martedì 22 gennaio 2008
di Cinzia Isola
Sul come, dove e quando non c'è certezza. Ma una cosa è sicura: nell'Isola sbarcheranno solo seimila tonnellate di rifiuti. Circa 1.600 hanno già varcato la soglia del Tecnocasic e sono già finite in cenere. Il conto è presto fatto, almeno sulla carta. All'appello, in nome della solidarietà nazionale, ne mancano ancora 4.400. Tonnellata più, tonnellata meno. Perché scommettere sul peso finora è stato un azzardo. L'ultimo carico atteso ne avrebbe dovuto pesare 800, ma la bilancia ne ha contato 1.047. «La certezza sulla quantità non si conosce neppure alla partenza», chiarisce Alessandro De Martini, direttore generale dell'assessorato all'ambiente. In ogni caso, carichi superiori andranno spuntati dall'impegno preso dal Presidente Soru, per far fronte all'emergenza rifiuti in Campania. Il problema è che - a parità di volume - i rifiuti inzuppati d'acqua dopo un paio di giorni sotto la pioggia pesano ovviamente molto di più.
Le eventuali tonnellate in più in ogni carico possono rappresentare un problema per lo smaltimento concordato con il Tecnocasic. Ma non rappresentano una mano tesa ad accogliere quantità superiori, rispetto a quelle concordate. Sarà il peso reale a decretare la fine degli sbarchi nell'Isola. Sbarchi che, al momento, sembrano al palo. Nonostante il carico di rifiuti sia stato già smaltito. «Ogni giorno ci occupiamo anche delle 550 tonnellate che in media arrivano a Macchiareddu dall'area vasta di Cagliari», ricorda Mario Murgia, direttore generale del Tecnocasic. Che annuncia: «Questa settimana non sono previsti sbarchi, forse la prossima». Nessuna nave all'orizzonte, quindi, ma una previsione senza scadenze. Anche se, al ritmo di 21 tonnellate all'ora, l'inceneritore del Casic, ha già polverizzato la seconda spedizione di spazzatura napoletana.
L'allarme lanciato nei giorni scorsi sulla capacità di smaltimento dell'impianto è rientrato. Non esiste nessuna emergenza per l'inceneritore, come ha confermato lo stesso presidente del Casic, Sandro Usai. Con la precisazione che l'impianto di Macchiareddu non può prescindere dal lavoro ordinario, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani di Cagliari e dell'hinterland. Proprio per questo, per agevolare il lavoro del Tecnocasic, negli ultimi giorni si è rafforzata l'ipotesi di trasferire una parte dei rifiuti del cagliaritano a Villacidro: carichi da 250 tonnellate per due volte la settimana. Un'ipotesi che, per ora, ha incontrato solamente la disponibilità tecnica dell'impianto. L'unico limite, secondo il direttore dell'assessorato all'ambiente De Martini, è dato dalle modalità: utilizzare o limitare il trasporto a dieci camion ad esempio, sarebbe meglio che intasare con molti mezzi l'area della discarica.
Un ok che dovrà necessariamente fare i conti con le più problematiche disponibilità politiche. Ecco perché l'assessore all'ambiente, Cicito Morittu si è impegnato a parlarne con Emilio Floris, sindaco di Cagliari, ma soprattutto con il primo cittadino di Villacidro, Francesco Sedda. Il guadagno non sarebbe rilevante. Ma smaltire 500 tonnellate ad 80 euro l'una, frutterebbe all'inceneritore del medio campidano 40mila euro a settimana. La comunicazione tra il Casic e l'assessorato all'ambiente è fitta: «Ci sentiamo anche trenta volte al giorno», spiega il direttore De Martini. Idem sul fronte napoletano. Ma qui, contrariamente alle previsioni del direttore generale del Tecnocasic che esclude nuovi sbarchi in settimana, le ipotesi sono differenti: «Stabilire un giorno non è semplice», chiarisce Di Martini, «la nostra disponibilità a ricevere deve essere valutata con la disponibilità logistica ad inviare».
In un primo momento si era parlato di giovedì prossimo, ma è ancora tutto da decidere. Quel che sembra più o meno certo è che a fine febbraio l'impegno della Regione sarà assolto. Sempre contando quell'ipotetica nave a settimana che più volte è stata citata per spiegare quantità e tempi dell'operazione solidarietà. Ad esprimere perplessità sul trasferimento a Villacidro di una parte dei rifiuti del cagliaritano, è invece il presidente del Casic, Sandro Usai. «Tanto vale mandarci direttamente i camion provenienti da Napoli». Un'ipotesi che appare decisamente poco realistica. Far viaggiare anche solo una parte dei tir strapieni di rifiuti puzzolenti dal porto canale fino a Villacidro servirebbe solo a complicare le cose. Se non altro, quelle più strettamente di ordine pubblico. Soprattutto se si pensa al dispiegamento massiccio delle forze dell'ordine per tenere sotto controllo presidi localizzati, seppur minimi come quello inscenato per l'ultimo sbarco dagli irriducibili indipendentisti di Sardigna Natzione. Deviare i convogli, poco conveniente anche dal punto di vista organizzativo, potrebbe trasformare l'intero tragitto in un campo minato di imprevisti.
Nel vortice di notizie, cifre, smentite, se non altro non ci sono più dubbi su presunti sbarchi nel nord Sardegna: ieri sera l'assessore regionale dell'Ambiente, Cicito Morittu, ha assicurato che in Gallura non arriverà alcun carico della spazzatura campana che la Regione che si è impegnata a smaltire. La conferma è arrivata a margine di un incontro con l'amministrazione provinciale per l'intesa sulle aree protette. Morittu ha affermato di non aver mai pensato di conferire rifiuti nella discarica olbiese di Spiritu Santu ed ha chiarito che le navi provenienti da Napoli attraccheranno a Cagliari. La spazzatura sarà smaltita interamente dall'impianto del Tecnocasic - ribadito l'assessore - e, in caso di sovraccarico, nella discarica di Villacidro.
Sempre ieri, il presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, ha chiarito in una nota le cause del mancato incontro con il presidente della Regione, Renato Soru, programmato per venerdì mattina a Cagliari per parlare dell'inceneritore di Ottana che le comunità locali hanno definitivamente bocciato. Nessuno scontro istituzionale, ma un semplice disguido per sovrapposizione di impegni. Deriu ha ribadito la volontà di una «piena e leale collaborazione per far sì che ogni problema e ogni procedimento siano affrontati senza perdita di tempo, seguendo l'iter disciplinato dalle norme in materia ed evitando i usare i mezzi di informazione per eventuali comunicazioni».
Sulla possibilità di realizzare l'impianto ad Ottana, l'assessore all'Ambiente della Provincia di Nuoro, Rocco Celentano respinge invece le accuse di ambiguità di atteggiamenti lanciate dall'assessore regionale all'Ambiente Cicito Morittu. «Se venerdì si fosse tenuto l'incontro - spiega Celentano - in via amichevole e riservata avremmo riferito al presidente Soru che la nota inviata da Morittu il 4 gennaio scorso è inidonea ad avviare un procedimento amministrativo e ad ottenere una risposta formale dalla Provincia di Nuoro poiché non accompagnata o preceduta dalla documentazione tecnica necessaria. Quel che è importante - ha sottolineato Celentano - è definire, con la Regione assieme a tutte le Province, una strategia di sistema che, sostenendo la raccolta differenziata, prenda atto della necessità di localizzare il termovalorizzatore in un'area diversa, baricentrica rispetto alla produzione di rifiuti del nord Sardegna».
Di rifiuti, infrastrutture del settore, sistemi di raccolta, bonifica delle discariche abusive, piano regionale dei rifiuti, si occuperà anche la Cisl. Venerdì il sindacato esaminerà il problema della gestione dei rifiuti urbani in Sardegna e delle sue prospettive. Un tema che ha animato il dibattito politico nel corso delle ultime settimane. Ma anche un argomento di particolare interesse per le organizzazioni sindacali, «sia per l'impatto economico e soprattutto occupazionale che raccolta e smaltimento dei rifiuti determinano sul territorio», spiegano in una nota i sindacalisti, «sia per i più generali aspetti inerenti alla politica ambientale nell'Isola».
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