa per un uomo anche di calcio, presidente della Villacidrese.

(ma. mu.)


Google
 


© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari